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Tuesday, August 31, 2021

Bonus cultura: 500 euro subito, ma occhio a ladri e truffe - iLoveTrading

Il bonus cultura è indubbiamente una bella occasione per i giovani. 500 euro messe a disposizione dei diciottenni direttamente tramite app per accrescere la propria cultura.

Film, libri, mostre, teatro, tante le cose che si si possono acquistare tramite questo bonus per i diciottenni e la piattaforma non fa differenza tra acquisti di beni materiali ed acquisti di beni digitali come ebook. Il bonus è stato introdotto dal governo Renzi alcuni anni fa e poi è stato sempre confermato. L’attuale governo lo vede certamente consono ad aiutare l’economia del post lockdown. Tuttavia questo bel bonus non è esente da attività criminose perpetrate da veri soggetti. Andiamo con ordine perchè le forze dell’ordine hanno messo in guardia contro questi spiacevoli raggiri.

Varie idee criminose

Alcuni casi che sono stati registrati vedono i giovani percettori del bonus come parte attiva nel reato, purtroppo. Tutto ruota attorno a spregiudicati esercizi commerciali che consentono ai ragazzi di convertire il bonus cultura in una sorta di bonus svago. In sostanza si consente ai ragazzi di acquistare magliette ed occhiali da sole o altri generi di prodotti e poi si registra l’acquisto di un libro. Questo è un reato e si devono mettere in guardia i ragazzi dal partecipare a cose del genere che magari possono apparire come innocue bravate ma hanno conseguenze severe.

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Il secondo gruppo di casi messo in luce in particolare delle forze dell’ordine di Siena riguarda alcuni ragazzi che avevano visto una serie di acquisti contabilizzati sul proprio bonus cultura, ma che non erano partiti da loro.

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Le locali forze dell’ordine hanno individuato vari accessi abusivi alle varie 18app. Dunque questo bonus focalizzato sui più giovani, nonostante i suoi nobili scopi non è esente da intenzioni criminose che può attrarre. 

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Monday, August 30, 2021

Superbonus 110%, l’esonero dall’APE non garantisce il diritto alla detrazione - Edilportale.com

30/08/2021 - La mancanza dell’impianto di riscaldamento in un edificio oggetto di ristrutturazione preclude la fruizione del superbonus 110% per i lavori di efficientamento energetico. L’esonero dall’APE non garantisce il diritto alla detrazione.
 
Lo ha affermato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta 557 del 25 agosto 2021 al quesito posto da un soggetto comproprietario insieme alla moglie di un locale di deposito (categoria catastale C/2) sul quale è stata avviata una ristrutturazione edilizia per la realizzazione di un immobile residenziale, funzionalmente indipendente, dotato di accesso autonomo.
 
Prima dei lavori, il fabbricato era composto da due piani ed era aperto su un lato, essendo stato in passato adibito a stalla, ricovero di attrezzi agricoli e fienile, privo di impianto di climatizzazione e situato in una zona soggetta a vincolo paesaggistico.
 
Il proprietario ha appaltato ad un’impresa edile i seguenti interventi:
- risanamento conservativo delle facciate esterne;
- adozione di misure antisismiche, mediante demolizione degli esistenti solaio e tetto in legno, e la realizzazione di una nuova struttura portante mista in cemento armato e legno e di un nuovo tetto;
- ulteriori lavorazioni a completamento del nuovo edificio residenziale.
 

I lavori di isolamento termico in corso di esecuzione prevedono, nello specifico, la chiusura del lato attualmente aperto, con un cappotto termico esterno sulla nuova facciata in laterizi e un cappotto termico interno, sulla parete opposta a quella di nuova costruzione, per isolare la parete in pietra, il rifacimento e l’isolamento del tetto con coppi, un vespaio areato e isolato per il nuovo pavimento controterra.
 
Questi lavori interesseranno una superficie complessiva superiore al 25% di quella disperdente lorda dell’intero edificio. Al termine dei lavori, secondo il progetto redatto dallo studio tecnico, l'immobile residenziale raggiungerà una classe energetica pari alla A/2.
 
Saranno realizzati anche i seguenti interventi:
1. impianto per il riscaldamento e il raffrescamento e la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore;
2. nuove finestre comprensive di infissi, una delle quali in sostituzione di un preesistente serramento;
3. un generatore di calore alimentato da biomasse combustibili;
4. una tenda a rullo esterna per la schermatura solare di un serramento in vetro sul fronte sud;
5. una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici;
6. un sistema di building automation per la gestione dell'impianto di condizionamento estivo ed invernale e la produzione di acqua calda sanitaria.
 
Per tutti gli interventi previsti, il proprietario chiede di poter usufruire del Superbonus.
 


Superbonus 110% ed esonero dall’APE

A sostegno della sua richiesta per i lavori di isolamento termico, richiama il nuovo comma 1-quater dell’articolo 119 del DL 34/2020, introdotto dalla Legge di Bilancio 2021, che ha ammesso al superbonus anche gli edifici privi di attestato di prestazione energetica perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi, purché al termine degli interventi raggiungano una classe energetica in fascia A.
 
Inoltre, essendo l’edificio originario privo dell’attestato di prestazione energetica (APE), il proprietario ritiene di non dover procedere alla redazione dell’APE pre-intervento, ma di dover redigere l’APE post-intervento per certificare la classe di efficienza raggiunta.
 
Per quanto riguarda gli altri lavori, il proprietario ritiene di poter beneficiare del 110% per gli interventi di cui ai punti 3, 4, 5 e 6 (generatore di calore a biomasse, tenda a rullo esterna, colonnina per la ricarica di veicoli elettrici, sistema di building automation), in quanto interventi trainati dall’intervento di isolamento delle superfici opache.
 
Sui punti 1 e 2 (impianto per il riscaldamento e il raffrescamento e nuove finestre), il proprietario è dubbioso perché si tratta di nuove installazioni e non di sostituzione di impianti termici e finestre preesistenti.
 


Agenzia delle Entrate: ‘senza riscaldamento niente superbonus’

Innanzitutto, l’Agenzia ricorda che per avere diritto al superbonus, gli immobili devono essere dotati di impianti di riscaldamento, presenti negli ambienti in cui si realizza l'intervento agevolabile, e conferma che la Legge di Bilancio 2021 ha esteso la detrazione del 110% agli edifici privi di APE perché sprovvisti di tetto e/o di muri perimetrali, purché al termine degli interventi raggiungano una classe energetica A.

Per gli interventi di efficientamento energetico - prosegue l’Agenzia - deve essere dimostrato, sulla base di una relazione tecnica, che nello stato iniziale l’edificio era dotato di un impianto idoneo a riscaldare gli ambienti di cui era costituito. In tale ipotesi, il proprietario è esonerato dal produrre l’APE iniziale.
 
La mancanza del riscaldamento nell’edificio oggetto della ristrutturazione, quindi, preclude la fruizione del beneficio fiscale per i lavori di efficientamento energetico. A nulla rileva l’estensione del superbonus agli edifici sprovvisti di tetti o di muri perimetrali, per i quali è impossibile produrre l’APE pre-lavori.
 
E poiché il deposito non è dotato di un impianto di riscaldamento preesistente, non può accedere al superbonus per gli interventi trainanti di efficientamento energetico; di conseguenza non può fruire del regime agevolato neanche per gli interventi trainati.
 
In definitiva, nel caso sottoposto all’Agenzia, non sarà possibile fruire del superbonus 110% né per i lavori trainanti di isolamento termico delle superfici opache verticali né per i lavori trainati.

 

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Linate, Ita raddoppia i voli di Alitalia: ogni settimana 117 mila posti in vendita - Corriere Milano

Italia Trasporto Aereo non lascia e raddoppia a Linate. La nuova compagnia che prevede di prendere il posto di Alitalia il 15 ottobre aumenta fino al 103% i collegamenti giornalieri da e per il city airport milanese rispetto alla vecchia aviolinea. Non grazie all’aggiunta di nuove rotte, ma all’aumento delle frequenze su quelle già operate da Alitalia. È quanto emerge da un’analisi del Corriere della Sera sulla programmazione della newco. Dove si notano anche un paio di aspetti. Un massiccio investimento sull’asse Nord-Sud Italia. E il ritorno della «navetta» con Roma un tempo gallina dalle uova d’oro di Alitalia, ma poi in perdita per l’arrivo dell’alta velocità ferroviaria.

Il confronto con la vecchia compagnia di bandiera è stato fatto su un lunedì (l’11 ottobre per Alitalia, l’8 novembre per Ita). Tra le date si inserisce l’avvio della stagione invernale, periodo che nel settore inizia a fine ottobre, termina gli ultimi giorni del marzo successivo e dove l’attività delle compagnie è ridotta per il minor numero di flussi. La vocazione business di Linate, inoltre, vede di solito un taglio dei voli nel fine settimana.

I numeri preliminari confermano quanto anticipato dal Corriere: l’aver «lottato» con la Commissione europea per tenere quanti più slot possibili a Linate (cedendo il 15% dei diritti di decollo e atterraggio contro il -56% di Fiumicino) ha spostato il baricentro operativo di Ita a Nord di Roma, il suo hub ufficiale. Slot che la nuova compagnia dovrà utilizzare tutti per non perderli — anche se il traffico non si è ripreso — e per rivendicarli come asset preziosi al momento delle trattative per le alleanze internazionali e quando vorrà essere inglobato in un grande gruppo.

I voli giornalieri dal «Forlanini» passano dai 34 di Alitalia ai 69 di Ita (a questi ne vanno aggiunti altrettanti con destinazione Linate). Per Fiumicino balzano dagli 8 giornalieri di Alitalia ai 18 di Ita e quelli per Napoli da tre a sette. Il maggior investimento è sulla Puglia e sulla Sicilia. Le frequenze per Bari salgono da 3 a 7 e quelle per Brindisi da 2 a 4. Per Palermo gli aerei di Ita a disposizione lunedì 8 novembre saranno 6 (contro i 4 di Alitalia), quelli per Catania 7 (contro i 4 della vecchia aviolinea). Dall’analisi mancano i collegamenti della continuità territoriale con la Sardegna (Cagliari, Olbia, Alghero) e Sicilia (Comiso) perché non ancora assegnati a Ita.

Sul fronte internazionale gli incrementi sono più modesti: restano le incognite a causa del Covid. In ogni caso si nota una maggiore attività sui due aeroporti di Parigi (Charles de Gaulle e Orly) e sugli altri hub europei di Bruxelles, Amsterdam e Francoforte. Torna con Ita anche il volo, puramente business, per Ginevra. A livello settimanale dall’8 al 14 novembre i voli di Ita sono 848 con una stima di 117 mila posti offerti.

Secondo le elaborazioni del Corriere nel 2019 — prima della pandemia — Alitalia aveva messo a disposizione a Linate 8,8 milioni di sedili, riuscendo a venderne 5,3 milioni, con un tasso di riempimento medio dei velivoli del 60,2% e 84 passeggeri per movimento. Ma allora la flotta sul «Forlanini» era soprattutto di Embraer (da 88 e 100 posti), mentre Ita punta a utilizzare gli Airbus A319 con un incremento di sedili del 40-60%. La sfida, stando agli analisti consultati dal Corriere, in questa fase post-Covid è quindi più complicata per la newco che si ritrova a dover operare un maggior numero di voli in un contesto ancora lontano dai volumi del 2019 e con aerei più grandi.

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30 agosto 2021 | 09:45

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Bonus tv: in una settimana quadruplicate vendite apparecchi - Ultima Ora - Agenzia ANSA

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - A una settimana dalla partenza del Bonus Rottamazione TV, arrivano notizie molto incoraggianti per quanto riguarda le vendite in corso nei negozi. A confermarlo è Ancra, l'associazione dei rivenditori specializzati in elettrodomestici ed elettronica di consumo, aderente a Confcommercio.
    "Nelle ultime ore - rende noto il suo presidente Pier Giovanni Schiavotto - abbiamo realizzato una rilevazione tra i nostri associati in tutta Italia. Questi sono i dati principali emersi: dal 23 al 29 agosto le vendite di tv sono quadruplicate, passando da un prezzo medio di 400 euro a uno di circa 500-550 euro. Il 60 per cento dei tv venduti riguarda la fascia dai 40 pollici in su. La maggior parte delle vendite, inoltre, è stata fatta privilegiando i negozi fisici, con una flessione del canale web. Ciò a causa delle procedure richieste per la rottamazione. Da sottolineare ancora - ricorda Schiavotto - che il mercato dei tv era già in aumento dalla seconda metà del 2020. Tuttavia il provvedimento del Governo sta dando un ulteriore mano alle famiglie italiane per rinnovare gli apparecchi televisivi di casa alla luce dei nuovi standard di trasmissione. Infine, il termine rottamazione potrebbe far pensare a vecchi tv abbandonati a loro stessi. Nulla di più sbagliato. Il sistema cosiddetto Raee si occupa di riciclarli tutelando lambiente". (ANSA).
   

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Ita, arrivano 10 mila candidature (quanto gli attuali dipendenti Alitalia) - Corriere della Sera

Sfiorano ormai quota diecimila, quasi il numero degli attuali dipendenti di Alitalia, le candidature a far parte del personale Ita: si tratta di un numero quasi quattro volte superiore i 2.800 posti disponibili e per di più fatto dai lavoratori «al buio» in quanto non è ancora presente un contratto per valutare le condizioni. Nel dettaglio, secondo i dati raccolti da Lapresse a ieri mattinata, erano arrivate 2.928 richieste: 1.149 relative a comandanti e piloti, 2.928 per assistenti di volo e 5.750 come overhead.

Superato il numero di candidature richieste

Il sito attraverso al quale Ita raccoglie le candidature per le figure professionali tra le quali selezionerà poi il personale da inserire successivamente nelle aree operative di volo e di terra ed in tre giorni è stato ampiamente superato il numero richiesto dalla compagnia per la prima fase. Gli incontri tra la nuova compagnia che subentrerà ad Alitalia e i sindacati per quanto riguarda la definizione del contratto sono iniziati la scorsa settimana, ma sono ancora su un piano interlocutorio, con i sindacati che lamentano l’intenzione di Ita di non volere negoziare, ma di partire con un regolamento penalizzante per i lavoratori come se la nuova società fosse una startup. Peraltro la netta separazione tra Alitalia e Ita è una precisa richiesta dell’Europa per autorizzare l’intervento pubblico.

Le richieste dei sindacati

I sindacati intanto hanno chiesto ai ministri delle Infrastrutture della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, del Lavoro, Andrea Orlando, dell’Economia, Daniele Franco, una rapida convocazione in vista del 15 ottobre data alla quale ci sarà l’avvio delle operazioni di Ita. «Da metà luglio 2021, a seguito delle intese fra il Governo italiano e la Commissione europea - hanno sottolineato i sindacati nella lettera - si è avviato l’iter che porterà, il 15 ottobre 2021, all’operatività di Ita. Per gli effetti che conseguentemente si determineranno, in Alitalia in amministrazione straordinaria e in Cityliner in amministrazione straordinaria, la tenuta occupazionale di circa 10.500 lavoratori diretti delle due società in parola e di altrettanti lavoratori indiretti - in assenza di opportune iniziative e azioni - diventa sempre più a rischio».

Una flotta di 52 aerei

Secondo i dati del Piano industriale approvato a luglio dal Cda della nuova compagnia che subentrerà ad Alitalia si partirà con una flotta di 52 aerei di cui 7 wide body e 45 narrow body ma già nel 2022 è prevista una crescita fino a 78 aeromobili (+26 sul 2021) di cui 13 wide body (+6 sul 2021) e 65 narrow body (+20 sul 2021). Dal 2022 è previsto l’inizio dell’inserimento in flotta degli aeromobili di nuova generazione che sostituiranno progressivamente i velivoli di vecchia tecnologia. A fine 2025 la flotta crescerà sino a 105 aerei (23 wide body e 82 narrow body), con 81 aeromobili di nuova generazione (77% della flotta totale) per ridurre significativamente l’impatto ambientale e ottimizzare i costi. Le operazioni, secondo quanto prevede il Piano, inizieranno con 2.750-2.950 dipendenti, assunti per gestire l’attività “Aviation”, numero che salirà a fine piano, nel 2025, a 5.550-5.700 persone. Qualora Ita si aggiudicasse le gare bandite da Alitalia in Amministrazione Straordinaria relative alle attività di “Ground Handling” e “Manutenzione”, è previsto a conclusione del piano l’impiego di fino a 2.650-2.700 risorse per la parte “Ground Handling” e di 1.100-1.250 risorse nell’area che attiene alla manutenzione. Intanto il primo settembre è in programma un nuovo incontro al Ministero del Lavoro per circa 8 mila lavoratori di Alitalia n vista della scadenza della Cassa integrazione il 23 settembre.

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L’oro non luccica più. Perché dopo la Fed tanti fuggono dal metallo giallo. - iLoveTrading

La Federal Reserve ha il potere di far cambiare umore ai mercati. “Non combattere la Fed” dice un vecchio adagio popolare nella borsa americana. Ed ora che la Fed ha detto chiaro e tondo che il tapering comincia ma per ora i tassi non si toccano, sui mercati torna il sereno.

Cosa succede all’oro? Il bene di rifugio per eccellenza ha una correlazione inversa con la borsa di Wall Street. Quando uno sale, l’altro scende e viceversa. Dunque ora che il capo della Fed, Powell ha allontanato lo spettro del ritocco dei tassi, sembrerebbe che il metallo giallo abbia perso gran parte del suo appeal, ma è così? Powell è stato un maestro nel calmare i mercati. Ha fatto capire che entro fine anno assai probabilmente comincia il tapering ma con la mezza promessa di non toccare i tassi ha regalato ai mercati l’alibi che cercavano per continuare a crescere. Ma, di nuovo è davvero così?

Una situazione sempre più tesa

Secondo tanti analisti, probabilmente la maggior parte, le attuali quotazioni dei mercati sono veramente troppo alte a causa di tanti anni di denaro facile e rubinetti davvero troppo aperti da parte delle banche centrali. Ora, anche se Powell è bravo ad interagire con i mercati, resta il fatto che quell’epoca a quanto pare sta finendo. Quando ai mercati le belle parole di Powell non basteranno più e si renderanno conto che punto dallo spillo del tapering il palloncino può scoppiare chi riuscirà a calmarle?

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Per ora la banca centrale diminuirà solo gli acquisti senza toccare i tassi, ma si dovrà giungere ad un punto del restringimento dei cordoni della borsa che ai mercati non piacerà più e lì probabilmente saranno dolori.

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Dunque forse l’oro si appannerà un po’ nel breve. Ma non è detto che tra un po’ non torni tremendamente di moda.

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Superbonus 110% anche per piccoli interventi: ecco come funziona - QuiFinanza

Sì al superbonus 110% anche per gli interventi di riparazione o locali, come ad esempio il rafforzamento dei muri. Lo afferma l’Agenzia delle entrate in risposta alla domanda del proprietario di una villetta a schiera inserita in zona sismica 3. L’abitazione in esame aveva bisogno di una serie di interventi di ripristino e messa in sicurezza, definiti “di riparazione o locale” per cui il padrone di casa aveva chiesto se tali lavori potessero rientrare nell’agevolazione del 110% o, almeno, negli aiuti previsti dal sismabonus.

Superbonus 100%, cosa cambia

La conferma arriva con l’interpello n.560/21 in cui l’Agenzia delle entrate ha precisato che, per quanto concerne il superbonus introdotto dal decreto Rilancio, la detrazione al 110% è possibile per quei lavori “finalizzati all’efficienza energetica nonché al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici”. E ancora: “Le nuove disposizioni si affiancano a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. “ecobonus”) nonché per quelli di recupero del patrimonio edilizio, inclusi quelli antisismici (cd. “sismabonus”)”.

Ne consegue, dunque, che l’agevolazione prevista dal sismabonus per ridurre il rischio sismico può effettivamente salire al 110% grazie all’introduzione del superbonus. “Si tratta, nello specifico“, prosegue Agenzia delle entrate, “degli interventi antisismici per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali di edifici o di complessi di edifici collegati strutturalmente, di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lett. i), del Tuir, relativi a edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 di cui all’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, inclusi quelli dai quali deriva la riduzione di una o due classi di rischio sismico, anche realizzati sulle parti comuni di edifici in condominio“.

Superbonus, gli interventi di riparazione o locali

Nel precisare l’attuale “l’evoluzione normativa del settore delle costruzioni”, l’interpello accoglie le precisazioni previste in due recenti pareri della Commissione consultiva per il monitoraggio dell’applicazione del dm 28/02/2017 (decreto ministeriale con cui sono stati modificati alcuni dei profili del sismabonus).

La Commissione, in un provvedimento dell’aprile 2021, aveva specificato nel parere protocollo n.3600 che “interventi di riparazione o locali” potessero rientrare a pieno titolo tra quelli con detrazione disciplinati dal Tuir e, dunque, essendo conformi, a rientrare nel superbonus. Posizione che trova conferma ampliata nel parere protocollo n.7035 che chiarisce ancora che gli stessi “interventi di riparazione o locali” sono equivalenti alle operazioni che favoriscono lo sviluppo della duttilità della struttura abitativa, tramite ad esempio il rafforzamento dei muri, le catene tiranti o la cerchiatura di travi e colonne.

Secondo le Entrate questo tipo di interventi è agevolabile al 110%. Ma della detrazione si potrà usufruire solo con una specifica valutazione tecnica sulla possibilità di effettuare gli stessi. La valutazione non compete all’Agenzia. Per usufruire del superbonus, è compito dell’istante attestare che i lavori per l’adozione delle misure antisismiche e per la messa in sicurezza statica siano “interventi di riparazione o locali”.

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Tim in Borsa chiude a +2,2% in attesa offerta Kkr su Sparkle - Ultima ora - Ansa.it - Agenzia ANSA

Tim chiude tonica in Borsa e indossa la maglia rosa nel listino principale, in attesa dell'offerta di Kkr per Sparkle e il dossier su N...