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Monday, May 2, 2022

Istat: record occupazione marzo a 59,9%,+804mila in un anno - Il Sole 24 ORE

I punti chiave

2' di lettura

A marzo gli occupati aumentano di 81mila unità su febbraio e di 804mila su marzo 2021. Lo rileva l’Istat sottolineando che il tasso di occupazione sale al 59,9% (+0,3 punti) al livello record dall’inizio delle serie storiche (2004). Confrontando il primo trimestre 2022 con quello precedente si registra un aumento del livello di occupazione pari allo 0,6%, per un totale di 133mila occupati in più. Gli occupati tornano sopra i 23 milioni a 23.040.000. Rispetto a febbraio ci sono 103mila dipendenti permanenti in più.

A marzo 2022, spiega l’ente statistico, prosegue la crescita dell’occupazione e il numero di occupati torna a superare i 23 milioni. L’aumento osservato rispetto all’inizio dell’anno, pari a quasi 170 mila occupati, si concentra soprattutto tra i dipendenti. Rispetto a marzo 2021, la crescita del numero di occupati è pari a 800 mila unità, in oltre la metà dei casi riguarda i dipendenti a termine, la cui stima raggiunge i 3 milioni 150 mila, il valore più alto dal 1977. Il tasso di occupazione si attesta al 59,9% (record dall’inizio delle serie storiche), quello di disoccupazione all'8,3%, tornando ai livelli del 2010, e il tasso di inattività, al 34,5%, scende ai livelli pre pandemia Covid.

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Record occupati a termine, ma boom posti fissi

Gli occupati dipendenti a termine a marzo salgono a quota 3.159.000, il livello più alto dal 1977, data di inizio delle serie storiche. Si registra un aumento di 19mila unità rispetto a febbraio e di 430mila unità su marzo 2021. I dipendenti permanenti sono 14,9 milioni con un aumento di 103mila unità su febbraio e di 312mila su marzo 2021. I lavoratori indipendenti a marzo diminuiscono di 41mila unità su febbraio e aumentano di 62mila unità su marzo 2022 fissandosi a quota 4.977.000. Nel complesso i dipendenti salgono a quota 18 milioni 63mila con un aumento di 121mila unità su febbraio e di 742mila su marzo 2021. Gli occupati salgono a 23 milioni 40mila con un aumento di 81mila unità su febbraio e di 804mila su marzo 2021.

Disoccupazione scende a marzo all’8,3%

Il tasso di disoccupazione a marzo scende all’8,3% con un calo di 0,2 punti su febbraio e di 1,8 punti su marzo 2021, tornando ai livelli del 2010. L’Istat sottolinea che le persone senza lavoro nel mese erano 2milioni 74mila con una riduzione di 48mila unità su febbraio e di 412mila su marzo 2021.

In calo gli inattivi

Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce (-0,6%, pari a -72mila unità) per gli uomini, le donne e per tutte le classi di età. Il tasso di inattività scende al 34,5% (-0,2 punti).

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Libretti postali chiusi anche se ci sono soldi: il provvedimento in arrivo in estate - Giornale di Sicilia

Poste Italiane sta predisponendo la chiusura automatica di tutti i libretti postali dormienti con o senza soldi. Chi ha un libretto postale è già stato informato ma i tempi sono brevi: la scadenza è fissata per il prossimo 21 giugno.

Libretti postali che verranno chiusi

Si tratta di tanti libretti postali aperti e sui quali non è mai stata fatta nessuna operazione. In gergo, si chiamano “dormienti” e quindi disattivabili. Fino al 21 giugno, è in corso la chiusura di tutti i libretti postali sui quali non è stata fatta nessuna azione negli ultimi 10 anni. Aperti e mai usati, è proprio questa la definizione di “libretto postale dormiente”. Ovviamente non vi rientrano quelli sottoposti a procedimenti o blocchi operativi che ne impediscano la movimentazione delle somme.

Libretti postali, come sapere se verranno chiusi

Per chi non ricorda di avere un libretto postale o per chi non ricorda se ha fatto movimenti sul proprio libretto aperto anni e anni fa, può consultare il sito di Poste Italiane, dove è presenta la lista dei libretti in fase di chiusura oppure rivolgersi al proprio ufficio postale di riferimento.

Libretti postali, come recuperare le somme

La chiusura dei libretti postali non comporta la perdita dei fondi al loro interno, infatti è bene sapere che sarà possibile rivendicare il loro contenuto in qualsiasi momento. Il libretto verrà spostato in un Fondo Consap del ministero dell’Economia. "I saldi dei Libretti dormienti vengono trasferiti al Fondo gestito da Consap istituito ai sensi dell’art. 1, comma 343, della legge n. 266/2005 e disciplinato dal Regolamento di cui al D.P.R. 22 giugno 2007 n. 116".

Libretto postale, quando verrà disattivato

Se si scopre di avere un libretto dormiente ci si può recare presso un ufficio postale entro il 20 ottobre 2022, e fare delle operazioni attraverso il libretto per impedirne la chiusura. Il termine ultimo è ancora il 21 giugno 2022, ma la sua disattivazione avverrà proprio a fine ottobre. Dopo tale data, se Poste Italiane non avrà ricevuto disposizioni, i libretti dormienti e le somme depositate saranno trasferite all’interno del Fondo gestito da Consap.

Libretti postali chiusi, ma non solo

Verranno chiusi anche conti correnti, assegni circolari, libretti nominativi, libretti al portatore, certificati di deposito nominativi, certificati di deposito al portatore, fondi di investimenti, sempre con la stessa disposizione.

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Il "flash crash", poi il panico: Borse scandinave sotto attacco - ilGiornale.it

Il breve momento di crollo delle borse europee di oggi è, allo stato attuale delle cose, senza spiegazione che non sia quella dello scaricamento di una situazione di tensione e nervosismo sui mercati a causa di un motivo scatenante imprevedibile, probabilmente un errore umano. Sono state le Borse scandinave le più colpite da quello che i trader definiscono il "flash crash": attorno alle 10, improvvisamente, sono precipitate in profondo rosso tutte le piazze europee, che hanno poi recuperato (in parte) dopo pochi minuti. Durante il breve attimo di panico sui mercati, l'indice azionario di riferimento di Stoccolma, ad un certo punto è sceso dell'8%.

Copenhagen è invece caduta dell'8,3% ed Helsinki del 7,9%. In risposta a questo momento di caos i mercati europei sono a loro volta arretrati facendo segnare agli indici, che già erano in calo di circa lo 0,8%, perdite variabili tra il 2 e il 4%, per poi riportarsi sui livelli precedenti. Sulla borsa milanese il crollo ha portato l'indice Ftse Mib a cedere quasi 900 punti, accusando una perdita del 3,8%. A Francoforte si è toccato il -2,1%, a Parigi -3,4%, a Madrid il -2,4%, ad Amsterdam -4%. Ora tutti questi listini hanno riassorbito i danni, ma lo spaesamento resta.

In un primo momento si pensava che l'origine del crollo dipendesse dalla Borsa di Oslo ma Euronext Oslo ha spiegato di star esaminando le cause del crollo che al momento risultano inspiegabili.

Nessuna notizia appare, in quest'ottica, tale da giustificare un tracollo di questo tipo. Negli stessi minuti venivano infatti diffusi i dati dell'indice Pmi manifatturiero di aprile in alcuni paesi europei, con un andamento contrastato, non definitivo nelle sue indicazioni. Senza però tracolli tali da scatenare uno schianto o una fase di panico. Più probabile che in questa occasione il crollo sia stato causato da un errore nell'immissione di un ordine, in questo caso su diversi titoli europei, tanto da colpire un po' tutti i listini.

Non si tratterebbe del primo caso nella storia. Il più celebre flash crash è stato quello dell'indice Dow Jones, della borsa valori di New York, avvenuto tra le 14:42 e le 15:07 ora locale del 6 maggio 2010. Quel giorno, in una fase segnata da grande nervosismo per la crisi del debito greca e i postumi della Grande Recessione, senza alcuna provocazione Wall Street lasciò sul terreno il 10% in pochi minuti. Wall Street vide sparire 700 miliardi di dollari per poi rimbalzare di un robusto 7% non sufficiente a ricomporre le perdite. Come riporta Vita, sembra che la causa possa essere legata a "un trader della Citigroup" che avrebbe "passato un ordine di vendita su un complicato prodotto finanziario che includeva il titolo Procter & Gamble digitando "b" di billion (miliardi) anziché "m" di million (milioni) e mandando in tilt l'intero sistema. Panico sui mercati di tutto il mondo con ordini di vendita progressivi. Procter & Gamble arrivava a perdere il 40% mentre altri titoli come Accenture quasi il 100%, recuperando poi il valore iniziale prima della chiusura".

L'errore del trader avrebbe poi alimentato previsioni errate e operazioni spericolate degli algoritmi di trading ad alta frequenza (high frequency trading) su cui si muove la borsa mondiale. L'Hft è basato su algoritmi molto raffinati che basano su determinati parametro di prezzi o di andamento la decisione di procedere a vendite o acquisti massicci. Dunque un errore nell'impostazione dell'input può generare un effetto-cascata prima della correzione. All'Europa, in questo caso, è andata bene perché qualunque sia stata la causa, e l'errore umano è il più probabile, lo schianto è stato mattutino e lontano dalla chiusura. Ma in una fase nervosa, dopo un mese di calo delle borse, Usa in testa, anche un singolo granello di sabbia può mettere in difficoltà l'intero ingranaggio della finanza. In tempi difficili, un piccolo bug è dunque in grado di piegare, anche solo temporaneamente, un intero sistema. Mostrandone tutta la vulnerabilità agli imprevisti e agli "effetti farfalla" che possono trasformare, potenzialmente, un errore di digitazione in un disastro economico. Un'ulteriore testimonianza di quanto la digitalizzazione, se pensata senza un'ottica di controllo umano sui processi, non necessariamente migliori la capacità operativa degli attori economici.

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Sunday, May 1, 2022

Buffett crede in Wall Street: ecco dove ha investito 51 miliardi nel primo trimestre - Il Sole 24 ORE

I punti chiave

3' di lettura

Negli ultimi due anni, Warren Buffett sembrava aver perso appetito per il mercato azionario. Il primo trimestre del 2022 ribalta, drasticamente, la tendenza. La Berkshire Hathaway, la conglomerata dell’Oracolo di Omaha, è tornata sulla scena con l’acquisto di azioni per oltre 51 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2022.

Le operazioni vanno dal settore assicurativo a quello del gaming, fino a una robusta crescita dell’esposizione sull’industria petrolifera. Buffett, parlando a Omaha per il meeting annuale degli azionisti, ha descritto i mercati come una «sala giochi» e ribadito la sua ostilità agli investimenti più speculativi («Sono osceni»). Al tempo stesso, ha detto, la volatilità sui listini gli ha permesso di scovare business sottovalutati e rimettersi in moto con operazioni di grossa taglia, attingendo a una cassa che sfiorava i 150 miliardi di dollari a fine 2021.

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Da HP a Chevron, il boom di acquisizioni dell’«Oracolo»

La lista delle operazioni concluse nel primo trimestre include un deal da 11,6 miliardi di dollari per accaparrarsi il gruppo assicurativo Alleghany e pesanti operazioni di acquisto su azioni del gruppo petrolifero Occidental Petroleum (oggi Berkshire detiene il 14% della società, per un valore di oltre 7 miliardi di dollari) e il colosso dei computer HP: Buffett, un tempo ostile al settore tecnologico, ha aumentato la quota nel gruppo all’11%, per un valore pari a 4,4 miliardi al primo maggio 2022.

Sempre energia e tech fanno da sfondo ad altre due maxi-operazioni nei primi mesi dell’anno. Sul primo fronte, Berkshire ha accresciuto massicciamente la sua quota azionaria nel colosso petrolifero Chevron, passando da una quota pari a 4,5 miliardi di dollari a fine 2021 a 25,9 miliardi di dollari a fine marzo 2021. Oggi il valore è lievitato a oltre 27 miliardi di dollari, per una quota che incide sul 7,7% del portafoglio del gruppo e fa rientrare Chevron fra le prime quattro partecipazioni della holding insieme ad Apple (143 miliardi, pari al 40,5% del portafoglio del gruppo), Bank of America (36,8 miliardi, il 10,4%) e American Express (26,4 miliardi, il 7,5%) . Sul secondo, quello del tech, Buffett ha messo le mani su milioni di azioni di Activision Blizzard, azienda di videogame nel mirino di Microsoft. L’interesse di Berkshire per Activision è iniziato prima che il colosso di Redmond avviasse la sua acquisizione. Ora Buffett ne controlla una quota del 9,5%, per un valore di oltre 5 miliardi che lo rende primo azionista della società.

Berkshire Hathaway ha chiuso il 2021 con profitti in ascesa e una cassa record di 147,6 miliardi di dollari, oggi scesa a “solo” 106,2 miliardi di dollari dopo la febbre di acquisizioni dei primi mesi dell’anno. I buoni risultati del gruppo e la solidità delle sue riserve cash si erano misurati, fino a qualche mese fa, con il vuoto di operazioni e annunci di peso sul versante delle acquisizioni. A quanto scrive il Wall Street Journal, gli entusiasmi di Buffett si sarebbero risvegliati con la lettura di due report che lo hanno indotto a investire prima su Alleghany e poi su Occidental Petroleum. Nel caso dell’azienda petrolifera, Buffett si è convinto all’acquisto di milioni di azioni dopo aver appreso dalla nota di un analista che il titolo del gruppo veleggiava su valori più bassi rispetto ai suoi picchi nel 2011.

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Fisco: quanto guadagna lo Stato dagli errori nelle dichiarazione dei redditi? - I-Dome.com

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  1. Fisco: quanto guadagna lo Stato dagli errori nelle dichiarazione dei redditi?  I-Dome.com
  2. Il Fisco incassa 5,2 miliardi di euro con gli errori nelle dichiarazioni dei redditi  Il Sole 24 ORE
  3. Errori e omissioni nella Dichiarazione dei Redditi: cosa fare?  I-Dome.com
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Fisco: quanto guadagna lo Stato dagli errori nelle dichiarazione dei redditi? - I-Dome.com
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Saturday, April 30, 2022

Arrivano nuovi aiuti per le imprese femminili: chi può chiederli e come - QuiFinanza

Un’importante novità in arrivo per le donne. A partire da maggio prende il via il Fondo impresa femminile che incentiva le donne ad avviare e rafforzare attività imprenditoriali. Un sostegno fortemente voluto dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, che diventa operativo a partire dal mese di maggio con l’apertura degli sportelli di presentazione delle domande.

“Lo scopo principale di questo intervento è agire per creare un ambiente fertile per le nuove imprenditrici”, ha dichiarato Giorgetti, sottolineando come non ci siano limiti d’età per accedere alle agevolazioni volte anche a recuperare “il gap del tasso di occupazione femminile che separa l’Italia dagli altri paesi europei, specialmente nel Mezzogiorno”.

Si tratta di incentivi “che nascono per aiutare le imprese vere, non prenditori di contributi” ha proseguito Giorgetti. La domanda per ricevere i contributi, “non deve nascere per prendere il contributo, ma dev’esserci un’idea imprenditoriale, il coraggio, lo spirito che è quello che poi crea lo sviluppo”, ha sottolineato il ministro, che ha aggiunto come lo Stato supporta “le idee valide, di donne che si mettono in gioco. Ci sono tante donne pronte ad accettare la sfida”.

La misura parte del PNRR

Il Fondo impresa femminile sostiene la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese guidate da donne attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a circa 200 milioni di euro, di cui 160 milioni di euro di risorse PNRR e 40 milioni di euro stanziati dalla legge di Bilancio 2021.

La misura rientra nel pacchetto di interventi promossi dal Mise a sostegno della impresa femminile, indicati come prioritari nella missione “Inclusione e coesione” del PNRR, che ha messo a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 400 milioni di euro.

In questa prima fase il Fondo prevede l’apertura di sportelli online e l’attivazione di azioni di accompagnamento, formazione e valorizzazione della cultura imprenditoriale delle donne.

Con prossimi provvedimenti ministeriali verranno poi rifinanziate le altre misure già avviate come Imprese ON (Oltre Nuove Imprese a Tasso zero), a supporto della creazione di piccole e medie imprese e auto imprenditoria, e Smart&Start, a supporto di startup e PMI innovative.

Chi può richiedere gli aiuti

Il Fondo sostiene le imprese femminili di qualsiasi dimensione, già costituite o di nuova costituzione, con sede in tutte le regioni italiane.

Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire una nuova impresa dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.

La misura si rivolge a quattro tipologie di imprese femminili:

  • cooperative o società di persone con almeno il 60% di donne socie
  • società di capitale con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne
  • imprese individuali con titolare donna
  • lavoratrici autonome con partita IVA.

Le agevolazioni vengono concesse per programmi di investimento in questi settori:

  • industria
  • artigianato
  • trasformazione dei prodotti agricoli
  • servizi
  • commercio
  • turismo.

Quanto spetta

Il finanziamento dipende da quale tipologia di impresa si ha.

Se una libera professionista vuole costituire una nuova impresa, oppure l’impresa è stata costituita da meno di 12 mesi, si possono presentare progetti d’investimento fino a 250 mila euro. Il Fondo mette a disposizione un contributo a fondo perduto che varia in funzione della dimensione del progetto:

  • per progetti fino a 100mila euro, l’agevolazione copre fino all’80% delle spese (o fino al 90% per donne disoccupate) entro un tetto massimo di 50mila euro;
  • per progetti fino a 250mila euro, l’agevolazione copre il 50% delle spese, fino a un massimo di 125mila euro.

Se invece si ha un’impresa attiva da più di 12 mesi, si possono presentare progetti d’investimento fino a 400mila euro per sviluppare nuove attività o per ampliare attività esistenti. In questo caso, il Fondo prevede un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero, con una copertura fino all’80% delle spese ammissibili, per un massimo di 320mila euro, da rimborsare in 8 anni.

In entrambi i casi, non è richiesto un valore minimo del progetto d’investimento, che dovrà essere realizzato in 24 mesi.

I piani di spesa possono prevedere le spese per investimento e il costo del lavoro. Sono finanziabili anche le spese per il circolante, entro un massimo del 20% del programma di spesa ammissibile (o del 25% per le imprese con più di 36 mesi). Solo per le imprese con oltre 36 mesi di vita il contributo al circolante è concesso interamente a fondo perduto.

Le proponenti possono inoltre richiedere, al momento della compilazione della domanda, il servizio di assistenza tecnico-gestionale che comprende:

  • un tutoraggio, in fase di realizzazione del progetto, per accompagnare le imprese nell’utilizzo delle agevolazioni, supportarle nel predisporre le richieste di erogazione del finanziamento o altra documentazione di progetto, e trasferire competenze specialistiche, mediante incontri on line o in presenza che verranno pianificati insieme al tutor
  • un voucher di 2 mila euro da utilizzare a copertura del 50% del costo sostenuto dalle imprese per l’acquisto di servizi di marketing o comunicazione strategica del valore minimo di 4mila euro.

Come e quando presentare domanda

La presentazione della domanda prevede una prima fase di compilazione e un successivo invio della domanda da effettuare sulla piattaforma online di Invitalia (qui trovate anche tutti i moduli necessari), che verrà attivata in funzione delle date di apertura dello sportello.

Lo sportello verrà aperto in due fasi successive:

  • per le nuove imprese, o costituite da meno di 12 mesi, la compilazione sarà disponibile a partire dalle ore 10.00 del 5 maggio 2022, mentre la presentazione della domanda sarà possibile dalle ore 10.00 del 19 maggio 2022
  • per le imprese avviate, costituite da oltre 12 mesi, la compilazione sarà dalle ore 10.00 del 24 maggio 2022, mentre la presentazione a partire dalle ore 10.00 del 7 giugno 2022.

Per accedere alla piattaforma, raggiungibile dalle ore 10.00 alle ore 17.00 dal lunedì al venerdì (esclusi i giorni festivi), è necessario essere in possesso di una identità digitale (SPID, CNS, CIE).

Inoltre, è importante disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del legale rappresentante delle società già costituita al momento della presentazione, oppure della persona fisica in qualità di socio o soggetto referente della società costituenda.

In fase di compilazione, la piattaforma effettuerà alcuni controlli automatici con il Registro delle imprese che permetteranno una veloce segnalazione di eventuali informazioni da aggiornare o rettificare per presentare la domanda in modo corretto.

La compilazione, firmata digitalmente, si concluderà con il rilascio del “codice di predisposizione della domanda”, che servirà in fase di presentazione della domanda.

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Friday, April 29, 2022

Piazza Affari positiva: FTSEMib +0,8% - SoldiOnline.it

Generali in altalena a Piazza Affari, nel giorno dell'assemblea degli azionisti. Buona performance per ENI dopo la trimestrale. Spicca il balzo di Tenaris

mercato-andamentoI maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno chiuso in territorio positivo l’ultima seduta della settimana.

Il FTSEMib ha guadagnato lo 0,82% a 24.252 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 24.129 punti e un massimo di 24.409 punti; tuttavia, nell'intera settimana il principale indice di Borsa Italiana ha ceduto lo 0,11%. Anche il FTSE Italia All Share ha messo a segno un progresso dello 0,82%. Performance simili per il FTSE Italia Mid Cap (+0,81%) e per il FTSE Italia Star (+0,96%). Nella seduta del 29 aprile 2022 il controvalore degli scambi è sceso a 2,1 miliardi di euro, rispetto ai 2,21 miliardi di giovedì.

Alle 17.30 il bitcoin si era stabilizzato a 39.000 dollari (meno di 37.000 euro).

Lo spread Btp-Bund ha oscillato tra i 180 e i 185 punti.

L’euro è tornato sotto gli 1,055 dollari.

Generali in altalena a Piazza Affari (+0,56% a 18,1 euro). L’assemblea degli azionisti della compagnia assicurativa ha approvato il bilancio del 2021 e ha eletto il consiglio di amministrazione che rimarrà in carica per tre esercizi, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2024; il CdA sarà composto da 13 membri. Nel dettaglio, la lista presentata dal consiglio di amministrazione uscente – lista di maggioranza – ha conseguito il 55,99% dei voti.

ENI ha registrato un rialzo dell'1,76% a 13,39 euro. Il Cane a sei zampe ha comunicato i risultati finanziari del 1° trimestre 2022, periodo in cui il colosso petrolifero ha beneficiato di un contesto economico più favorevole. Di conseguenza, il ENI ha evidenziato un forte miglioramento dei ricavi e della redditività. Il management ha fornito anche alcune indicazioni finanziarie e operative per l’intero 2022.

Spicca il balzo di Tenaris (+5,26% a 14,81 euro). ALcune banche d'affari hanno rivisto al rialzo il target price sulla società dopo la diffusione dei risultati del primo trimestre 2022.

Chiusura positiva per IntesaSanpaolo (+1,5% a 1,9548 euro). L'assemblea degli azionisti dell'istituto ha approvato il bilancio del 2021 e ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione che resterà in carica nel triennio 2022/2024; il CdA sarà composto da 19 membri. Inoltre, i soci hanno approvato un nuovo piano di acquisto e disposizione di azioni proprie finalizzato all'annullamento di massime 2.615.384.615 azioni proprie.

Molto bene anche UniCredit (+1,94%).

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Tim in Borsa chiude a +2,2% in attesa offerta Kkr su Sparkle - Ultima ora - Ansa.it - Agenzia ANSA

Tim chiude tonica in Borsa e indossa la maglia rosa nel listino principale, in attesa dell'offerta di Kkr per Sparkle e il dossier su N...