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Friday, May 20, 2022

Mercati, ancora male Wall Street che entra ufficialmente in fase “orso” - Il Fatto Quotidiano

Non si ferma la fase di difficoltà dei listini. Anche oggi Wall Street è stata a lungo in rosso con l’S&P500 (l’indice azionario che raggruppa le prime 500 aziende quotate) in calo fino al 2% e il Nasdaq di oltre il 3%, salvo poi recuperare la parità. Il Nasdaq è stato zavorrato da Tesla arrivata a perdere oltre il 10%. Le notizie su abusi sessuali commessi da Elon Musk, smentite dall’imprenditore, non aiutano di certo ma sono settimane che il titolo del produttore di auto elettriche è in sofferenza. Da inizio anno il valore delle azioni si è quasi dimezzato. Rispetto ai massimi toccati lo scorso 3 gennaio l’indice S&P500 è in discesa del 20%, cifra che, per gli appassionati, sancisce l’ingresso del mercato in una fase “orso” ossia ribassista. Continuano a scendere anche le valute digitali. Il bitcoin arretra di oltre il 4% e si avvicina alla soglia dei 27mila dollari. In questa fase le criptovalute hanno evidenziato una stretta correlazione con gli indici azionari, Nasdaq in primo luogo, caratteristica che ne sconfessa il ruolo di investimenti alternativi e difensivi rispetto alla borsa.

Negli ultimi giorni è salito invece il valore dei titoli di stato decennali statunitensi (e quindi scende il rendimento che è fisso in valore assoluto ma espresso come percentuale del valore del titolo). Significa che il denaro si sta spostando verso asset più sicuri. Movimento destinato a rafforzarsi man mano che la banca centrale statunitense alzerò i tassi di interesse. Un titolo di Stato statunitense è considerato almeno in teoria un prodotto “a rischio zero”. Se i suoi rendimenti salgono viene meno la necessità di caricarsi rischi investendo in prodotti più rischiosi. Il dollaro guadagna un altro 0,4% nei confronti dell’euro, la parità non è poi così lontana. Anche in questo caso il valore della valuta statunitense è sostenuto dalla stretta della Federal Reserve che, di fatto, riduce la quantità di dollari in circolazione e quindi li rendi più “costosi”. Rublo ancora in rafforzamento: + 1,8% sul dollaro a 1-61, livello più alto da 5 anni.

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L’Italia si appresta a superare l’Olanda come primo importatore di petrolio russo. Ma la colpa è paradossalmente delle sanzioni Ue

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Superbonus, Cdp verso la riapertura. Acquisti solo da sconti in fattura - Il Sole 24 ORE

2' di lettura

Cassa depositi e prestiti è vicina alla piena riapertura a nuove richieste del canale per le cessioni dei crediti. E ha già definito tutte le coordinate principali della sua offerta. Acquisterà solo crediti dalle imprese che li abbiano maturati a valle dello sconto in fattura. E comprerà i superbonus al 91,5% del valore nominale (quindi, il 100,6% effettivo) e gli altri bonus all’83,5% del valore nominale. Questi elementi emergono da una lettera informativa che, in questi giorni, Cdp sta inviando a banche e Confidi, per anticipare i dettagli di funzionamento della nuova piattaforma, in vista della riapertura, per la quale ancora non è stata fissata una data. Anche se va ricordato che l’operatività di Cdp non si è mai completamente arrestata: è andata avanti la gestione delle pratiche già presenti prima dello stop.

La conferma, comunque, è che, dopo la sospensione di inizio anno, la piena riattivazione dei canali di Cassa depositi e prestiti è vicina. Insomma, la fase di valutazione, annunciata a marzo scorso in risposta a un’interrogazione parlamentare, si sta chiudendo in modo positivo.

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Alcune novità nell’offerta saranno legate ai cambiamenti normativi degli ultimi mesi. Dal momento che Cdp non è un soggetto qualificato in base alle norme sulle cessioni, non potrà essere destinataria del secondo e del terzo passaggio di crediti. Potrà, invece, acquistare crediti solo direttamente dall’impresa che li ha maturati, e solo attraverso le operazioni di sconto in fattura esercitate dal beneficiario della detrazione. Dal 1° maggio, poi, è scattato il divieto di cessioni parziali. Per adesso l’orientamento è di non acquistare parti di crediti ma solo crediti in blocco.

Passando ai contenuti economici dell’offerta, per i superbonus gli acquisti saranno possibili a lavori conclusi o per singoli Sal. Mentre, per gli altri bonus casa, saranno possibili esclusivamente a lavori conclusi. Ogni pratica di cessione dovrà avere un taglio da almeno 250mila euro e ogni impresa avrà a disposizione un plafond massimo da 10 milioni (che potrebbe scendere in considerazione di alcuni parametri di bilancio dell’impresa).

I prezzi cambieranno, come è prassi di mercato, a seconda dell’agevolazione. Per il 110% (sia a quattro che a cinque anni) sarà corrisposto il 93% del valore nominale del credito, al quale sottrarre una commissione dell’1,5% per l’intermediario: quindi, si incasserà il 91,5% del 110%, che è pari al 100,6% di valore effettivo. Per gli altri bonus, invece, si incasserà l’85% del valore nominale, al quale andrà sottratto l’1,5% di commissioni per gli intermediari: si arriva così all’83,5% che, nell’ipotesi di un ecobonus al 65%, corrisponde al 54,2% di valore effettivo.

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Borsa Italiana, il commento della seduta di oggi (20 maggio 2022) - SoldiOnline.it

Spicca l'ottima performance di Enel. In altalena i titoli del settore petrolifero. In forte calo, invece, CNH Industrial in scia al tonfo subito da Deere & Company

piazza-affari-positivaI maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno registrato progressi frazionali in una giornata caratterizzata da forte volatilità e da alcune scadenze tecniche: sono arrivati a termine i contratti di opzione sulle azioni e sugli indici datati maggio 2022. Filippo Casagrande - Head of Insurance Investment Solutions di Generali Asset & Wealth Management -  segnala un'elevata incertezza sugli attivi più rischiosi, in quanto l’aumento dei tassi reali ha portato a una riduzione dei multipli di borsa, che non è stata accompagnata da una correzione delle stime di crescita degli utili delle imprese. "In caso di un proseguimento dei segnali di rallentamento della crescita, ciò si tradurrebbe in pressioni al ribasso sulle stime, potenzialmente pesando quindi sui listini azionari e i settori a maggior beta del mercato del credito", ha ipotizzato l'esperto.

Il FTSEMib ha guadagnato lo 0,12% a 24.095 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 24.035 punti e un massimo di 24.543 punti; il principale indice di Borsa Italiana ha terminato la settimana con un progresso dello 0,19%. Il FTSE Italia All Share ha recuperato lo 0,08%. Segno, meno, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (-0,31%) e per il FTSE Italia Star (-0,15%). Nella seduta del 20 maggio 2022 il controvalore degli scambi è salito a 2,55 miliardi di euro, rispetto ai 2,13 miliardi di giovedì.

Alle 17.30 il bitcoin era sceso sotto i 29.500 dollari (poco più di 28.000 euro).

Lo spread Btp-Bund si è allargato oltre i 200 punti.

L’euro è sceso a 1,055 dollari.

Spicca l'ottima performance di Enel (+3,15% a 6,123 euro). L'assemblea degli azionisti del colosso elettrico ha approvato il bilancio dell’esercizio 2021, chiuso con un utile netto di civilistico di 4,76 miliardi di euro, e ha deliberato di distribuire un dividendo complessivo pari a 0,38 euro per azione, da cui vanno detratti gli 0,19 euro assegnati a gennaio 2022 quale acconto.

In altalena i titoli del settore petrolifero, dopo che il prezzo del greggio a New York (contratto con scadenza a giugno 2022) si è riportato a 112,5 dollari al barile.

ENI ha guadagnato lo 0,75% a 13,89 euro, alla vigilia dello stacco del saldo del dividendo 2022 (0,43 euro l'ammontare della cedola).

Al contrario Saipem ha perso il 4% a 1,079 euro.

Prese di beneficio su Saras, dopo il rally registrato nelle precedenti quattro sedute. Il titolo della società di raffinazione ha registrato un calo del 4,84% a 1,161 euro. Il prezzo delle azioni Saras era passato dagli 0,9846 euro del 13 maggio 2022 agli 1,22 euro della chiusura del 19 maggio.

In generale calo i titoli del settore bancario.

Ribasso frazionale per IntesaSanpaolo (-0,25% a 1,983 euro), alla vigilia dello stacco del saldo del dividendo 2022 (0,0789 euro l'ammontare della cedola).

Performance peggiore per UniCredit (-1,58%).

NEXI ha messo a segno un balzo del 4,45% a 9,064 euro. La società ha comunicato di aver siglato una partnership con Piteco (+2%) che consente a grandi corporate e PMI di disporre di una nuova soluzione di pagamento digitale.

In forte calo, invece, CNH Industrial (-6,25% a 13,045 euro), in scia al tonfo subito da Deere & Company a Wall Street, dopo la trimestrale.

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Come attivare il Telepass senza conto corrente? Ecco la risposta - Tech Cave

Il concetto di pedaggio automatizzato è entrato nell’immaginario comune grazie indiscutibilmente a Telepass, un servizio su abbonamento che attraverso un piccolo decoder in grado di “comunicare” il passaggio del veicolo con il casello apposito. Nel corso degli ultimi decenni il servizio Telepass si è evoluto ed ampliato e sono previste varie forme di abbonamento, adatte a tutti gli utilizzi. Ad esempio alcuni abbonamenti permettono di pagare anche altre forme di servizi stradali come i parcheggi su strisce blu (o altre zone di parcheggio convenzionate), il noleggio dei monopattini elettrici, ma anche pagare biglietti per il treno oppure il bollo auto, tutto direttamente l’app ufficiale.


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Come attivare il Telepass senza conto corrente? Ecco la risposta

Il servizio di abbonamento prevede il calcolo automatico di ogni pedaggio a costi variabili a seconda della tipologia delle “tariffe” scelte. Tendenzialmente sono previste tre tipologie di abbonamento, il Base, l’Easy ed il Plus, rispettivamente a 1,26, 2, e 2,50 euro mensili (fino al prossimo 30 giugno, dopodichè sono previsti aumenti) sotto forma di canone che viene calcolato su base trimestrale.

Questi abbonamenti richiedono una qualsiasi carta conto o carta ricaricabile con IBAN per poter essere attivata, in questo modo ogni 3 mesi Telepass SpA estinguerà in automatico il debito.

Altre forme di abbonamento, più specifico, come Telepass ricaricabile che è senza canone e non richiede conto corrente, ma come dice il nome può essere ricaricato presso i punti blu convenzionati. E’ bene specificare che quest’ultima forma di Telepass risulta attiva esclusivamente nelle regioni di Campania e Sicilia.

Interessante anche la proposta Telepass Pay Per Use, che non prevede un canone ma di fatto si paga solo il pedaggio in quanto tale. Per ora tuttavia questa offerta risulta attivabile esclusivamente dalle persone fisiche titolari di conto corrente italiano, anche se come accennato nel sito ufficiale Telepass nei prossimi mesi l’offerta sarà disponibile anche per chi è titolari di un IBAN dell’Area SEPA.

Telepass

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Le Borse rimbalzano. Spread sale a 200 punti, rendimento decennale tocca il 3% - Il Sole 24 ORE

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee rimbalzano nell'ultima seduta settimanale grazie alla decisione a sorpresa da parte della Banca centrale cinese di tagliare il tasso di interesse sui prestiti a 5 anni (mentre ha lasciato fermo quello a un anno) nel tentativo di dare supporto al mercato immobiliare e in generale a un'economia in frenata. I recupero dei mercati azionari è partito dall'Asia, è passato per le piazze del Vecchio Continente e ora è arrivato fino a Wall Street, compensando così l'andamento volatile della prima parte della settimana (che ha visto in particolare i listini Usa portarsi a un passo dall'ingresso nel cosiddetto "mercato Orso"). Il settore auto, insieme ai viaggi, è quello che più si sta mettendo in evidenza. In rialzo a Milano l'indice FTSE MIB, così come il DAX 30 a Francoforte, il francese CAC 40 e il FT-SE 100 sulla piazza finanziaria londinese.

Gli investitori monitorano, nel frattempo, le evoluzioni della crisi Ucraina tra tentativi di dialogo e il via libera del Senato Usa ad aiuti militari e umanitari a Kiev per 40 miliardi di dollari. In assenza di dati macroeconomici di particolare rilevanza, le Borse stanno provando ad arginare i timori che hanno contraddistinto le ultime sedute: la frenata economica, la caduta degli utili e dei margini delle aziende a causa della corsa dell'inflazione. E intanto la Commissione europea si dice pronta ad allungare fino a 2023 lo stand by del patto di Stabilità.

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Wall Street in rialzo ma settimana resta in "rosso"

In rialzo anche Wall Stret dopo i forti cali degli ultimi giorni che hanno portato lo S&P 500 sull'orlo di un mercato orso, con un ribasso di quasi il 20% dal record di gennaio. Il Dow Jones chiuderà probabilmente in calo l'ottava settimana consecutiva, una striscia che non si verifica dal 1932. A incidere positivamente sulla giornata è la notizia che la Cina ha deciso di tagliare il tasso per i finanziamenti a cinque anni (pur lasciando fermo quello a un anno) nel tentativo di sostenere il mercato immobiliare e in generale l'economia del Paese. Restano, però, le preoccupazioni sulla crescita economica e l'inflazione. Dopo i primi scambi, il Dow Jones guadagna circa 212 punti (+0,7%), lo S&P 500 sale di 35 punti (+0,9%), il Nasdaq è in rialzo di 134 punti (+1,2%).

A Milano il rimbalzo di Nexi, soffre Saipem

Sul listino principale milanese, oltre al rimbalzo di Nexi, da segnalare la performance di Stellantis nel giorno della presentazione del piano strategico di Lancia. Bene nel settore auto anche Cnh Industrial, Ferrari e il loro azionista di riferimento Exor. Acquisti anche sulle utility, con Enel ed Hera, e sul settore sanitario con Recordati. Rialzo inferiore all'andamento dell'indice per Diasorin che ha ottenuto la marcatura CE del test Aries Flu A/B & RSV+SARS-CoV-2 per l'identificazione e la differenziazione dei quattro virus respiratori più diffusi e delle infezioni da essi generate. Debole la compagnia Generali che ha chiuso senza particolari squilli (+0,5%) la giornata di presentazione dei conti trimestrali. In fondo al listino Saipem. Cambio di passo per Moncler, che guadagna terreno dopo una prima parte di seduta in affanno, come tutto il resto del comparto del lusso. Il titolo, infatti, inizialmente ha scontato il tonfo a doppia cifra del gruppo Richemont che, a fronte di un conti 2021-22 record e di un dividendo straordinario, sta pagando le previsioni sull'esercizio in corso e la situazione in Cina dovuta al lockdown.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

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Euro sfiora 1,06 dollari, debole il petrolio

Poco movimento sul mercato valutario con la moneta unica che conferma il recupero nei confronti di quella americana: il cambio si attesta a 1,0585 da 1,0591 ed è ai massimi da un mese. Euro/yen a 135,22 (da 134,91), dollaro/yen a 127,74 (da 127,38). Prezzi del petrolio in calo di mezzo punto percentuale a 111,38 dollari al barile per il Brent luglio e a 109,38 dollari al barile per il Wti luglio. Gas naturale in calo del 3% in Europa a 88 euro al megawattora.

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Il 730 precompilato pronto da lunedì: modifiche e invii dal 31 maggio anche per procura - Il Sole 24 ORE

3' di lettura

Il 730 precompilato si prepara a partire. Con il provvedimento 173218/2022, l’agenzia delle Entrate definisce le modalità di accesso fissando anche il termine a partire dal quale i contribuenti potranno accettarla, modificarla o inviarla con il «fai-da-te»: il giorno di partenza sarà martedì 31 maggio. Un termine che è slittato in avanti per l’effetto-domino prodotto dalla modifica contenuta nella conversione del decreto Sostegni ter (articolo 10-quater del Dl 4/2022) che ha spostato al 29 aprile scorso il termine per la comunicazione relativa alle persone fisiche di sconto in fattura e cessione dei bonus edilizi e di conseguenza ha spostato anche il giorno a partire dal quale l’Agenzia mette a disposizione il 730 precompilato ai contribuenti, ossia lunedì 23 maggio.

I dati nel modello precompilato

Nei modelli che saranno disponibili dal 23 maggio, il Fisco ha già inserito 1 miliardo e 200 milioni di dati in base alle informazioni in suo possesso. La maggior parte dei dati è riferita alle spese sanitarie, balzati dai 718 milioni dello scorso anno a oltre 1 miliardo (+40%). Gli incrementi più rilevanti si registrano alla voce “bonifici per ristrutturazioni”, con oltre 10 milioni di occorrenze (+36% rispetto al 2021), e “contributi lavoratori domestici”, con 3,8 milioni di dati (+14%). Ma la crescita più significativa in assoluto è rappresentata dai dati relativi alle spese scolastiche - 458mila a fronte dei circa 4.600 dello scorso anno - e da quelli sulle erogazioni liberali, quasi triplicati e passati da 550mila a oltre 1 milione e 600mila. La stagione dichiarativa 2022 si chiuderà il 30 settembre per chi presenta il 730 e il 30 novembre per chi invece utilizza l’applicazione Redditi web. La guida online delle Entrate illustra le novità per consultare e inviare la propria dichiarazione.

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La novità della «procura»

Il provvedimento delle Entrate è accompagnato anche dal fac-simile del foglio informativo sulle voci inserite (o meno) nella precompilata tra redditi e spese detraibile o deducibili e dalle specifiche tecniche per le richieste di Caf e intermediari delegati dai contribuenti. Ma c’è anche la novità della procura a una persona di fiducia. Chi non vorrà (o potrà) procedere con la consultazione e l’invio «fai-da-te» (attraverso le credenziali utilizzabili) o non vorrà rivolgersi agli intermediari abilitati potrà conferire una procura a persona fisica di fiducia per effettuare le operazioni per proprio conto. In quest’ultimo caso bisognerà compilare un apposito modello, disponibile sul sito istituzionale dell’Agenzia, da inviare direttamente online tramite i servizi telematici, allegando copia della carta d’identità del rappresentante oppure via pec a una qualsiasi direzione provinciale delle Entrate.

I limiti di designazione

Come spiega, infatti, il provvedimento che disciplina anche come presentare la procura, il rappresentante (persona di fiducia) accede all’area riservata con le proprie credenziali Spid, Cie (Carta di identità elettronica) o Cns (Carta nazionale dei servizi) e potrà scegliere se operare in prima persona oppure in nome e per conto del rappresentato. Attenzione, però: ogni persona può designare un solo rappresentante e ogni persona può essere designata al massimo da tre persone. Si tratta, però, di una modalità non applicabile ai Caf e ai professionisti abilitati che, in caso di delega del contribuente, procedono secondo una loro procedura di accesso e «fornitura». Nel caso della procura speciale, se un rappresentante ha inviato la dichiarazione 730 precompilata o ha iniziato a modificarla, il rappresentato può comunque visualizzare e stampare la propria precompilata e il foglio informativo, ma non può tra l’altro modificare, accettare o inviare la dichiarazione.

I numeri della precompilata

Dall’avvio della dichiarazione precompilata, sette anni fa, il numero dei contribuenti che hanno effettuato direttamente l’invio online dei modelli 730 e Redditi è cresciuto fino a toccare nel 2021 quota 4,2 milioni, il triplo rispetto al 2015 (quando erano stati 1,4 milioni). In costante aumento è anche la percentuale dei 730 inviati senza modifiche, che lo scorso anno si è attestata al 22,3% del totale (nel 2015 era pari al 5,8%).

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Netflix paga 56 milioni di tasse non versate. «Primo caso al mondo di società occulta senza personale» - Corriere Milano

di Giuseppe Guastella

Il colosso californiano che distribuisce in streaming film e serie tv a pagamento chiude il contenzioso con il fisco. Prima di aprire una sede italiana, a gennaio, aveva incassato milioni dagli abbonamenti senza avere uffici e personale. Netflix: «Dialogo e collaborazione»

Netflix fa pace il Fisco italiano. Il colosso californiano di film e serie tv in streaming a pagamento ha chiuso il contenzioso con l’Agenzia delle Entrate versando 55 milioni e 850 mila euro circa in un’unica tranche. Si definisce così il fronte tributario dell’inchiesta della Procura di Milano e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf per omessa dichiarazione dei redditi, ossia per le tasse non versate in Italia. Quando partì l’inchiesta in Italia non c’era un solo lavoratore o una società che facessero capo alla casa madre americana: Netflix incassava milioni di euro vendendo film e serie tv senza versare un euro di tasse. Il gruppo, nel frattempo, dal primo gennaio 2022 ha aperto una sua sede operativa.

L’indagine e il procuratore Viola

Il «gruppo multinazionale», si legge in una nota firmata dal procuratore di Milano Marcello Viola, «al termine della fase di accertamento fiscale» ha proceduto al versamento complessivo e in un’unica soluzione «di euro 55.850.513 a titolo di imposte, sanzioni e interessi per definire ogni pendenza con il fisco italiano per il periodo dall’ottobre 2015 fino al 2019». Nell’indagine, coordinata dal pm Enrico Pavone (che ha ereditato il fascicolo dal collega Gaetano Ruta, passato da un anno alla Procura Europea), a differenza della precedenti inchieste fiscali milanesi che hanno riguardato Apple, Google o Facebook (che avevano una qualche struttura organizzativa in Italia), si contesta al gruppo statunitense guidato da Red Hastings — «primo caso al mondo — una stabile «organizzazione occulta di una società estera operante della digital economy completamente priva di personale e caratterizzata esclusivamente da una struttura tecnologica avanzata». Struttura che «sarebbe stata asservita in via esclusiva allo svolgimento di funzioni aziendali chiave per la conduzione del proprio business sul territorio dello Stato».

I server e lo streaming

Il «Content Delivery Network del Gruppo» Netflix «è risultato composto da oltre 350 server, che sarebbero stati utilizzati in via esclusiva e installati stabilmente sull’intero territorio nazionale presso data center e i principali operatori di telefonia». Cioè, il gruppo aveva infrastrutture tecnologiche in Italia e qui «produceva redditi» con gli abbonamenti (ecco perché la contestazione fiscale). «Questa complessa ed evoluta infrastruttura tecnologica avrebbe costituito la base — scrive la Procura guidata da Viola — su cui la Guardia di Finanza prima e l’Agenzia delle Entrate dopo hanno individuato presupposti tecnico-giuridici, richiesti dalle norme internazionali e nazionali, per la configurazione di una stabile organizzazione “materiale”», ossia con infrastrutture tecnologiche, «di un’azienda estera, ritenuta idonea a produrre reddito d’impresa in territorio italiano».

La svolta dal 1° gennaio 2022

Dallo scorso primo gennaio Netflix ha costituito una società «di diritto italiano che ha iniziato a stipulare i contratti e fatturare i corrispettivi provenienti dagli abbonamenti sottoscritti con gli utenti nazionali. Ciò determinerà la tassazione in Italia dei redditi prodotti dalla vendita degli abbonamenti agli utenti residenti sul territorio nazionale».

Il commento di Netflix: «Siamo soddisfatti»

Commenta un portavoce di Netflix: «Siamo soddisfatti di aver posto fine a questa vicenda, che ha riguardato gli anni fiscali 2015-2019. Abbiamo mantenuto un dialogo ed una collaborazione costanti con le autorità italiane e continuiamo a credere di aver agito nel pieno rispetto delle norme italiane e internazionali applicabili al caso di specie».

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20 maggio 2022 (modifica il 20 maggio 2022 | 15:46)

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Tim in Borsa chiude a +2,2% in attesa offerta Kkr su Sparkle - Ultima ora - Ansa.it - Agenzia ANSA

Tim chiude tonica in Borsa e indossa la maglia rosa nel listino principale, in attesa dell'offerta di Kkr per Sparkle e il dossier su N...