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Tuesday, February 22, 2022

Il Superbonus 110% con le nuove regole e le novità sulle piattaforme per la cessione dei crediti - InvestireOggi.it

Il Superbonus 110% con le nuove regole e le novità sulle piattaforme per la cessione dei crediti

Il Superbonus 110% riparte con le nuove regole. Ed anche con le novità sulle piattaforme per la cessione dei crediti. Perché, in ordine sparso, le banche e gli intermediari finanziari a brevissimo torneranno ad essere attive.

Per quel che riguarda proprio le piattaforme per la cessione dei crediti. Per esempio, il Banco Bpm è già tornato ad essere operativo in accordo con quanto è stato riportato da IlSole24Ore.com.

Il Superbonus 110% con le nuove regole e le novità sulle piattaforme per la cessione dei crediti fiscali

Nel dettaglio, il Superbonus 110% con le nuove regole prevede le cessioni del credito multiple. Ma fino ad un massimo di 3 verso banche ed intermediari finanziari. E con l’ulteriore novità che è rappresentata dal 110 con il bollino.

In quanto, per il Superbonus 110% con le nuove regole, le cessioni avranno associato un codice identificativo. Che sarà univoco proprio al fine di contrastare sul nascere ogni tentativo di frode. In più, dopo la comunicazione alle Entrate, c’è il divieto per il credito fiscale di cessione parziale. Nonché le multe ed anche il carcere così come è riportato in questo articolo.

Il Superbonus 110% con le nuove regole dovrebbe così evitare il blocco o la chiusura dei cantieri per i lavori incentivati. E questo non solo per il 110, ma anche, tra l’altro, per il bonus facciate che, insieme all’ecobonus, è risultato essere tra i più frodati per quel che riguarda proprio la cessione fittizia dei crediti fiscali.

Cosa serve per il rilancio dei bonus edilizi, dalla qualificazione delle imprese ai prezziari

In più, oltre al Superbonus 110% con le nuove regole, occorre non solo effettuare i controlli. Ma anche puntare sulla qualificazione delle imprese e sui prezziari di riferimento.

Questo è quanto, tra l’altro, ha messo in evidenza il presidente dell’ANCE Gabriele Buia intervenendo a ‘Porta a Porta’.

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Monday, February 21, 2022

Mosca, "prematuro" parlare di incontro con Biden. Borse in negativo Da Investing.com - Investing.com

Mosca,

Investing.com - In una seduta all'insegna della volatilità, i mercati invertono i guadagni di apertura dopo l'ultimo aggiornamento riguardo al possibile incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, annunciato dal presidente della Francia, Emmanuel Macron.

Il perde lo 0,9%, il cede lo 0,2%, mentre Cac ed calano dell'1%. In Russia, il  crolla al -7,5%. 

Se gli Stati Uniti hanno riconosciuto che Biden ha accettato "in linea di principio" un vertice con Putin, dall'altra parte il Cremlino ha fatto sapere che "non esclude un possibile vertice tra i presidenti" ma al momento ritiene “prematuro” parlare di questa possibilità.

"Naturalmente, non lo escludiamo. Se necessario, i presidenti di Russia e Stati Uniti possono decidere in qualsiasi momento di mantenere i contatti, sia telefonicamente che fisicamente. Sarà una loro decisione", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

Peskov ha poi precisato che il vertice "non è stato confermato" mentre l'unico incontro previsto è quello tra il segretario di Stato americano, Antony Blinken, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, nonché tra quest'ultimo e il suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian.

"Partiamo dal fatto che Lavrov incontrerà il suo omologo americano questa settimana. Inoltre non escludiamo contatti tra i ministri di Russia e Francia", ha affermato il portavoce russo.

In mezzo allo scorrere degli aggiornamenti, Putin ha convocato oggi una riunione allargata del Consiglio di sicurezza russo per affrontare le tensioni intorno all'Ucraina e l'escalation militare nel Donbass, mentre il ministro della difesa Ucrania Reznikov ha chiuso un meeting telefonico con l'omologo bielorusso Krehnin dopo che gli esercizi militari in Bielorussia andranno avanti "indistintamente".

Prima del dietro-front russo, gli analisti di Link Securities hanno affermato che "anche se non sappiamo come possa evolvere la situazione, soprattutto per il gioco di informazioni e controinformazioni con gli ovvi obiettivi di fuorviare il 'nemico', questa apparente treguporterà, in linea di principio, un po' di serenità ai mercati finanziari che nelle ultime settimane hanno avuto la crisi ucraina come principale fonte di incertezza”. 

“La 'chiave gestibile' continua ad essere la Fed e la 'chiave non gestibile' è la Russia... che rimane la chiave del caveau per il mercato. Rimaniamo intrappolati nell'attesa. Ricordiamo che qualsiasi intervento russo in Ucraina ci porterebbe a eseguire la cosiddetta 'Fase 2' quantitativa della nostra strategia di reazione: ridurre l'esposizione del 10% su tutti i profili di rischio", hanno scritto invece da Bankinter (MC:). 

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Ferrari Purosangue: le prime immagini senza veli - AlVolante

PER LA PRIMA VOLTA SENZA VELI - Muscolosa, atletica, rialzata ma saldamente piantata a terra. Con i parafanghi bombati, il cofano lungo e il paraurti solcato da tre grandi aperture; al centro di quella centrale, l’effigie del cavallino rampante. Sono i primi tratti salienti della carta d’identità della nuova Ferrari Purosangue. Dell’attesissima suv della casa di Maranello sono da poco apparse online le prime immagini senza veli. Si tratta di due foto di un modello di pre-serie scattate in fabbrica e immediatamente rimbalzate su Instagram. Il primo scatto ritrae la vettura frontalmente, di tre quarti, fino al montante centrale, lasciando intuire uno sguscio nella parte alta della fiancata che parte dal parafango e corre fin oltre la portiera anteriore, dissolvendosi verso la coda. Il secondo raffigura il posteriore, caratterizzato da spalle larghe e robuste e da un lunotto piuttosto piccolo e presumibilmente molto inclinato. Appena sotto la superficie vetrata, in un accenno di spoiler, sono incastonati due paia di fari di foggia trapezoidale, con gli angoli smussati. Il paraurti è massiccio e nella parte bassa ingloba un ampio diffusore in plastica grezza ai lati del quale fuoriescono, leggermente sfalsate, due coppie di terminali di scarico di forma circolare.

UN CAVALLINO IN FORMATO FAMIGLIA - Nel complesso, la silhouette della nuova Ferrari Purosangue, la cui presentazione è fissata intorno ad ottobre 2022, con approdo nelle concessionarie nel 2023, sembra condensare, prendendo numerosi spunti dalla Ferrari Roma, tutti gli elementi che le serviranno per lottare ad armi pari con le concorrenti più agguerrite: la Lamborghini Urus che dal 2018 esce dai cancelli della fabbrica di Sant’Agata Bolognese, a neanche tre quarti d’ora di macchina da Maranello, e naturalmente le lussuosissime inglesi Aston Martin DBX, Bentley Bentayga e Rolls-Royce Cullinan. Una sfida che si preannuncia infuocata, per giunta su un terreno completamente nuovo per la Ferrari, che finora non si era mai avventurata nella produzione di una super sportiva a ruote alte con un abitacolo spazioso per quattro, forse cinque adulti e annessi bagagli.

Il NODO DEI MOTORI - Identificata dal numero di progetto 175, la nuova Ferrari Purosangue, lunga intorno ai cinque metri, poggerà su uno space frame in alluminio a motore anteriore al quale la casa di Maranello sta lavorando parallelamente a un layout a motore centrale. Se sull’aspetto definitivo dell’auto, alla luce delle ultime immagini spuntate online, sembrerebbero non esserci praticamente più zone grigie, ben diverso è il discorso che riguarda le motorizzazioni. Di certo non c'è ancora nulla, ma accanto a un V6 ibrido con batterie ricaricabili, derivato da quello della 296 GTB, appare praticamente scontato un possente V12 aspirato. La Ferrari ha infatti dichiarato di voler portare avanti lo sviluppo dei motori a dodici cilindri aspirato, un frazionamento storico per la casa del cavallino rampante, nonché un’arma in più per soffiare sul collo delle rivali. Per renderla ancora più affilata e spremere qualche cavallo extra gli ingegneri faranno ricorso a una power unit mild o full hybrid ancora non si sa, mentre è sicuro che al lancio non ci sarà una versione completamente elettrica. Se ne parlerà più avanti, secondo le indiscrezioni, ma molto probabilmente nell'ambito di un progetto a sé stante.

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Fisco, riammesso alla rateazione chi aveva aderito a rottamazione ter o saldo e stralcio e non ha pagato - Il Fatto Quotidiano

Chi già prima del Covid non aveva versato le rate concordate con il fisco potrà chiedere entro fine aprile di essere riammesso alla rateazione. L’opportunità è stata inserita nel decreto Milleproroghe durante il passaggio in commissione alla Camera. La settimana scorsa la sottosegretaria al Mef Maria Cecilia Guerra, rispondendo a un’interrogazione in Commissione Finanze al Senato, aveva spiegato che alla data del primo gennaio 2022 i contribuenti con un piano di pagamento ancora in essere (con rate da pagare nel 2022 e 2023) o che hanno concluso entro i termini i versamenti delle somme dovute sono 718mila (57% del totale) mentre circa 532mila (43% del totale) non hanno provveduto a pagare e hanno quindi perso i benefici della definizione agevolata. Determinando un ammanco di circa 2,5 miliardi.

Di fronte a questa situazione sia la Lega sia il M5s sostengono la necessità di una rottamazione quater per gli anni 2018, 2019 e 2020. Lunedì Alberto Gusmeroli, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, durante il webinar “Bonus rottamazione e pace fiscale è ora di collaborare: a che punto siamo?” organizzato dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili ha sostenuto che “la proroga della rottamazione da sola non serve, bisogna proseguire con una pace fiscale, sbloccando l’impasse che si è creato con la cessione dei crediti legata ai bonus edilizi e fermando una riforma del catasto che porterebbe solo più tasse per tutti”. Riforma dai contenuti identici a quella che il Carroccio votò nel 2014.

Secondo Emiliano Fenu, capogruppo del Movimento 5 stelle in Commissione Finanze a Palazzo Madama, la situazione è “potenzialmente esplosiva per tanti contribuenti che stanno ricevendo cartelle esattoriali essendo anche decaduti dai benefici della rateizzazione. Una condizione proibitiva per tante imprese che si trovano nelle condizioni di non poter pagare i debiti con il fisco e di dover portare i libri in tribunale. I numeri sono molto esplicativi: i contribuenti decaduti dalle rateazioni precedenti e dal saldo e stralcio sono il 43% degli aventi diritto. Ciò comporta l’innesco di una potenziale bomba sociale. Dobbiamo assumere al più presto – ha ribadito – un provvedimento che consenta a tutti di pagare con più serenità. Dobbiamo riaprire i termini della rottamazione ter e stiamo presentando un emendamento che preveda anche una nuova rottamazione che riteniamo necessaria per superare questa situazione di crisi. Anche il Mef, nella sua relazione, ha confermato il principio che di fronte a questi numeri si devono agevolare i contribuenti”.

In audizione, Guerra aveva ricordato che per venire incontro ai contribuenti durante la pandemia è stato aumentato da 5 a 18 il numero di rate non pagate che determinano la decadenza per i piani già in corso all’8 marzo 2020 e da 5 a 10 il numero di rate per cui è tollerato il mancato pagamento prima di perdere il diritto alle rateizzazioni chieste dall’8 marzo 2020 fino al termine del 2021.

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Istat: “Nel 2021 meno fallimenti che nel pre Covid. Boom di nuove imprese di costruzioni, calo delle registrazioni nel commercio”

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Pace fiscale flop: mancati incassi per 2,4 miliardi - QuiFinanza

Non sembra decollare la pace fiscale. Numeri alla mano,  su 1,25 milioni di contribuenti ancora in corsa per rottamazione ter e saldo e stralcio a inizio pandemia, il 43% dei debitori (circa 532mila contribuenti) è decaduto.  In pratica, al termine dello scorso anno,  è rimasto “in piedi” solo il 57%, ossia 718mila contribuenti.

Pace fiscale flop

Fronte conti pubblici, questo vuol dire che mancano all’appello 2,45 miliardi di euro che non potranno più essere riscossi attraverso le due definizioni agevolate e quindi si dovrà passare attraverso il canale “ordinario” della riscossione, che faranno lievitare ancor di più il conto finale.

Via XX Settembre, nel frattempo, precisa  che si tratta di “circa il 20% in meno rispetto alle previsioni aggiornate dopo le prime scadenze”, e il “lato consolida una tendenza al mancato adempimento ai pagamenti rateali delle somme dovute per la definizione agevolata che, fin dalle prime scadenze previste nell’anno 2019, era comunque superiore alla prima edizione della rottamazione”. 

Mancati incassi per 2,4 miliardi

Cifre messe nero su bianco dal ministero dell’Economia nella risposta della sottosegretaria Maria Cecilia Guerra all’interrogazione del senatore M5S Emiliano Fenu in commissione Finanze a Palazzo Madama che ha parlato di potenziale “bomba sociale”, perché si va a innestare in una situazione in cui la liquidità di cittadini, professionisti e imprese è già sotto pressione per i rincari in corso.

Intanto, nelle scorse ore è arrivato il via libera in commissioni Bilancio e Affari costituzionali a un emendamento al Milleproroghe che permette di rientrare nei piani di dilazione – non riguarda, dunque,  le sanatorie, quei debiti rateizzati per i quali è intervenuta la decadenza anteriormente alla data di inizio della sospensione dei termini di versamento delle cartelle. La nuova rateizzazione potrà riguardare le richieste presentate tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2022 fino a un massimo di settantadue tranche mensili.

Salvini torna alla carica

Il leader della Lega, intanto, è tornato a cavalcare il tema. “Mi prendevano in giro quando parlavo delle bollette, ora si sono accorti quanto sono pesanti. Servono 5-7 miliardi in manovra e la pace fiscale con rottamazione, ci sono milioni di cartelle che rischiano di essere un disastro, questi sono i temi che porteremo al tavolo del Cdm”, aveva anticipato a RTL 102.5 Salvini, parlando di aumento bollette e cartelle. 

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Sunday, February 20, 2022

Superbonus 110% con 3 cessioni del credito ma con multe ed anche il carcere, cosa cambia - InvestireOggi.it

Superbonus 110% con 3 cessioni del credito ma con multe ed anche il carcere, cosa cambia

Torna il sereno sul Superbonus 110% con le 3 cessioni del credito. Ma con le multe ed anche con il carcere. Vediamo allora cosa cambia. Visto che sulla maxi-agevolazione 110, e sugli altri bonus edilizi, il divieto di cessioni multiple è scongiurato. Ma nello stesso tempo il Governo italiano, che è guidato dal premier Mario Draghi, contro le frodi non è di certo disposto a fare sconti.

Il Superbonus 110% con le 3 cessioni del credito può così ripartire. Ma la cessione dovrà avvenire in maniera tracciabile. E comunque solo nei confronti di banche e di intermediari finanziari. Con la cessione che sarà accompagnata da un apposito codice identificativo. Così come è riportato in questo articolo.

Superbonus 110% con le 3 cessioni del credito. Ma con le multe ed anche con il carcere. Cosa cambia

Il Superbonus 110% con le 3 cessioni dovrebbe così permettere alle banche, a partire da quelle di piccole dimensioni, di riprendere ad accettare i bonus fiscali. Dopo che, invece, nei giorni scorsi i canali erano stati temporaneamente chiusi. Proprio al fine di acquisire chiarimenti. Che poi sono sfociate in novità legislative.

Nello stesso tempo, il Superbonus 110% riparte con le 3 cessioni del credito. Ma anche con multe ed anche il carcere. Con la figura che rischia in tal senso che è rappresentata dal tecnico abilitato. In accordo con quanto riportato dal TGCom24.

Multe ed anche il carcere, cosa cambia per le cessioni del credito in edilizia

In particolare, il Superbonus 110% riparte con le 3 cessioni del credito. Ma con multe ed anche il carcere come detto. In quanto il tecnico abilitato per le asseverazioni non potrà omettere informazioni rilevanti. O fornire informazioni false. Così come si rischiano sanzioni e la detenzione, in base alla gravità della violazione o del reato, quando per le spese incentivate sostenute l’attestazione della congruità è falsa.

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Superbonus 110% prorogato: per chi vale e legame evento sismico - iLoveTrading

Il Superbonus è stato prorogato. Il re dei bonus casa ha ricevuto una proroga lunga che è utile conoscere nel dettaglio anche perchè ora le Entrate hanno rivoluzionato la materia.

Con l’ultima manovra di bilancio il Governo ha deciso una proroga importante per il Superbonus, ma d’altra parte ha anche introdotto un meccanismo a scalare.

Il Superbonus è davvero nell’occhio del ciclone perchè le varie frodi messe in luce dal fisco, valgono ormai 4,4 miliardi di euro e di conseguenza è arrivata la stretta sulla cessione dei crediti che ha bloccato il settore. Una situazione che si prospettava drammatica, con oltre la metà dei cantieri bloccati dall’impossibilità della cessione multipla.

Il Superbonus riparte

Ma il governo dopo aver ascoltato le giuste preoccupazioni del settore edile ha cambiato rotta ripristinando le cessioni multiple. Cessioni multiple si, ma con paletti assai stringenti e con pene durissime per chi dichiara il falso. Qui tutti i dettagli. Dunque ora dopo le nuove norme che riaprono la cessione multipla il Superbonus può ripartire ma attenzione alle proroghe. Meglio capire bene come funzionano e le novità dall’Agenzia delle Entrate. Il Superbonus beneficia di una proroga lunga addirittura sino al 2025! Ma non per tutti questa proroga è uguale. Sino al 2023 il Superbonus vale il 110%. Ma poi comincia a scendere. Infatti nel 2024 il bonus scende al 70% e l’anno dopo, il famoso 2025 varrà solo il 65% delle spese messe in campo. 

Novità dalle entrate

Tutto questo che abbiamo detto fin’ora però non vale per le aree colpite da sisma. Infatti in questo caso particolare la proroga sarà davvero generosa. L’ultima legge di bilancio in effetti ha stabilito che per le aree colpite da sisma la proroga sarebbe arrivata a valere il 110% fino a tutto il 2025. Dunque una situazione fortemente più positiva per questi contesti. Ma ora l’Agenzia delle Entrate cambia tutto. Vediamo perchè. In una recente risposta all’interpello, l’agenzia veniva richiamata proprio su un intervento edilizio da realizzare su un immobile che si trova in una delle zone colpite dal sisma ma che non aveva effettivamente subito danni dall’evento.

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L’Agenzia delle entrate approfittava della domanda per offrire come sempre un principio generale. Ma questa volta il principio offerto è stato fortemente innovativo e riduttivo. Difatti nella risposta si può leggere che la proroga lunghissima del 110% sino al 2025 ha come condizione quella di essere in una delle aree colpite dal sisma, ma anche quella di aver effettivamente subito danni dallo stesso evento. 

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