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Saturday, April 2, 2022

Gruppo Onorato, accordo a sorpresa con i commissari di Tirrenia. Che rinunciano al 55% del credito da 180… - Il Fatto Quotidiano

Il verdetto arriverà l’11 aprile. Il Tribunale di Milano ha chiesto ai commissari giudiziali del concordato Moby e CIN di esprimersi definitivamente sul nuovo piano di concordato, integrato da Moby e CIN a poche ore dal termine fissato dal Tribunale: la mezzanotte del 31 marzo. Sul piano i commissari avevano espresso riserve qualche mese fa rispetto all’ottimismo dei risultati promessi, pur certificando che assicurava quanto chiesto: la salvaguardia dei lavoratori anche a discapito dei creditori delle compagnie del gruppo Onorato. Adesso però insieme a quel piano il gruppo Onorato ha depositato due atti jolly, fino a una settimana fa insperati quanto improbabili: l’ingresso del gigante MSC in Moby spa, con una salvifica iniezione di 81 milioni di euro liquidi, e l’accordo con i commissari di Tirrenia in A.S. sul maxi debito da 180 milioni ancora dovuto.

I termini di quest’ultimo accordo rappresentano un risultato in incredibile controtendenza col passato: dopo anni di battaglia legale infatti, Tirrenia in A.S. rinuncia al 55% del suo credito a beneficio di CIN spa, che acquisì il meglio dell’ex compagnia di Stato nella privatizzazione 2012 evitando per sei anni di saldare circa la metà del conto. I nuovi commissari di Tirrenia in A.S. – Gerardo Longobardi, Stanislao Chimenti Caracciolo di Nicastro e Giulia Pusterla, gli ultimi due nominati a dicembre 2021 dopo il decesso dello storico Prof. Caravita di Torritto e le dimissioni di Stefano Ambrosini – hanno accettato in extremis la nuova proposta del gruppo guidato da Vincenzo Onorato: saldo e stralcio del debito e di quanto già ottenuto nei tribunali (un sequestro preventivo da 20 milioni oltre a garanzie del credito per 159 milioni di euro) in cambio di un bonifico da 82 milioni di euro complessivi, da ricevere entro 15 giorni dall’ammissione del concordato che arriverà, salvo sorprese, a fine giugno. Ottantadue milioni a fronte di 180 milioni dovuti, garantiti da una fidejussione bancaria assicurata da un istituto garante dell’operazione.

Tirrenia in A.S. prenderà quindi meno persino di quanto promessole da Moby stessa un anno fa, come accordo di ristrutturazione del debito – 144 milioni di euro – rifiutato allora dai suoi commissari. Ilfattoquotidiano.it ha provato senza successo a ottenere un commento dai nuovi commissari di Tirrenia in A.S. riguardo i motivi di questo accordo insperato fino a sette giorni fa. Resta evidente la novità evidente data dal tempo di saldo del debito, rispetto a qualsiasi proposta precedente: entro luglio 2022 Tirrenia in A.S. avrà infatti 82 milioni di euro cash, certi, forniti per la quasi totalità dal bonifico che la MSC di Aponte garantirà a Moby. A quanto noto a ilfattoquotidiano.it Aponte non avrebbe solo garantito questi fondi cruciali per risolvere la partita con Tirrenia in A.S., ma avrebbe anche tolto a Onorato il problema sollevato dal Tribunale di Milano circa lo strano meccanismo di acquisizione delle due navi Ro-Pax commissionate dal gruppo in Cina. Le prenderà tramite una controllata MSC e girerà gli scafi a nolo alla Fratelli Onorato srl. Una operazione di salvataggio completa quindi dalla quale il patron di MSC guadagnerà unicamente una partecipazione di minoranza del 25% nella compagnia leader del gruppo Onorato, senza possibilità di orientarne la governance.

Dall’11 aprile, con il probabile parere favorevole dei commissari giudiziali sul nuovo piano presentato, per il gruppo Onorato si prospetta una nuova stagione. Dovrà solo attendere il 20 e 27 giugno per ricevere il via libera finale ad un concordato annuale – e non più quinquennale – assicurato dall’accordo già raggiunto con i principali creditori: Tirrenia in A.S., l’AdHoc Group dei principali fondi equity possessori del bond Moby (già risorto come valutazione) e le banche. Spariranno così dai bilanci di Moby spa e CIN spa centinaia di milioni di debiti – difficili da stimare dato che le aziende non presentano bilanci dal 2019 – e i traghetti continueranno ad assicurare le tratte in modo redditizio all’armatore, seppur senza i 72 milioni di euro l’anno di contributo pubblico garantiti fino al luglio dello scorso anno.

Unico punto interrogativo rimasto sul futuro: l’esito dell’inchiesta per bancarotta della Procura di Milano in cui sono coinvolti Vincenzo e Achille Onorato. Le indagini sono in via di conclusione e potrebbero comportare al massimo che a guidare il gruppo Onorato verso un futuro più sereno non sia il suo capostipite.

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Automobili: crollo del mercato, ma arrivano gli incentivi? - I-Dome.com

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  1. Automobili: crollo del mercato, ma arrivano gli incentivi?  I-Dome.com
  2. Mercato dell'auto in Italia: -29,7% a marzo 2022  AlVolante
  3. Il mercato italiano dell'auto è tornato ai livelli del 1967  AGI - Agenzia Italia
  4. Auto, bonus vicini. Marzo nero: -30%  ilGiornale.it
  5. Visualizza la copertura completa su Google News

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Friday, April 1, 2022

Amazon, a New York il primo sindacato americano dei lavoratori - Adnkronos

I dipendenti del magazzino di Amazon di Staten Island , a New York, hanno votato per formare il primo sindacato americano del gigante del commercio elettronico. Nella votazione 2654 dipendenti si sono dichiarati favorevoli al sindacato e 2131 contrari, secondo i dati forniti dal National Labor Relations Board di Brooklyn.

Lo storico voto è risultato della battaglia di Christian Smalls, ex dipendente di Amazon licenziato per aver organizzato nel 2020 una protesta per avere maggiori protezioni contro il Covid, che ha creato l'Amazon Labor Union con cui ha ottenuto la vittoria sul gigante di Seattle che in passato era riuscito a bloccare ogni altro tentativo di sindacalizzazione. "Congratulazioni, abbiamo lavorato, ci siamo divertiti ed abbiamo fatto la storia", ha twittato oggi Smalls.

"Amazon ha dimostrato la disponibilità a mettere risorse praticamente illimitate nelle campagne anti sindacati, e veramente questi lavoratori hanno vinto contro ogni aspettativa" è stato il commento di Rebecca Givan, esperta di relazioni sindacali Rutgers University. "E' veramente una vittoria storica e probabilmente un grande shock per Amazon", ha aggiunto.

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A Catania la gigafactory Enel Green Power di pannelli solari. Creerà mille posti di lavoro - Il Sole 24 ORE

2' di lettura

Mille posti di lavoro, tra diretti e indiretti, 600 milioni di euro di investimenti in Sicilia e una capacità di produzione di pannelli solari innovativi di 3 Gigawatt l’anno, 15 volte superiore a quella attuale.

Su questi numeri Enel Green Power ha firmato con la Commissione europea un accordo di finanziamento agevolato a fondo perduto da quasi 118 milioni di euro per sviluppo della gigafactory Tango presso la fabbrica 3Sun di Catania. La nuova fabbrica da 3 GW entrerà a pieno esercizio entro luglio 2024, dopo l’avvio con i primi 400 MW di capacità a settembre 2023, e secondo la società, «si prepara a diventare la più grande fabbrica europea per la produzione di moduli fotovoltaici bifacciali ad elevate prestazioni» contribuendo a ridurre la dipendenza energetica nel continente dall’Asia.

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I pannelli prodotti potranno generare fino a circa 5,5 TWh di energia elettrica da rinnovabili l’anno che corrispondono a un risparmio fino a quasi 25 milioni di tonnellate di CO2 in dieci anni e possono portare alla sostituzione di quasi 1,2 miliardi di metri cubi di gas l’anno. Il ceo del gruppo Enel, Francesco Starace, vede per l’Italia «un grande passo in avanti nel mantenimento della sua leadership tecnologica».

«La domanda mondiale di moduli solari fotovoltaici sta crescendo a un ritmo accelerato. Si prevede - osserva Starace - che l’Europa da sola assorbira’ gran parte della domanda aggiuntiva grazie alla grande competitività e convenienza di questa tecnologia. La provenienza degli approvvigionamenti di queste importanti componenti rappresenta un punto debole nella filiera globale e vediamo la necessita’ di riequilibrare la sua distribuzione geografica che oggi è eccessivamente dipendente da un’unica fonte in Asia».

«Questo investimento riporterà 3.000 MW di capacità produttiva l’anno in Europa» sottolinea Starace. «La Gigafactory - aggiunge il ceo di Enel Green power, Salvatore Bernabei - promuoverà un concetto di economia circolare, attraverso la creazione di una filiera europea più sostenibile e resiliente, dalla progettazione ai nuovi modelli di riutilizzo dei componenti a fine vita». Tango in futuro, per Bernabei, «può diventare un modello per altre fabbriche di pannelli fotovoltaici su scala gigawatt da sviluppare in Europa nei prossimi anni».

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Bankitalia, 7.600 operazioni sospette nei due anni della pandemia - Il Fatto Quotidiano

Nei due anni di pandemia la Uif, l’unità di informazione finanziaria presso la banca d’Italia, ha ricevuto e trasmesso agli organi giudiziari oltre 7,600 operazioni sospette collegate al Covid (truffe e illeciti negli appalti per mascherine e nei finanziamenti alle imprese e nei crediti di imposta etc) per un totale di 13,4 miliardi di euro (8 mld nel 2020 e 5,4 mld nel 2021). Le segnalazioni sono state 2.197 nel primo anno di pandemia e 5.365 nel 2021. E’ quanto si legge in un rapporto secondo cui l’importo delle operazioni segnalate ed effettivamente eseguite ha sfiorato i 7 miliardi. La Uif ricorda come “la pandemia ha portato all’attenzione nuovi elementi sintomatici di operatività illecite che impattano anche sul contrasto al riciclaggio. È stato perciò necessario integrare i criteri di classificazione delle segnalazioni per meglio monitorare i rischi inerenti ai contesti sospetti”. Il 95% delle segnalazioni collegate al contesto pandemico è riconducibile a segnalanti del comparto banche, comprensivo delle Poste.

La maggior parte delle segnalazioni ha interessato il Lazio (27,8%), seguito dalla Lombardia (12,5%) e dalla Campania (9%). Fino a luglio 2020, scrive la Uif, vi è stato un rapido aumento delle segnalazioni, che riportavano principalmente sospette truffe e illeciti nella fornitura di strumenti e dispositivi sanitari, sovente caratterizzati da importi rilevanti che hanno indotto gli operatori a non eseguire le operazioni prospettate. Sono state numerose, nel periodo, anche le operazioni anomale in contante, spesso però riconducibili all’incertezza sulla disponibilità di liquidità soprattutto nella prima fase del lockdown. Tra agosto 2020 e gennaio 2021 il numero di SOS riferibili agli effetti del Covid-19 si è stabilizzato. Le anomalie riscontrate in questa fase sono state in molti casi collegate all’indebito ricorso ai benefici disciplinati dalla legislazione per fronteggiare la crisi indotta dalla pandemia.

Si sono manifestate incoerenze tra spese dichiarate e attività dell’impresa coinvolta e, in generale, eccessivi importi movimentati rispetto all’ordinaria gestione d’impresa. I successivi aumenti, tra febbraio e settembre 2021, sono principalmente ascrivibili ad abusi di finanziamenti pubblici, ottenuti per effetto degli interventi di sostegno, realizzati mediante distrazione di fondi o giri su conti correnti personali rispetto a quelli beneficiari delle erogazioni. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, infine, sono aumentate le segnalazioni originate da illeciti utilizzi delle detrazioni fiscali riconosciute dalla legislazione di urgenza, fenomeno che risulta particolarmente rilevante anche per gli elevati importi coinvolti. Bankitalia ha dedicato alle fattispecie di frodi perpetrate durante la pandemia un apposito studio. La Uif invita anche a mantenere alta “l’attenzione sui possibili utilizzi illeciti di risorse pubbliche” nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr)”. Secondo l’unità “i presidi antiriciclaggio devono continuare a rappresentare un argine fondamentale per evitare deviazioni degli interventi di sostegno verso l’economia illegale”.

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Enel Green Power, a Catania una Gigafactory per pannelli solari: previsti 1000 posti di lavoro - La Sicilia

Enel Green Power e la Commissione europea hanno firmato un accordo di finanziamento agevolato a fondo perduto che contribuirà allo sviluppo di Tango (Italian pv Giga factory), un impianto di dimensioni industriali per la produzione di moduli fotovoltaici innovativi, sostenibili e ad alte prestazioni presso la fabbrica di pannelli solari 3Sun a Catania. Lo annuncia una nota che spiega che la 3Sun «si prepara a diventare la più grande fabbrica europea per la produzione di moduli fotovoltaici bifacciali ad elevate prestazioni» creando circa mille posti di lavoro diretti e indiretti entro il 2024. 

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L’investimento totale per l’espansione della fabbrica ammonta a circa 600 milioni di euro, di cui all’impegno di EGP si aggiungerà un finanziamento dell’UE per quasi 118 milioni di euro. Il progetto comporterà un aumento della capacità di produzione di 15 volte, fino a 3 GW l’anno dagli attuali 200 MW. L'entrata a pieno esercizio è prevista entro luglio 2024, dopo l'avvio con i primi 400 MW di capacità a settembre 2023. «Il progetto Tango contribuirà al raggiungimento delle accresciute ambizioni della UE che prevedono il 40% di consumo di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, oltre ad aiutare a ridurre la dipendenza energetica,» ha affermato il ceo di Enel Green Power, Salvatore Bernabei. «La Gigafactory promuoverà un concetto di economia circolare, attraverso la creazione di una filiera europea più sostenibile e resiliente, dalla progettazione ai nuovi modelli di riutilizzo dei componenti a fine vita. Guardando al futuro, il progetto Tango ha un alto potenziale di scalabilità e può diventare un modello per altre fabbriche di pannelli fotovoltaici su scala gigawatt da sviluppare in Europa nei prossimi anni." 
 «I 3 GW dei pannelli prodotti ogni anno dalla Gigafactory - continua la nota - possono generare fino a circa 5,5 TWh di energia elettrica da rinnovabili l’anno che, dal punto di vista della sostenibilità, possono evitare l’equivalente di fino a quasi 25 milioni di tonnellate di CO2 nei loro primi dieci anni di attività. Allo stesso modo, la produzione generata dai pannelli della Gigafactory ha il potenziale di evitare l'acquisto di fino a quasi 1,2 miliardi di metri cubi di gas l'anno, sostituiti da energia rinnovabile di produzione nazionale». 

Con il progetto "Tango" a Catania (Italia) di Enel Green Power per la produzione di innovativi moduli fotovoltaici ad alte prestazioni, «creeremo mille posti di lavoro in parte tramite assunzioni all’interno della fabbrica di Catania, in parte come terzisti o dipendenti di aziende che saranno coinvolte nelle attività produttive», ha dichiarato Eliano Russo, responsabile di e-Industries in Enel Green Power. La conversione dell’impianto, al netto dei lavori già avviati, entrerà nel vivo a partire da metà maggio, con "oltre 900 persone nel cantiere". «In base alla social accounting matrix si stima su un periodo di 10 anni un impatto sul prodotto interno lordo di 3,5 miliardi e 10mila posti di lavoro complessivi», ha sottolineato spiega. «Il lancio è atteso a settembre 2023 per una piena produzione nel corso del 2024».

«E' un successo rilevante, importante per l’Italia, che dimostra che si può fare e si può fare bene», commenta Stefano Verrecchia. «Con tutto quello che sta succedendo sull'energia, poter dimostrare che effettivamente un progetto così sul solare diventa pilota e diventa anche uno scatto verso l’avanguardia, in qualche modo dell’Europa» è importante e «che ci sia l’Italia non è solo un motivo di orgoglio è un fatto veramente concreto». Nel complesso la Commissione ha firmato oggi convenzioni di sovvenzione per un importo di 1,1 miliardi di euro con sette grandi progetti attraverso il Fondo europeo per l’innovazione: ridurranno le emissioni di oltre 76 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti nei primi dieci anni di esercizio. «E' un investimento intelligente nella decarbonizzazione e resilienza della nostra economia, rafforza la posizione dell’industria europea come leader globale nel settore delle tecnologie pulite, crea posti di lavoro locali e aiuta ad accelerare la nostra transizione verde», ha sottolineato il vice presidente Ue per il Green deal Frans Timmermans.
 

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Thursday, March 31, 2022

Ecco cosa c'è davvero dietro la mossa di Biden sul petrolio - InsideOver

L’amministrazione Biden sta considerando il rilascio di 1 milione di barili di petrolio al giorno per diversi mesi dalla Strategic Petroleum Reserve statunitense per combattere l’inflazione e il rincaro dei prezzi del greggio: lo riferisce a Reuters una fonte vicina alla Casa Bianca.

La mossa, secondo le indiscrezioni, potrebbe coprire una quota di riserve capace di arrivare fino a 180 milioni di barili. Si tratta di un annuncio volto a dimostrare che Washington, messa all’angolo dal summit Opec+ e desiderosa di veder danneggiata la rendita petrolifera della rivale Russia, vuole  controllare la corsa dei prezzi del petrolio, come altre materie prime in volo da quando è scoppiato il conflitto in Ucraina. Dopo queste indiscrezioni i future sul Wti sono crollati di oltre il 6% a 101,50 dollari al barile, mentre quelli sul Brent hanno lasciato sul terreno oltre il 45% a 108,36 dollari.



La Strategic Petroleum Reserve statunitense contiene attualmente 568,3 milioni di barili, la quantità più bassa da maggio 2002, secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Negli Stati Uniti si consumano mediamente poco meno di 20 milioni di barili al giorno, segno che anche in caso di graduale rilascio delle riserve il Paese avrebbe una buona scorta per ovviare al fabbisogno. La Strategic Petroleum Reserve ha una capienza di circa 715 milioni di barili nei suoi serbatoi distribuiti tra Louisiana e Texas e rappresenta il più grande deposito di greggio al mondo. Negli ultimi anni Washington ha mantenuto il più possibile vicino ai livelli di pieno riempimento le riserve così da resistere a shock di prezzo o casi di disruption della domanda.

Ai prezzi attuali di mercato, il valore delle riserve di petrolio conservate nella Spr sfiora i 60 miliardi di dollari e, dato che la capacità di prelievo dai serbatoi è di poco meno di 4,5 milioni di barili al giorno, anche a un pieno ritmo di estrazione ci vorrebbero quasi cinque mesi per svuotarla. L’obiettivo in questo caso per gli Usa non è tanto ovviare a uno shock di offerta come quello legato all’embargo energetico alla Russia ma piuttosto rendere più diluito e fluido il mercato globale del greggio, cercando di rompere l’accerchiamento di Mosca e dei Paesi Opec che non ne vogliono sapere di aumentare con forza la produzione per ridurre il prezzo. Non si tratterebbe della prima volta in questi mesi: a novembre Biden ha dato mandato al Dipartimento dell’Energia di rilasciare 50 milioni di barili a garanzia contro le impennate del prezzo in corso. Di recente ha impostato uno sforzo per ulteriori 30 milioni di barili in uno sforzo coordinato con gli alleati non Opec per mettere sul mercato 60 milioni di barili. La mossa attuale serve a promuovere il controllo dei prezzi con crescente gradualità. In altre parole, un rilascio one-shot segnala la volontà di calmare i mercati circa il rischio di eventuali crisi di forniture; un rilascio graduale dalla Spr manifesta invece una manovra più graduale di controllo dei prezzi.

Del resto la riunione dell’Opec+ certificherà una manovra non molto dissimile dalla strategia pregressa di aumentare con gradualità la produzione arrivando a una crescita di 400mila barili al giorno al mese per tutto il 2022. Biden vuole accelerare questo trend e cercare di sfruttarne le conseguenze per fini geoeconomici di riduzione della rendita energetica russa, favorita dal contesto di alti prezzi globali, e interni: un calo dei prezzi del petrolio può indurre un ridimensionamento dei prezzi della benzina e, dunque, dell’inflazione che sta colpendo duramente l’economia Usa. Mentre le elezioni di midterm si avvicinano, con sondaggi sfavorevoli e la minaccia di una durissima sconfitta per il Partito Democratico ad opera degli avversari repubblicani sia alla Camera che al Senato Biden vuole correre ai ripari calmando i riverberi interni della situazione di grande caos su scala globale. E la mossa del petrolio può essere un viatico, per quanto non una soluzione definitiva, per trovare una via d’uscita. Il fronte interno al Paese e quello estero non sono mai stati così collegati come in questa fase.

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