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Saturday, October 15, 2022

Borse, venerdì nero a Wall Street. Settimana a due facce nel segno dell'inflazione Usa - Il Sole 24 ORE

Sul Ftse Mib in evidenza le banche

Sul Ftse Mib venerdì sono spiccati il comparto utility (A2a tra le migliori) e i bancari, questi ultimi sotto i riflettori anche dopo le trimestrali in chiaroscuro dei colossi Usa: se infatti JpMorgan e Wells Fargo hanno annunciato risultati superiori alle previsioni, Morgan Stanley e Citigroup hanno deluso le attese. Brillano anche Diasorin e Amplifon. Come detto, a sostenere il settore del credito è ancora l’ipotesi, soprattutto alla luce dell’inflazione americana, che la Bce prosegua sulla via di un aggressivo rialzo dei tassi. In fondo al listino i petroliferi con Tenaris e Saipem, in scia al calo del greggio.

Negli Usa consumatori si aspettano un rialzo dell'inflazione

A ottobre, gli statunitensi si stanno dimostrando più ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente, anche se si aspettano un rialzo dell'inflazione. L'indice preliminare sulla fiducia redatto mensilmente dall'Università del Michigan è stato pari a 59,8 punti, dopo i 58,6 di settembre; le attese erano per un dato in rialzo a 59. La componente che misura le aspettative per il futuro è scesa da 58 a 56,2, quella sulla situazione attuale è salita da 59,7 punti a 65,3. Per quanto riguarda l'inflazione, le aspettative a un anno sono aumentate per la prima volta da marzo, dal 4,7% al 5,1%, quelle a cinque anni sono salite dal 2,7% al 2,9%. Nel febbraio 2020, prima dell'inizio della pandemia, l'indice era a 101 punti.

Andamento dello spread Btp / Bund

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Spread sale a 245 punti, crescono i rendimenti

Sull'obbligazionario, in leggero rialzo lo spread BTp-Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha segnato un'ultima posizione a 245 punti base dai 242 punti base della vigilia. Sale più sensibilmente il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 4,80% dal 4,71% di ieri.

Euro stabile, giù i prezzi del gas. Scende il petrolio

Sul fronte dei cambi, l’euro è stabile a 0,9742 dollari (da 0,9740 ieri in chiusura). La moneta unica guadagna terreno a 144,66 yen (143,54), mentre il rapporto dollaro/yen è a 148,48 (146,80). I timori di recessione hanno spinto al ribasso il prezzo del petrolio: il Wti di novembre scambia a 86,06 dollari al barile (-3,42%) e il Brent di dicembre a 91,98 dollari (+2,74%). In calo il prezzo del gas naturale, che scende del 9,3% sotto quota 140 euro per megawattora.

Negli Usa vendite al dettaglio invariate ma sotto le attese

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti, a settembre, sono rimaste invariate rispetto ad agosto a 684 miliardi di dollari, dopo il +0,4% del mese precedente (rivisto dall'iniziale +0,3%), secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio; le attese erano per un +0,3%. Rispetto a un anno prima, registrato un +8,2%, dopo il +8,9% del mese precedente. Escludendo le vendite di veicoli, il dato è cresciuto dello 0,1% rispetto al mese precedente, dopo il -0,1% di agosto; escludendo veicoli e carburanti, il dato ha registrato un rialzo dello 0,3%. Le vendite tra luglio e settembre sono aumentate del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2021, dopo il +10,3% di giugno-agosto.

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Friday, October 14, 2022

Mps quasi azzerata in Borsa prima dell'aumento-Ipo. Da Consob ok con caveat - Il Sole 24 ORE

2' di lettura

Assomiglia sempre di più a un'Ipo l'aumento di capitale di Mps, atteso per lunedì sul mercato. Le azioni della banca più antica del mondo hanno registrato un nuovo tracollo, trascorrendo gran parte della seduta senza riuscire a scambiare e chiudendo con un tonfo del 42% a 9,9 euro, dai 25,58 euro della chiusura del 12 ottobre. Polverizzato a 99 milioni di euro – meno dei 125 milioni di salatissime commissioni che pagherà alle banche del consorzio di garanzia – il valore del Monte. Esito quasi scontato vista la natura iperdiluitiva dell'operazione che partirà lunedì e riverserà sul mercato 374 azioni ogni 3 in circolazione, al prezzo di 2 euro l'una.

Alla riapertura di Borsa i titoli inizieranno a trattare ad un prezzo di 2,063 euro per effetto dello stacco di un diritto di opzione che vale 7,837 euro. La Consob, dopo aver autorizzato il prospetto, ha messo in guardia dal «rischio» di «una forte volatilità del prezzo delle azioni» che potrebbe portare a una «sopravvalutazione del prezzo di mercato» rispetto al «valore teorico».

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Per contenere queste anomalie è stato adottato il metodo del “rolling”, che consentirà gli arbitraggi volti a riallineare il prezzo delle azioni negoziate in Borsa a quello espresso attraverso i diritti. Dal prospetto informativo emergono intanto elementi e rischi dell'operazione, la cui riuscita è comunque blindata da un consorzio di otto banche e da Algebris, che garantiranno il potenziale inoptato (857 milioni di euro, al netto degli 1,6 miliardi che il Tesoro si è impegnato a iniettare e dei 37 milioni promessi da un pugno di investitori).

I garanti percepiranno 125 milioni di euro, una somma pari al 14,6% della parte dell'aumento coperta da garanzia, in parte da destinare ai subgaranti – tra cui Axa, Denis Dumont, alcuni fondi esposti sui subordinati – su cui hanno riversato circa 500 milioni di rischio sull'inoptato. La maxi-commissione avrà un impatto negativo di 15 punti base sui target di capitale messi a piano per il 2024 da Mps, che stima un Tier1 ratio al 14,2%, 150 punti base al di sotto dell'attuale media delle banche significative italiane e 70 punti sotto la media europea, rileva la Bce.

«Il persistere di tale gap, nel lungo periodo, potrebbe rappresentare un possibile ostacolo a future operazioni di fusione con un partner industriale», è l'ammonimento che la Vigilanza ha mosso a Mps nella bozza di decisione Srep riportata nel prospetto, sollevando dubbi sull'adeguata capitalizzazione della banca anche dopo l'aumento. «La capacità di Mps di generare redditività robusta e stabile – avverte la Vigilanza – sarà raggiunta solo se, dopo l'esecuzione dell'aumento di capitale, il management sarà capace di realizzare nei tempi dovuti tutti gli obiettivi del nuovo piano, dimostrando nel corso di un periodo di tempo sufficientemente esteso che le debolezze strutturali sono state superate definitivamente».

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Case a Milano, prezzi record per le compravendite: l’usato vale 4.868 euro al mq. Tentazione hinterland - Corriere Milano

di Gino Pagliuca

Valori, secondo gli osservatori, insostenibili per la «classe media» e che preludono a una brusca frenata del mercato. Famagosta-Barona e Baggio i quartieri con la maggior crescita di rogiti nel secondo trimestre, male Ripamonti-Vigentino

Continuano a salire le richieste di prezzo da parte di chi vende casa a Milano. Lo dice l’ultimo report sul mercato redatto dal portale idealista.it, secondo cui gli appartamenti usati nel capoluogo, da giugno a settembre, hanno registrato un aumento dello 0,8%, facendo salire l’incremento su base annua al 6,7% e il prezzo medio in offerta a 4.868 euro a metro quadrato, un valore con cui in quasi tutta Italia si comprano case nuove in posizione di prestigio.

Il prezzo medio è il più alto registrato dal 2012, anno in cui è stata avviata la serie storica delle quotazioni. Se da un lato valori così alti farebbero pensare a un mercato in buona salute, dall’altra c’è anche il rischio che preludano a una frenata brusca del mercato, perché valori così alti oggi non sono sostenibili dalla cosiddetta «classe media», men che meno dai giovani in cerca della prima casa, soprattutto alla luce del forte rincaro del tasso dei mutui. Siccome l’alternativa dell’affitto è ben poco praticabile (poche abitazioni in offerta, prezzi in proporzione ancora più alti di quelli di vendita), la prospettiva per chi non voglia fare il bamboccione che vive con i genitori è uscire dalla città, e per chi chiede troppo il pericolo è quello di non riuscire a vendere.

D’altro canto, dopo il record di compravendite (+36%) registrato in città nel primo trimestre 2022 i dati dell’Agenzia delle Entrate relativi al secondo trimestre hanno fatto segnare un modesto 3,8%: meno della metà della crescita media italiana. Se si considera che i dati sono un conteggio dei rogiti e quindi di atti di qualche mese addietro, e che i mutui sono saliti molto a partire dalla tarda primavera, non è improbabile già per il terzo trimestre un segno meno. Venendo alla rilevazione di idealista.it, il portale suddivide la città in 18 distretti. In 12 di questi si registra un aumento da giugno a settembre. La percentuale maggiore di compravendite a Famagosta-Barona (+7,1%) e Baggio (+5,4%), macroaree periferiche con prezzi accessibili. Bene anche il centro storico. Il maggior calo a Ripamonti-Vigentino, una zona dove l’arrivo del Villaggio Olimpico ha creato attese di prezzo da parte dei proprietari che il mercato evidentemente non è disposto ad assecondare. Anche nell’hinterland sono i comuni con i prezzi ridotti a registrare un incremento delle quotazioni, con Cerro al Lambro che ha addirittura segnato il 30% (ma bisognerebbe vedere se il confronto è fatto tra abitazioni realmente paragonabili per caratteristiche). Tra i comuni dell’immediata cintura di Milano bene Sesto San Giovanni (+4,1%). Il comune con i prezzi medi più alti è Assago, con 3.558 euro al metro quadrato, seguito da Segrate (3.060).

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13 ottobre 2022 (modifica il 13 ottobre 2022 | 16:31)

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Thursday, October 13, 2022

L'inflazione Usa non molla la presa ma le Borse rimbalzano: dai mercati la reazione che non ti aspetti - Il Sole 24 ORE

Dopo l’inflazione Usa

Nonostante i dati sui prezzi Usa lascino presagire mosse ancora energiche della Fed, azioni e bond danno vita a un rimbalzo spettacolare. Svolta o ennesimo fuoco di paglia? La chiave resta sempre nell’inversione di tendenza delle Banche centrali.

di Maximilian Cellino

(denisismagilov - stock.adobe.com)

I punti chiave

3' di lettura

La reazione che non ti aspetti al dato che tutti in fondo temevano. Negli Stati Uniti la corsa dell’inflazione non mostra segnali di cedimento a settembre, lasciando presagire mosse energiche da parte della Federal Reserve, e i mercati sbandano comprensibilmente. Poi arriva però la retromarcia più clamorosa (e soprattutto inattesa) che proietta di nuovo in alto i prezzi di azioni e bond, frenando al tempo stesso il superdollaro.

L’inversione sui mercati

Il bollettino di giovedì si è infatti chiuso con le Borse europee in ...

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Wednesday, October 12, 2022

Btp ancora in tensione, e Lagarde fa appello alla Fed - Agenzia ANSA

La Fed è più determinata che mai a fermare un'inflazione "a livelli inaccettabili". Ma la corsa dei tassi Usa rischia di travolgere le altre banche centrali costrette a seguire il passo. Come la Bce, dalla cui presidente Christine Lagarde arriva un appello a "collaborare", perché l'Ue fa i conti con un rischio-recessione più pronunciato che negli Usa e con tensioni sul debito pubblico - oggi di nuovo i Btp - che non si sono dissipate. Dai verbali della riunione del 20-21 settembre della banca centrale Usa, emerge determinazione ad alzare i tassi anche di fronte a un rallentamento del mercato del lavoro, e la valutazione che fare "troppo" con rialzi aggressivi dei tassi è meno rischioso che fare troppo poco per combattere l'inflazione. Nessuna indicazione sulla prossima stretta dopo quella da tre quarti di punto di settembre, ma - unitamente alle dichiarazioni più recenti dei governatori - l'obiettivo è tirare dritto verso una politica monetaria restrittiva per riportare i prezzi all'obiettivo del 2%. Parole che arrivano forti e chiare ai meeting del Fondo monetario internazionale, a pochi isolati di distanza nel centro di Washington, dove la presidente della Bce, in attesa di confrontarsi a porte chiuse con la Fed, lancia un appello. "Dobbiamo cooperare fra di noi, banchieri centrali, per capire quali saranno le ricadute, quali le ripercussioni, che impatto abbiamo gli uni sugli altri equali ramificazioni ci saranno". Perché - dice Christine Lagarde durante una conferenza dell'Institute of International Finance - "i mercati finanziari sono molto integrati e perché le rispettive politiche monetarie hanno impatto su altri Paesi nel mondo". Un messaggio rivolto al presidente della Fed Jay Powell che mete a nudo il dilemma della Bce: proseguire con rialzi da tre quarti di punto come a settembre rischia di peggiorare un'incipiente recessione. Ma potrebbe essere inevitabile di fronte a un'inflazione oltre il 9%, e per evitare che la corsa del dollaro innescata dalla Fed - oggi l'euro è sotto la parità a 0,969 dollari - crei ulteriore inflazione. L'orientamento verso nuovi rialzi dei tassi energici anche a Francoforte si scarica sui mercati: oggi tornano a correre i rendimenti dei titoli 'periferici' dell'area euro, con Btp tornato a sfiorare il 4,90% (4,88%) e lo spread Btp-Bund arrivato a 247, a un soffio da 250, prima di chiudere a 241. Per vendere i sei miliardi di euro di Bot annuali oggi in offerta, il Tesoro ha pagato il 2,532%: un rendimento balzato di ben 44 centesimi in poche settimane e ora a livelli che non si vedevano in asta da agosto 2012. E sul tavolo della Bce al meeting del 27 ottobre, ragionano gli investitori, non ci sarà solo un'altra maxi-stretta da 75 punti base, oggi nuovamente evocata dal governatore olandese Klaas Knot che chiede rialzi "significativi". Ma anche il ritiro del quantitative easing di Draghi, ossia il 'quantitative tightening' con cui gli oltre 4.900 miliardi di debito ancora in pancia alla Bce, ora 'congelati', andranno via via scaricati sul mercato. La discussione è iniziata e proseguirà, ha detto Lagarde. E i mercati si preparano a un cambiamento epocale.

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Ita Airways, i consiglieri dell'Economia tolgono tutti i poteri ad Altavilla. Assemblea dei soci l'8 novembre… - la Repubblica

Corporate America regge un altro trimestre: profitti ancora in rialzo - Il Sole 24 ORE

3' di lettura

Crescere poco, ma pur sempre crescere. La Corporate America è pronta a sollevare il sipario sui bilanci del terzo trimestre, con le banche al via in settimana a cominciare da JP Morgan. E se pesa lo spettro di crisi economica e tensioni generate da aggressive strette anti-inflazione in politica monetaria, i gruppi nell’S&P 500 potrebbero spuntare un contenuto rialzo degli utili, una marcia a scartamento ridotto del 2,4%, stando ai più aggiornati calcoli della società specializzata FactSet.

Sarebbe la performance più debole dallo stesso trimestre del 2020, quando in tempi di pandemia soffrirono un declino del 5,7 per cento. E, segno delle ombre mese dopo mese addensatesi sui conti, è lontana dalla crescita di quasi il 10% pronosticata a giugno. Ma, appunto, se rispettata per adesso manterrebbe ancora un segno positivo. Oltretutto la “legge” dei precedenti storici nelle sorprese potrebbe far lievitare quella percentuale, a stagione completata, fino al 6% o 7 per cento.

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Simile la stima di un'altra società leader nel seguire le previsioni, Refinitiv, che attende al varco aumenti negli utili trimestrali del 4,1% seppur bruscamente ridimensionati dall'11,1% atteso a luglio.

Relativa tenuta, al momento, è attesa anche dal giro d’affari. FactSet anticipa un rialzo trimestrale dell’8,5% sull’anno scorso, limato rispetto al 9,7% parso nelle carte a giugno. Tutti gli undici settori considerati sono in lizza per miglioramenti del fatturato, seppure inferiore al 10% per la prima volta in quasi due anni. Anche il quarto trimestre in corso preserva ora segno positivo, con utili dell'S&P 500 in rialzo del 3,6% e fatturato del 6 per cento.

Il quadro tuttavia si complica alle spalle dei grandi numeri. Rimane da vedere l’impatto, di cifre effettive e collegati outlook, su mercati in affanno e che nelle performance delle imprese cercheranno sollievo o conferme delle preoccupazioni. Tanto più che nel gioco delle scommesse non mancano analisti più pessimisti sugli utili in arrivo (+0,7%) e indicazioni che, al netto degli exploit d’un settore quale l’energia, potrebbero in realtà scivolare.

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Tim in Borsa chiude a +2,2% in attesa offerta Kkr su Sparkle - Ultima ora - Ansa.it - Agenzia ANSA

Tim chiude tonica in Borsa e indossa la maglia rosa nel listino principale, in attesa dell'offerta di Kkr per Sparkle e il dossier su N...