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Tuesday, November 15, 2022

Intesa esce da Nexi e avvia la vendita del suo 5,1% - Corriere della Sera

Intesa Sanpaolo esce dopo tre anni dal big dei pagamenti digitali Nexi. La banca ha avviato la vendita del suo 5,1% - pari a 67 milioni di azioni - con un accelerated bookbuilding riservato a investitori qualificati italiani e istituzionali esteri curato dalla sua divisione Imi, BofA Securities e Jp Morgan come joint bookrunner. Al prezzo di chiusura dei titoli Nexi di lunedì 14 novembre – 9,76 euro – se l’intera vendita venisse perfezionata Ca’ de Sass incasserebbe 653.920.000 euro. La somma è in linea con quanto sborsato dalla banca per entrare in Nexi nel 2019. Va tenuto a mente però che l’accelerated bookbuilding è una pratica che prevede lo sconto sul pacchetto, ciononostante Nexi si è apprezzata a Piazza Affari la scorsa settimana e per Intesa rappresenta un buon momento per vendere. «La vendita in oggetto non ha riflessi sulla partnership strategica di lunga durata con Nexi, recentemente estesa al di fuori del perimetro nazionale», informa in una nota il gruppo guidato da Carlo Messina. L’accordo del 2019 prevedeva la cessione del ramo delle attività di acquiring (il business che connette l’esercente al sistema di pagamenti digitali, 380 mila punti vendita) da parte di Intesa Sanpaolo a una controllata di Nexi per un miliardo di euro.

I numeri

Intesa Sanpaolo a sua volta aveva venduto a Nexi le azioni ricevute a fronte del conferimento e aveva poi comprato i titoli di quest’ultima per 653 milioni di euro, pari al 9,9% del capitale. Quella percentuale è andata poi diluendosi anche in virtù dell’integrazione con Sia. Intesa lascia così il parterre di soci importanti della paytech guidata da Paolo Bertoluzzo: Poste, Cassa Depositi e Prestiti, Gic, H&F. Nexi ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con ricavi a 858,9 milioni, in aumento del 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2021, portando il dato dei primi nove mesi a 2,38 miliardi (+8,2%). L’ebitda ammonta a 463,1 milioni nel trimestre (+12%) e a 1,161 miliardi nei nove mesi (+16,5%), con un ebitda margin in crescita di circa 4 punti percentuali. Intesa ha chiuso invece i primi 9 mesi del 2022 con profitti netti a quota 4,37 miliardi di euro (+9% rispetto a 4,01 miliardi dei primi nove mesi del 2021) escludendo 1,3 miliardi di rettifiche per Russia e Ucraina

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Monday, November 14, 2022

Prosegue il rally delle Borse europee, il mercato attende il vertice Biden-Xi - Il Sole 24 ORE

I punti chiave

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee puntano ad allungare la tendenza positiva dell'ultimo mese e aprono la seduta in rialzo dopo che l'ultima settimana - accesa dall'inflazione Usa sotto le attese - ha visto l'Eurostoxx50 salire del 4,9% e la Borsa di Milano del 5% (+18% circa nell'ultimo mese). Contrastati i listini asiatici con Tokyo che ha perso l'1% mentre Hong Kong è vivace grazie alle minori restrizioni per il Covid in Cina e alla volontà del governo di Pechino di supportare con misure sul credito la ripresa del settore immobiliare: l'indice Hang Seng nel mese di novembre ha recuperato il 20%.

L'appuntamento del giorno è l'incontro bilaterale tra il presidente americano Biden e quello cinese Xi prima dell'apertura dei lavori del G-20, intanto il partito Democratico del presidente Usa è riuscito a tenere il controllo del Senato nelle elezioni di metà mandato. Sul fronte delle banche centrali, attesi gli interventi pubblici di tre rappresentanti del direttivo della Bce, il vicepresidente Luis De Guindos, l'italiano Fabio Panetta e il governatore della Banca del Portogallo Mario Centeno. Nelle prime battute si muove in territorio positivo l'indice FTSE MIB a Milano, così come il DAX 30 a Francoforte, l'inglese FT-SE 100 e il CAC 40 a Parigi.

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Euro stabile a 1,03 dollari, risale il prezzo del gas

Sul mercato valutario il cambio tra euro e dollaro resta stabile a 1,03. Petrolio in leggero calo a 95,6 dollari al barile nel Brent gennaio e a 88,5 dollari al barile nel Wti dicembre. Gas in recupero dopo il netto calo di venerdì dovuto alla volontà della Commissione Ue di presentare questa settimana la propria proposta di price cap: sul Ttf il contratto dicembre sale del 4% a 102 euro al megawattora.

Andamento dello spread Btp / Bund

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Borsa Tokyo soffre dopo i forti guadagni di venerdì (-1,06%)

La Borsa di Tokyo ha sofferto per le prese di profitto dopo i forti guadagni di venerdì, mentre la Borsa di Hong Kong è salita ulteriormente, incoraggiata dalle misure di Pechino per salvare il settore immobiliare cinese. L'indice di punta di Tokyo Nikkei è sceso dell'1,06% a 27.963,47 punti in chiusura e l'indice Topix ha perso l'1,05% a 1.956,90 punti.Il mercato di Tokyo ha subito il contraccolpo dell'euforia di venerdì, quando ha beneficiato del rallentamento dell'inflazione statunitense che è risultato più marcato del previsto a ottobre e dovrebbe portare a una stretta monetaria meno aggressiva. Prosegue invece lo slancio della Borsa di Hong Kong (indice Hang Seng +1,36% intorno alle 6.30 GMT), sostenuta dalle misure annunciate da Pechino per venire in soccorso del settore immobiliare e dal leggero allentamento delle restrizioni anti-Covid, riducendo la quarantena per gli arrivi internazionali.

Gli appuntamenti macro del 14 ottobre

L’agenda macroeconomica odierna prevede il rilascio della produzione industriale dell’area euro per settembre, che ad agosto era salita dell’1,5% su base mensile e del 2,5% su base annuale. Occhi puntati sulle possibile scelte delle banche centrali: oggi arrivano i dati sull’inflazione della Bank of England, ma potranno dare un segnale anche Bce e Fed. Attesa anche per l’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e quello statunitense Biden prima dell’inizio del G-20 a Bali, con il vertice internazionale che prenderà il via domani.

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Sunday, November 13, 2022

Eni: al via dal Mozambico il primo carico di Gnl verso l’Europa. Descalzi: «Nuovo e importante ... - Il Sole 24 ORE

I punti chiave

2' di lettura

È un passo fondamentale nell’ottica della diversificazione delle fonti, dopo i tagli sul gas decisi dalla Russia, al centro della strategia europea e italiana. Perché il primo carico di gas naturale liquefatto, prodotto dal giacimento Cora, nelle acque ultra-profonde del bacino di Rovuma e appena partito dall’impianto Coral Sul Floating Liquefied Natural Gas (Flng), che è stato annunciato oggi, domenica 13 novembre, dall’Eni, in qualità di operatore delegato del progetto Coral South per conto dei suoi partner in Area 4 (ExxonMobil, Cnpc, Galp, Kogas ed Enh), è destinato, secondo quanto risulta a IlSole24ore.com, proprio verso il Vecchio Continente.

Descalzi: nuovo e importante passo nella strategia di Eni

Uno snodo cruciale, dunque. Non a caso l’annuncio è accompagnato dalle parole dell’ad del gruppo, Claudio Descalzi. «Questo primo carico di GNL dal progetto Coral South, e dal Mozambico, rappresenta un nuovo e importante passo nella strategia di Eni che fa leva sul gas come fonte in grado di contribuire significativamente alla sicurezza energetica europea, anche attraverso la crescente diversificazione delle forniture, supportando nel contempo una transizione energetica equa e sostenibile. Continueremo a lavorare con i nostri partner per assicurare una tempestiva valorizzazione delle vaste risorse di gas del Mozambico».

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Il ruolo del Mozambico nella diversificazione delle fonti

Coral South è un progetto di portata storica per il settore e colloca saldamente il Mozambico sulla scena mondiale del Gnl. Al centro, come detto, di quel percorso di diversificazione che l’Europa e gli Stati membri, Italia in primis, hanno approntato ormai da mesi. Il progetto, approvato nel 2017, è entrato in esercizio dopo soli 5 anni, in linea con la tempistica e i costi previsti nel programma iniziale e nonostante le interruzioni causate dalla pandemia da Covid. Questo risultato è stato possibile grazie al particolare approccio per fasi e parallelizzato di Eni, a un’efficace pianificazione dell’esecuzione, al forte impegno di tutti i partner e al costante supporto del governo del Mozambico.

I numeri di Coral Sul Flng

Ed ecco i numeri di Coral Sul Flng. L’impianto ha una capacità di liquefazione di gas pari a 3,4 milioni di tonnellate all’anno e produrrà Gnl dai 450 miliardi di metri cubi di gas del giacimento Coral. L’Area 4 è operata da Mozambique Rovuma Venture (Mrv), una joint venture costituita da Eni, ExxonMobil e Cnpc, che detiene una quota del 70% nel contratto di concessione di esplorazione e produzione dell’Area 4. Gli altri stakeholder dell'Area 4 oltre a Mrv sono Galp, Kogas e Empresa Nacional de Hidrocarbonetos E.P., ciascuno con una quota del 10%. Eni, come detto, è l’operatore delegato per il progetto Coral South e per tutte le attività upstream nell’Area 4.

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Saturday, November 12, 2022

Caro bolletta? Gli elettrodomestici che consumano più energia (e i trucchi per risparmiare) - Corriere della Sera

La stragrande maggioranza degli elettrodomestici presenti nelle case degli italiani è piuttosto vecchia (tra i 12 e i 20 anni di vita) e questo incide negativamente sui consumi energetici. È quanto emerge da un'indagine realizzata da Aires (l’Associazione Italiana che riunisce le principali aziende e gruppi distributivi specializzati di elettrodomestici ed elettronica di consumo) e APPLiA Italia (l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta i produttori di elettrodomestici).
I dati raccolti da ENEA (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) hanno permesso di stilare un vademecum per risparmiare energia in casa: una serie di consigli utili da mettere in pratica per vedere diminuire la bolletta. Procediamo con ordine.

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Friday, November 11, 2022

Boom account impostori, Twitter sospende servizio Blue - Agenzia ANSA

(ANSA) - NEW YORK, 11 NOV - Twitter sospende il suo servizio di abbonamento dopo il boom di imitatori e impostori sulla piattaforma. Lo riportano i media americani. Dalla società che cinguetta non arriva alcuna conferma se non una precisazione: gli account creati intorno al 9 novembre "non sono in grado di abbonarsi a Twitter Blue in questo momento". Il servizio da 7,99 dollari al mese è stato lanciato mercoledì e da quel momento il social è stato invaso da account che cercavano di impersonificare marchi e personaggi famosi. Un falso account Eli Lilly ha twittato che la società stava distribuendo insulina gratuitamente, mentre un account falso di Lockeed Martin annunciava la sospensione della vendita di armi all'Arabia Saudita. (ANSA).
   

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Mps in rosso per 360 milioni, pesano i costi per gli esuberi - Ultima Ora - Agenzia ANSA

(ANSA) - MILANO, 11 NOV - Mps ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con una perdita di 360 milioni di euro, a fronte dell'utile di 388 milioni realizzato nello stesso periodo del 2021. Il risultato, si legge in una nota, sconta 925 milioni di euro di costi di ristrutturazione legati all'uscita di oltre 4 mila dipendenti. Al netto di questa posta, i nove mesi si chiuderebbero con un utili per 565 milioni di euro, grazie a un utile ante imposte di 150 milioni di euro e un positivo impatto delle tasse per 415 milioni, legato alla rivalutazione delle imposte fiscali differite (Dta).
    Nei primi nove mesi dell'anno i ricavi di Mps si sono mantenuti sostanzialmente stabili a 2.284 milioni di euro (-0,5% sullo stesso periodo del 2021), grazie alla spinta del margine di interesse (+15,7% a 1.039,7 milioni), che beneficia del rialzo dei tassi e di un minor costo della raccolta, mentre le commissioni scendono del 5% a 1.055,3 milioni di euro e il risultato della gestione finanziaria si dimezza a 137,7 milioni.
    Stabili anche i costi operativi (+0,3%) a 1,59 miliardi di euro mentre le rettifiche su crediti balzano dai 27,7 milioni del 2021 a 320 milioni di euro, che scontano gli effetti delle cessioni di crediti deteriorati nonché il costo derivante dall'aggiornamento dello scenario macroeconomico base.
    Il risultato operativo netto registra così una flessione del 47,9% a 337,5 milioni mentre quello lordo, che non sconta ancora il costo del credito, scende da 673 a 656 milioni. Grazie all'aumento di capitale consente all'indice di solidità patrimoniale Cet 1 ratio (phased-in) di salire su base pro-forma al 15,7% mentre quello fully loaded (a regime) si attesta al 14,7%. Il totale dei crediti dubbi si mantiene stabile a 4,1 miliardi di euro mentre l'esposizione netta scende nel trimestre da 2 a 1,9 miliardi, grazie a un aumento delle coperture dal 51,8% al 53,6%. (ANSA).
   

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Thursday, November 10, 2022

Motori Euro 7, le nuove norme: sterzata sulle emissioni di diesel e benzina dal 2025 - Il Sole 24 ORE

I punti chiave

3' di lettura

Motori endotermici, diesel e benzina, meno inquinanti dal 2025. L’Europa ha pubblicato il 10 novembre la sua proposta di regolamento per i nuovi motori Euro 7, per auto e commerciali leggeri, e per l’Euro VII, lo standard di motorizzazione per i mezzi commerciali pesanti e i bus. Secondo Bruxelles il trasporto deve diventare «drasticamente meno inquinante», soprattutto nelle città e nelle aree urbane. E i motori Euro 7 sono considerati «parte essenziale della transizione verso la mobilità pulita».

Questo il principio che ha guidato la Commissione nella definizione dei nuovi target di emissioni (NOx e particolato) dei motori endotermici di nuova generazione, che saranno omologati a partire dal 2025 per auto e commerciali leggeri, dal 2027 per il trasporto pesante. Se da un lato l’Europa considera la partita sugli Euro 7 complementare alla battaglia per il taglio delle emissioni di CO2 al 2035 (del 100%, con lo stop ai motori endotermici), dall’altro l’industria dell’auto lancia segnali di allarme.

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La reazione infatti è stata di grande preoccupazione. Il tema, ribadiscono i costruttori e i componentisti europei, è duplice: da un lato gli effetti limitati a fronte di investimenti pesanti, dall’altro le importanti problematiche legate a tempistica e fattibilità.

La decarbonizzazione

Le regole saranno valide per tutti i mezzi a motore, indipendentemente dall’alimentazione e i limiti saranno imposti anche al particolato prodotto da freni e pneumatici. La convinzione di Bruxelles è che la transizione green durerà almeno un paio di decadi, le auto con motori Euro 7 dunque potranno ridurre le emissioni durante un più lungo periodo di vita del veicolo, riducendo l’impatto anche del mercato dell’usato.

Se nel 2035, infatti, tutte le auto e i furgoni venduti in Europa avranno zero emissioni di CO2, tuttavia al 2050 si prevede che oltre il 20% delle auto e dei furgoni e più della metà dei veicoli pesanti nelle nostre strade continueranno a emettere inquinanti. «Le norme Euro 7 ridurranno tutte queste emissioni e manterranno i veicoli alla portata dei consumatori» ribadisce Bruxelles. .

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Tim in Borsa chiude a +2,2% in attesa offerta Kkr su Sparkle - Ultima ora - Ansa.it - Agenzia ANSA

Tim chiude tonica in Borsa e indossa la maglia rosa nel listino principale, in attesa dell'offerta di Kkr per Sparkle e il dossier su N...