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Wednesday, September 1, 2021

Istat, disoccupazione a luglio cala al 9,3%: +440mila occupati sul 2020 - TGCOM

"Nonostante si registri un contenuto calo del numero di occupati e una stabilità del tasso di occupazione - spiega l'Istat -, la forte crescita registrata nei precedenti cinque mesi ha determinato un saldo rispetto a gennaio 2021 di 550 mila occupati in più". Tuttavia dal pre-Covid è inferiore di oltre 260mila unità.

A luglio aumentano gli inattivi

Il mese di luglio inoltre registra, rispetto al mese precedente, una crescita degli inattivi. Il numero delle persone che non hanno un lavoro e nemmeno lo cercano aumenta infatti di 28mila unità (+0,2%). Il tasso di inattività sale al 35,5% (+0,1 punti). Rispetto a luglio 2020, il numero degli inattivi, che era aumentato in misura eccezionale all'inizio dell'emergenza sanitaria, diminuisce di 484mila unità (-3,5%).

A luglio +377mila dipendenti a termine su anno Il calo mensile dell'occupazione registrato a luglio dall'Istat (-0,1%, pari a -23mila unita'), osservato per uomini e donne, riguarda solo gli autonomi che diminuiscono dello 0,9% (pari a -47mila); aumentano invece sia i dipendenti permanenti (+0,1%, pari a +12mila), sia quelli a termine (+0,4%, pari a +12mila).

Nel confronto annuo, variazioni ancora negative si registrano per gli indipendenti e per i lavoratori tra i 35 e i 49 anni (-0,9%, pari a -85mila). In particolare, nell'arco dei dodici mesi l'occupazione risulta in crescita (+2%, pari a +440mila) grazie all'aumento dei dipendenti sia permanenti sia a termine (rispettivamente dello 0,8% e del 14,4%, ovvero +125mila e +377mila); gli autonomi diminuiscono (-1,2% pari a -62mila).

Confrontando il trimestre maggio-luglio 2021 con il precedente (febbraio-aprile), il livello dell'occupazione è più elevato dell'1,4%, con un aumento di 317mila unità. La crescita dell'occupazione, nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di occupazione (-5,0%, pari a -125mila unità) e a quella degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,8%, pari a -249mila unità).

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Bonus tv e sconto rottamazione online: ecco come ottenerli - Sky Tg24

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Bonus tv e sconto rottamazione online: ecco come ottenerli - Sky Tg24
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Mps conferma, Mcc e Amco in data room con UniCredit. Braccio di ferro su crediti Da Investing.com - Investing.com

Mps conferma, Mcc e Amco in data room con UniCredit. Braccio di ferro su crediti © Reuters.

Di Alessandro Albano 

Investing.com - Monte dei Paschi (MI:) ha ufficializzato quanto riportato da diversi organi di stampa nel fine settimana, e cioè che nella dataroom con UniCredit SpA (MI:) ci sono anche le controllate statali Amco e MedioCredito Centrale. 

Nella nota diffusa, Rocca Salimbeni comunica di aver "consentito l’accesso ad una partizione della data room a Mediocredito Centrale", con informazioni relative "ad una selezione di sportelli bancari". In particolare, Siena si riferisce ai quei 150 sportelli situati al Sud che non interessano a Gae Aulenti, vista la strategia di Orcel di puntare su Toscana e Nord-Est, e che potrebbero integrarsi con la rete Mcc vista la sua presenza sul territorio. 

Quello che non viene detto, è che né il marchio Monte dei Paschi né la divisione d'investimento Mps Capital Service farebbero gola a Mcc, impegnata in questo momento in altre due ristrutturazioni, quella di Popolare di Bari e di Cassa di Risparmio di Orvieto. Secondo indiscrezioni, il brand Mps dovrebbe a questo punto andare in mano ad UniCredit, che potrebbe usarlo nelle proprie filiali del Centro Italia. 

Inoltre, continua la nota, è stata predisposta "una data room focalizzata sugli aspetti inerenti ai crediti deteriorati e crediti classificati come Stage 2, cui ha avuto accesso Amco", definiti tali dalla stessa Mps, ma che riguardano solo una parte dei finanziamenti a carico del Monte. 

Con la prima scadenza fissata per il 9 settembre, il braccio di ferro tra Milano e Siena riguarda proprio i crediti in mano a quest'ultima, visto che Gae Aulenti sarebbe disposta a a rilevare solo la fetta più sicura dei finanziamenti, cioè quelli riferibili alle garanzie e prestiti statali inseriti anche nel Decreto Liquidità del 2020, e che ammontano a circa 80 miliardi. 

Al Tesoro resterebbero in mano quei crediti più difficili da smaltire, circa 10 miliardi di finanziamenti Stage 2 e circa 5 miliardi di crediti ormai insolvibili che andrebbero a carico della statale Amco. 

Tuttavia, secondo quanto riportato da Repubblica, UniCredit avrebbe messo una clausola di vendita sugli Stage 2, per restituirli al Mef se con il tempo cadessero nell'insolvibilità. Ma le clausole, scrive il quotidiano, hanno i loro costi. Lo Stato, azionista al 64% che nel 2017 nazionalizzò Siena con 5,4 miliardi, ora dovrà metterne altri sul piatto per venderla, aumentando il costo (diversi miliardi) che le casse pubbliche dovranno sopportare in questa operazione.

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Perché il +17,3% del Pil dell’Italia è un dato che dice poco, sull'economia italiana - Corriere della Sera

Il riepilogo sull’andamento economico del secondo semestre 2021, diffuso ieri dall’Istat, va maneggiato con cura.

E quel +17,3% sul secondo semestre ‘20 è un numero che va letto e dimenticato.

Non ci racconta niente di significativo sull’itinerario dell’economia italiana al tempo della variante Delta perché il confronto è con un trimestre tragico, condizionato dall’offensiva del virus.

Il confronto vero sarà con il terzo trimestre

Caso mai vale la pena aspettare i dati sul terzo trimestre ‘21 che dovranno rapportarsi a un analogo periodo del ‘20 decisamente effervescente. Ma torniamo ai numeri di ieri: il +2,7% di aprile-giugno di quest’anno su gennaio-marzo è sicuramente un buon risultato, anche se è una mera conferma di quanto era stato previsto dall’Istat in sede di stima preliminare. Significa però che la crescita acquisita per il 2021 è del 4,7%, non poco. Di conseguenza se ne può dedurre che il dato definitivo del Pil dell’anno in corso finirà per oscillare tra il +5,5 e +6%, come sostengono diversi istituti indipendenti di ricerca.

Più consumi che investimenti. Meno forte la spinta dell’export

È interessante poi vedere come quel 2,7 sia stato trainato in gran parte dai consumi dalle famiglie e in misura minore dagli investimenti mentre la componente dell’export non è stata così larga come i risultati, ad esempio del food, potevano far sperare. Anche in questo caso — consumi delle famiglie — è successo solo ciò che si auspicava ovvero che per un effetto di rotazione della domanda i cittadini riprendessero a spendere laddove si erano dovuti limitare a causa delle restrizioni sanitarie. Merita una segnalazione anche l’aumento congiunturale delle ore lavorate (+3,9%) e delle posizioni lavorative (+1,9%).

Detto questo, bisogna però essere molto cauti, il percorso che dovrebbe portarci verso l’auspicato 6% non è affatto in discesa. Anzi.

La frenata dell’industria

Ce lo suggeriscono innanzitutto un paio di indicatori: l’ultima indagine a campione del Centro Studi Confindustria sulla produzione industriale riferita a luglio segnala una imprevista contrazione dello 0,7% rispetto al mese precedente e l’indice Istat di fiducia delle imprese ad agosto, dopo 8 mesi consecutivi di aumento, è calato da 115,9 a 114,2 (mentre quello delle famiglie ha subito solo una limatura da 116,6 a 116,2). Niente di trascendentale ma comunque un’inversione della tendenza.

Senza microchip si fermano le fabbriche di auto. E, in futuro, l’elettronica

Se poi passiamo dalle statistiche alla fenomenologia economica le raccomandazioni alla cautela trovano nuovi argomenti. Il primo caveat arriva dalla crisi di approvvigionamento dei semiconduttori rivelatasi più grave e più lunga del previsto. Fermate dell’industria dell’automotive si stanno susseguendo in tutto il mondo e in Italia hanno interessato Pomigliano, la Sevel di Atessa e adesso Melfi, il più grande stabilimento di Stellantis in Europa. L’oroscopo di settembre non promette niente di buono e il rischio che la crisi dei semiconduttori si protragga nel 2022 è concreto. E a quel punto potrebbe compromettere non solo i programmi produttivi dell’auto ma anche quelli dell’elettronica e dell’industria dei macchinari.

L’incognita dei prezzi alimentari

Per finire è giusto invitare a tener d’occhio il fronte dei prezzi. Se le ultime notizie indicano un raffreddamento degli aumenti di trasporti e noli, il boom delle materie prime alimentari sta creando tensione lungo la filiera, come testimoniato ieri dal dibattito dei panel di Cibus a Parma.

L’industria si vedrà obbligata a trasferire a valle il maggior esborso per le commodity con il rischio concreto di determinare rilevanti aumenti dei prezzi al consumo, che andrebbero a raffreddare proprio il maggiore driver (la spesa delle famiglie) degli aumenti di Pil degli ultimi mesi.

Ma si può vivere di solo export? Direi proprio di no.

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Contributi a fondo perduto, 2 settembre ultima chiamata per le Partite Iva - QuiFinanza

Scadono domani 2 settembre 2021 le domande per il contributo a fondo perduto alternativo a quelli automatici, contenuto nel Decreto Sostegni bis. Grazie al decreto firmato in data 2 luglio dal direttore dell’Agenzia dell’Entrate, Ernesto Maria Ruffini, era stato infatti predisposto il modulo, insieme a istruzioni operative e tempistiche, per accedere alla misura.

Contributo a fondo perduto alternativo: i requisiti nel Sostegni bis

Si tratta di una seconda quota di aiuti dopo i contributi a fondo perduti erogati in automatico col Dl Sostegni bis, destinati alle imprese e ai lavoratori che risentono ancora degli effetti della crisi economica dovuta alla pandemia da Covid-19.

La prima tranche di pagamenti stabiliti nel Decreto Sostegni bis prevedeva il riconoscimento del 100% dell’importo percepito con il Dl Sostegni, senza la necessità di presentare la richiesta, ai soggetti che:

  • hanno la partita IVA attiva alla data del 26 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni bis);
  • presentano istanza e ottengono il riconoscimento del contributo a fondo perduto del Decreto Sostegni (art. 1 D.L. n. 41/2021)
  • non hanno indebitamente percepito o che non hanno restituito tale contributo.

In alternativa è stato disposto un contributo a fondo perduto per le attività stagionali che non l’hanno ricevuto, ma anche a coloro che hanno già avuto accesso alle due tranche e che sulla base dei nuovi requisiti possono beneficiare di una cifra maggiore a quella già ottenuta.

Contributo a fondo perduto alternativo: a chi spetta e come ottenerlo

La misura, per un massimo di 150mila euro, spetta agli esercenti di attività d’impresa, arte e professione e di reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti in Italia che dimostrano:

  • ammontare di ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro nel secondo periodo di imposta precedente (per la gran parte dei soggetti si tratta dell’anno 2019);
  • ammontare medio mensile di fatturato e corrispettivi dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 inferiore almeno del 30 per cento rispetto allo stesso dato relativo al periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020.

La richiesta può essere inoltrata on-line fino a domani, giovedì 2 settembre, tramite attraverso il portale Fatture e Corrispettivi, mentre la trasmissione tramite i canali telematici Entratel/Fisconline può essere effettuata dal 7 luglio 2021. E’ possibile anche all’invio tramite gli intermediari delegati per il Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche o specificatamente incaricati per la richiesta di contributo.

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Monte dei Paschi è pronto a parlare pugliese - La Verità

Getty Images

Giuliano Cazzola (Ansa)

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Tuesday, August 31, 2021

Wall Street in lieve calo, S&P verso settimo mese positivo, crolla Zoom Da Investing.com - Investing.com

Wall Street in lieve calo, S&P verso settimo mese positivo, crolla Zoom © Reuters.

Di Alessandro Albano 

Investing.com - L'azionario statunitense apre l'ultima seduta di agosto in territorio negativo, ma si appresta a chiudere il mese sotto il segno più, con lo che sta registrando la performance year-to-date più importante dal 1997. 

Verso le 15:50 CEST, il perde lo 0,3% sul +1,3% registrato nell'arco di agosto, l'S&P cede lo 0,2% (solo 11 punti dai record messi a segno ieri sera di 4.530 punti), mentre il segna il -0,3% con un +4% raccolto negli ultimi 31 giorni.   

Lo S&P 500 si avvia verso il settimo mese consecutivo in positivo registrando un +20,7% da inizio gennaio. Una performance annuale come mai si era vista dal 1997. Nonostante il lieve ribasso odierno, l'indice più ampio di Wall Street ha portato a casa il suo 53esimo record del 2021 lunedì sera chiudendo a 4.530 punti, e anche con una seduta in meno al conteggio mensile, sarebbe sufficiente per accodarsi al 21,4% messo a segno tra il gennaio e l'agosto di 24 anni fa.

"Riteniamo che l'ottimismo per le riaperture e la ripresa sia ancora intatto e che ci siano ulteriori vantaggi per le azioni", ha scritto Mark Haefele, chief investment officer della gestione patrimoniale globale di UBS, in una nota riportata da Cnbc. "Il rally dell'S&P 500 è sostenuto da una robusta crescita degli utili, e con la ripresa economica, ci aspettiamo che i settori ciclici, tra cui energia e finanziari, prendano il sopravvento".

Secondo il Cio, l'S&P 500 "potrebbe scambiare stabilmente in area 4.600 entro la fine dell'anno" per poi salire a 5.000 "entro la fine del 2022", contando il fatto che l'indice non ha, finora, registrato nemmeno un pull-back del 5% da inizio 2021. 

Per gli analisti di Wells Fargo (NYSE:), "una forte crescita economica e tassi d'interesse ai livelli attuali fino al 2022 dovrebbero supportare prezzi azionari più elevati e sostenere il mercato rialzista". 

Tra i titoli, Zoom (NASDAQ:) crolla oltre il -15% dopo un rallentamento della crescita dei ricavi nel secondo trimestre. Le entrate sono cresciute "solo" del 54% su base annua nel secondo trimestre e la società ha alzato la guidance per il 2021.

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Tim in Borsa chiude a +2,2% in attesa offerta Kkr su Sparkle - Ultima ora - Ansa.it - Agenzia ANSA

Tim chiude tonica in Borsa e indossa la maglia rosa nel listino principale, in attesa dell'offerta di Kkr per Sparkle e il dossier su N...