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Sunday, April 23, 2023

Pasta, aumentano ancora i prezzi: Ancona la città più cara, Cosenza la più economica - Sky Tg24

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Saturday, April 22, 2023

730 precompilato, modello disponibile dal 2 maggio: chi può presentarlo, scadenze e come accedere - ilmessaggero.it

Dichiarazione dei redditi al via. Il modello 730 precompilato sarà disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate a partire dal pomeriggio di martedì 2 maggio, mentre da giovedì 11 sarà possibile accettare, modificare e inviare il 730 e il modello Redditi. Le dichiarazioni quest'anno saranno ancora più semplici da utilizzare, grazie anche alla possibilità di delegare una persona di fiducia sia online che in videocall.

Le regole di questa nuova stagione delle dichiarazioni sono definite state definite in due provvedimenti firmati dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

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Beni che rientrano nell'eredità, l'elenco aggiornato - Money.it

La valutazione del patrimonio ereditario è indispensabile per i chiamati all’eredità, che devono avere le condizioni per scegliere in maniere consapevole se accettare o meno. Il criterio più importante è senza dubbio il valore, su cui incidono crediti e debiti del defunto. Rintracciare tutti i beni intestati al defunto, i suoi crediti e debiti può però essere insufficiente per ottenere una visione adeguata, perché non tutto rientra nell’eredità. Ci sono, infatti, alcuni beni che la legge considera non trasmissibili nel patrimonio ereditario, di solito perché strettamente collegati alla personalità del defunto.

Quali beni rientrano nell’eredità, l’elenco

Il patrimonio ereditario comprende tutti i beni in possesso del defunto che sono suscettibili di una valutazione economica. Si hanno quindi:

  • Beni immobili, come case e terreni;
  • beni mobili, come conti correnti e altri rapporti finanziari del defunto;
  • azioni e obbligazioni;
  • partecipazioni a quote societarie;
  • titoli al portatore di cui il defunto era titolare;
  • oggetti preziosi (ad esempio quadri e gioielli);
  • mobilia e arredamento;
  • veicoli, per i quali è necessaria però una particolare procedura.

L’eredità comprende poi anche i crediti del defunto, quindi:

  • I rimborsi dovuti dall’Agenzia delle entrate;
  • gli affitti percepiti dal defunto in qualità di locatore;
  • stipendi maturati e non ancora pagati;
  • straordinari non pagati;
  • bonus non pagati;
  • gratifiche professionali non ancora pagate;
  • quote di tredicesima e quattordicesima maturate durante l’anno del decesso fino alla morte del lavoratore;
  • rendite.

I beni che non rientrano nell’eredità

Distinguere in modo esaustivo i beni che fanno parte dell’eredità non è molto semplice e comunque poco utile, in quanto il patrimonio ereditario non è formato da alcuni elementi specifici, bensì comprende tutto il patrimonio del defunto con alcune eccezioni. È dunque preferibile conoscere di quali eccezioni si tratta e quindi sapere quali beni non rientrano nella successione ereditaria, perché si tratta di elementi fissati in modo preciso dalla legge. Si può quindi affermare che tutto ciò che non è espressamente escluso dal patrimonio ereditario vi rientra.

Sono esclusi dall’eredità:

  • I crediti percepiti dal defunto in maniera strettamente personale, come assegni di mantenimento o alimentari;
  • le pensioni di invalidità.

Esiste, poi, una serie ben più ampia di crediti che non entra nel patrimonio ereditario ma che comunque deve essere liquidata. In altre parole, alcuni diritti di credito riferiti ai rapporti del defunto prescindono completamente dall’eredità e possono essere riscossi dai beneficiari anche qualora rinuncianti, e in ogni caso in maniera del tutto indipendente dalla quota ereditaria. Si tratta di:

  • La pensione di reversibilità;
  • l’indennità sostitutiva del preavviso;
  • l’indennità di anzianità;
  • il Trattamento di fine rapporto;
  • le polizze vita;
  • le polizze previdenziali e i fondi pensione.

Per questo genere di crediti la legge attribuisce meccanismi specifici per individuare i beneficiari che sono del tutto indipendenti rispetto al patrimonio ereditario. I beneficiari molto spesso coincidono con gli eredi perché si fa riferimento ai familiari più stretti, ma non si tratta in alcun modo di un nesso causale.

Per quanto riguarda le polizze vita o previdenziali e i fondi pensione, poi, l’estraneità all’eredità deriva dalla possibilità di indicare beneficiari diversi dagli eredi; seppur, in questo caso, il lascito non possa comunque violare le quote di legittima.

Quali debiti rientrano nell’eredità e quali no

Così come accade per i beni, anche fra i debiti vi sono alcune eccezioni che vengono escluse dal patrimonio ereditario. In particolare, non ricadono sugli eredi:

  • Mantenimento dovuto dal defunto verso l’ex coniuge o i figli;
  • debiti correlati a sanzioni amministrative, penali o multe stradali;
  • sanzioni fiscali (il debito passa agli eredi, ma le sanzioni aggiuntive per il mancato pagamento no);
  • i debiti derivanti da obbligazioni naturali (come scommesse di gioco).

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Friday, April 21, 2023

«Bpm, per i soci meglio da sola: in tre anni utili al raddoppio» - Il Sole 24 ORE

L’intervista all’ad Castagna

Giuseppe Castagna è stato riconfermato per altri tre anni nel board di BancoBpm, di cui è amministratore delegato. Nel suo ufficio di piazza Meda a Milano ragiona a tutto tondo sulle sfide (e le opportunità) che attendono la banca

di Luca Davi

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Antitrust impone a Meta ripresa trattative con Siae: canzoni di nuovo disponibili - Il Sole 24 ORE

2' di lettura

Nuova entrata a gamba tesa dell’Antitrust italiano sul colosso di Mark Zuckerberg, nell’ambito della delicatissima partita sull’utilizzo di canzoni italiane nelle stories di Instagram e nei reels di Facebook. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha imposto a Meta la ripresa immediata delle trattative con Siae: saranno quindi di nuovo disponibili per gli utenti i contenuti musicali tutelati dalla principale collecting del mercato italiano. L’Autorità, si legge in una nota, ha deliberato di adottare misure cautelari per un presunto abuso di dipendenza economica da parte del gruppo di Mark Zuckerberg, che dovrà anche fornire tutte le informazioni necessarie nell’ambito della ripresa delle trattative. I contenuti musicali saranno disponibili previa autorizzazione di Siae.

Dopo la presentazione delle memorie scritte e l’audizione delle parti, l’Autorità ha ritenuto che sussistano i presupposti per adottare le misure cautelari. Pertanto, l’Agcm ha disposto che Meta riprenda immediatamente le trattative, mantenendo un comportamento ispirato ai canoni di buona fede e correttezza e provveda a fornire tutte le informazioni necessarie onde consentire a Siae di ripristinare l’equilibrio nel rapporto commerciale con il colosso dei social media. Quindi, previa autorizzazione di Siae, Meta dovrà ripristinare la disponibilità dei contenuti musicali su Facebook e su Instagram. L’Autorità ha disposto che, in caso di disaccordo tra le parti in ordine alla quantità e alla qualità delle informazioni da fornire da parte di Meta, nominerà un fiduciario che le individui. Il soggetto fiduciario dovrà essere terzo, indipendente e in possesso di adeguata competenza tecnica.

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Il presidente di Siae Salvo Nastasi si dice «molto soddisfatto. Ringrazio l’Agcm per aver accolto in pieno le nostre ragioni. Fin dal primo giorno siamo stati convinti della bontà delle nostre ragioni a difesa degli autori ed editori italiani, sempre improntate all’equità e alla trasparenza, così come chiede anche la Direttiva europea. Quanto prima vogliamo tornare a sederci al tavolo della trattativa in maniera paritaria, avendo dal colosso Meta tutte le informazioni necessarie per consentirci di ristabilire un equilibrio nell’intero rapporto commerciale. Nel frattempo ci aspettiamo il ripristino immediato sui social Meta dei contenuti tutelati da Siae. Oggi si apre oggi una nuova pagina nella storia dei rapporti tra questa grande piattaforma tecnologica e il diritto d'autore nazionale».

Arrivano reazioni anche dall’industria italiana della musica. Per Fimi, associazione confindustriale delle case discografiche, la mossa dell’Agcm è «un’importante provvedimento per l’industria musicale, gli artisti e i fan di musica».

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Thursday, April 20, 2023

Tim, l’assemblea boccia la remunerazione dei manager: ecco cosa è successo - La Stampa

MILANO – Non passa la politica sulla remunerazione per i manager, inclusa quella dell’ad Pietro Labriola. Bocciati entrambi i candidati a prendere il posto in consiglio lasciato libero dal dimissionario Arnaud de Puyfontaine. I soci di Tim, a cominciare dal principale Vivendi (23,75% del capitale) determinante con la sua astensione, dall’assemblea mandano chiari segnali di insofferenza al vertice dell’azienda. E questo avviene all’indomani dei rilanci delle offerte per la rete dell’ex monopolista, che hanno provocato un crollo del titolo lunedì (-8,3%) e a metà seduta continuano a far soffrire le azioni che cedono oltre due punti percentuali.

Come si ricorderà la cordata formata da Cassa depositi e prestiti oltre che dal fondo australiano Macquarie ha innalzato la propria offerta da 18 a 19,3 miliardi, mentre i rivali di Kkr hanno sospinto l’offerta da 18 a 19 miliardi a cui si potrebbero aggiungere due miliardi in caso di fusione con Open Fiber (un miliardo è legato all’eventuale concessione della Rab da parte del governo). Tutte le offerte sono dunque al di sotto dei 20 miliardi, in una situazione che delude Vivendi (che valuta l’infrastruttura 31 miliardi), il cda (che calcolava come area di accettazione quella che va tra 22 e 24 miliardi) e di conseguenza il mercato, che vede una soluzione più lontana alla questione del debito che continua a ipotecare il futuro di Tim.

L’assemblea, che ha approvato il bilancio del 2022, ha così visto le proposte del consiglio soccombere, ha visto la partecipazione - attraverso il rappresentante designato – del 53% del capitale e il 45% (Vivendi) si è astenuto quando si è trattato di votare i punti relativi alla remunerazione dei manager. Non passano nemmeno i candidati a subentrare in consiglio a de Puyfontaine ovvero Paola Bruno, proposta dal comitato dei gestori (i fondi), e Franco Lombardi, presidente dell’Asati, l’associazione che riunisce i piccoli azionisti, per lo più dipendenti.

Ora l’attesa si concentra per il 4 di maggio, quando – sulla scorta dell’istruttoria del comitato parti correlate – il consiglio esaminerà le nuove proposte perla rete e sarà chiamato a decidere sul da farsi: approfondirne una o entrambe, oppure studiare la fattibilità di altre strade. Che è quanto da tempo chiede Vivendi, più propensa ad appoggiare un’operazione, un’opa da parte di fondi, che porti Telecom fuori dalla Borsa e permetta così la scissione proporzionale della rete. Il rischio è che alla fine possa servire un cospicuo aumento di capitale o la vendita di un asset importante come il Brasile. Tutto quanto, insomma, finora è stato escluso dalla società.

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- Caldaie a gas, stop alla vendita dal 2029: la bozza del regolamento Ue - Corriere della Sera

Il divieto di vendita delle caldaie a gas

Stop alla vendita in Ue delle caldaie a gas dal 1° gennaio 2029. A prevederlo è la bozza di revisione del regolamento Ecodesign che sarà discussa il 27 aprile durante un consultation forum della Commissione europea. Il testo definitivo, secondo quanto riporta il Sole 24 ore, dovrebbe arrivare entro quest’anno e venire pubblicato nel 2024. L’obiettivo era già stato anticipato nelle linee guida sul risparmio energetico del pacchetto RePower Eu. In quell’occasione l’esecutivo Ue aveva annunciato di voler arrivare all’abbandono delle caldaie a gas attraverso l’introduzione di «limiti di progettazione ecocompatibile più rigorosi per i sistemi di riscaldamento, che implicano il 2029 come data finale per l’immissione sul mercato di caldaie a combustibili fossili autonome».

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Tim in Borsa chiude a +2,2% in attesa offerta Kkr su Sparkle - Ultima ora - Ansa.it - Agenzia ANSA

Tim chiude tonica in Borsa e indossa la maglia rosa nel listino principale, in attesa dell'offerta di Kkr per Sparkle e il dossier su N...