Rechercher dans ce blog

Friday, December 17, 2021

Auto: a novembre -17,5% mercato Europa - Industria - Agenzia ANSA

Le immatricolazioni in Europa più Paesi Efta e Regno Unito a novembre sono state 864.119, il 17,5% in meno dello stesso mese del 2020. Negli undici mesi il totale è di 10.824.670 immatricolazioni, lo 0,8% in più dell'analogo periodo dell'anno scorso. I dati sono dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei dell'auto. Il gruppo Stellantis ha immatricolato a novembre in Europa più Paesi Efta e Regno Unito 171.779 auto, il 21,2% in meno dello stesso mese del 2020. La quota è pari al 19,9% a fronte del 20,8%.
    Negli undici mesi le immatricolazioni del gruppo sono 2.201.337, in crescita dello 0,8% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso. Invariata la quota pari al 20,3%. Continua la nefasta serie rossa dei dati sul mercato automobilistico dell'Europa Occidentale" con una contrazione rispetto al novembre 2019 del 28,7%. Un calo in linea con quello dei primi 11 mesi dell'anno, che, rispetto al 2019, è del 25,6%. E' il commento del Centro Studi Promotor. Per il presidente Gian Primo Quagliano, "mentre l'economia sta recuperando, il mercato dell'auto dell'Europa Occidentale procede a tre cilindri. Il calo infatti tra gennaio-novembre 2021 e gennaio-novembre 2019 è infatti del 25,6%". Diverse - spiega il Csp - sono le cause di questa situazione. In tutta Europa, anche se l'automobile si conferma come il mezzo più sicuro contro la possibilità di contagi nei viaggi, la mobilità ha subito una forte contrazione. In tutta Europa si sta abbattendo sul settore dell'auto un vero tsunami: la crisi nei semiconduttori, che aggiunge ai problemi della domanda anche problemi per l'offerta, fortemente penalizzata da fermate produttive per carenza di semiconduttori. Nei primi 11 mesi del 2021 soltanto i piccoli mercati dell'Islanda e della Norvegia registrano una crescita. Tutti gli altri sono in rosso, compresi i cinque maggiori Paesi che assorbono 7 auto per ogni 10 vendute. La Germania, sempre rispetto al 2019, chiude il consuntivo gennaio-novembre con un calo del 28%, la Francia perde il 25,1%, l'Italia il 22,8%, la Spagna il 32,9% e il Regno Unito il 28,8%. Per quanto riguarda le prospettive per il 2022 per il mercato italiano, il Centro Studi Promotor ipotizza un volume di immatricolazioni di 1.500.000 unità nell'intero anno, con un calo rispetto al 2019 del 21,7%. "Sarà il terzo anno consecutivo di passione per il mercato italiano e non ci sono ragioni per ipotizzare che la situazione sia diversa nell'intera Europa Occidentale", spiega il Csp.

Adblock test (Why?)


Auto: a novembre -17,5% mercato Europa - Industria - Agenzia ANSA
Read More

Superbonus: più burocrazia e controlli? Cosa cambia davvero - QuiFinanza

Si parla nuovamente di obblighi e documenti necessari per accedere ai bonus edilizi, come il Superbonus al 110%, ma non bisogna essere spaventati dalla burocrazia in aumento per la richiesta delle agevolazioni. I controlli sono aumentati a causa del decreto Antifrodi approvato a novembre, che ha introdotto nuove misure urgenti per il contrasto alle frodi anche per le detrazioni e la cessione dei crediti per i lavori.

I documenti da presentare sono già cambiati e fanno già parte della procedura per accedere ai bonus edilizi a partire dal 12 novembre 2021. Nessun nuovo allarme, dunque, come erroneamente riportato da alcune testate. Si tratta infatti delle novità di cui vi abbiamo già parlato in precedenza, ma che è giusto ribadire per fugare ogni dubbio.

Superbonus e bonus edilizi: i nuovi documenti da presentare

In base a quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate, per accedere ai bonus edilizi è ora necessario presentare, oltre ai documenti già indispensabili per l’avvio delle pratiche, anche i seguenti.

  • Il visto di conformità (qui la guida) che verifica la corretta applicazione delle norme e quindi che la procedura sia valida a tutti gli effetti.
  • L’asseverazione delle spese, che invece attesta che i costi sostenuti siano effettivamente in linea con i lavori di ristrutturazione effettuati sulla casa.

Superbonus e bonus edilizi: aumentano i controlli fiscali

Ad aumentare con il decreto Antifrodi sono però anche i controlli, e non solo gli obblighi da parte del contribuente che intende accedere ai bonus casa. L’articolo 2 del decreto prevede proprio il rafforzamento dei controlli preventivi.

L’Agenzia delle Entrate stessa provvede a monitorare i profili di rischio di chi richiede le agevolazioni, procedendo anche all’eventuale sospensione per 30 giorni della domanda per i bonus, in base anche alla regolarità e alla coerenza dei dati indicati con quelli presenti nell’Anagrafe tributaria.

Altri controlli vengono invece effettuati dagli intermediari finanziari e bancari, che non possono procedere ad acquisire il credito di fronte alla segnalazione di operazioni sospette, con l’obbligo di astensione nei casi in cui sia impossibile effettuare una verifica adeguata della clientela.

Superbonus e bonus edilizi: perché aumenta la burocrazia

Lo scopo del decreto Antifrodi è quello di individuare richieste fittizie, interventi pagati con capitali di origine illecita e attività finanziarie abusive dei soggetti che acquistano crediti.

Dunque con gli ulteriori passaggi burocratici introdotti a metà novembre non si valuta esclusivamente l’idoneità della domanda per il Superbonus al 110% e per gli altri bonus edilizi, ma si effettua una valutazione globale che può mettere a rischio la richiesta da parte del contribuente non in regola.

Vi abbiamo già parlato qui dei nuovi documenti necessari per accedere ai bonus casa. Ma attenzione alle date e alle proroghe. Tutto potrebbe cambiare con la manovra 2022, come anticipato qua.

Adblock test (Why?)


Superbonus: più burocrazia e controlli? Cosa cambia davvero - QuiFinanza
Read More

Thursday, December 16, 2021

Riunione BCE: tassi fermi, PEPP chiude a marzo 2022. Le parole di Lagarde - Money.it

BCE, conferenza stampa di Lagarde è terminata.

La riunione del 16 dicembre non ha sorpreso gli analisti, con i tassi rimasti invariati.

Il vertice a Francoforte è arrivato mentre l’aumento dell’inflazione e la diffusione della variante Omicron nella regione stanno pressando il rilancio post-pandemia.

Sul documento appena pubblicato sulle decisioni di politica monetaria dell’Eurotower si legge che la banca ha confermato che il Programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) si concluderà a marzo 2022, come previsto.

Per evitare un calo vertiginoso degli acquisti netti di obbligazioni all’inizio del secondo trimestre, la BCE ha annunciato che il ritmo degli acquisti mensili nell’ambito del suo schema di QE pre-pandemia chiamato Asset Purchase Program (APP) sarebbe aumentato a 40 miliardi di euro nel secondo trimestre e a 30 miliardi di euro nel terzo trimestre dagli attuali livelli di 20 miliardi di euro.

Lagarde, nella consueta conferenza stampa, ha ribadito che la ripresa c’è in Eurozona, ma occorre ancora mantenere la flessibilità nel sostegno per evitare shock.

Riunione BCE 16 dicembre: cosa è stato deciso

La BCE ha annunciato che a marzo porrà fine al suo programma di acquisto di obbligazioni nato durante la pandemia, ma cercherà di facilitare la transizione promettendo ulteriore sostegno all’economia della zona euro nel prossimo anno.

I responsabili della banca centrale hanno affermato di aver bisogno ancora di mantenere la flessibilità di fronte all’incertezza causata dall’ultima variante del coronavirus, Omicron, che ha portato i governi europei a reintrodurre i blocchi e altre restrizioni alla vita pubblica.

Sono due i programmi di acquisto di obbligazioni destinati a iniettare liquidità nelle economie dell’Eurozona: uno iniziato nel 2015 e l’altro l’anno scorso, in risposta alla pandemia. Da Francoforte è arrivata la conferma che il programma dell’era Covid si concluderà, come previsto, a marzo.

Il vecchio programma, APP, invece, si espanderà: la banca raddoppierà i suoi acquisti di obbligazioni a 40 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2022, abbassando tale importo a 30 miliardi di euro nel terzo trimestre e quindi manterrà il programma a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro, per tutto il tempo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi.

La banca ha anche affermato che il programma dell’era della pandemia potrebbe essere ripreso se fosse necessario più sostegno.

Il tapering, quindi, ci sarà grazie alla ripresa economica in corso. Tuttavia, il board ha ritenuto importante mantenere una transizione più soft, poiché l’incertezza potrebbe ancora colpire nel breve periodo la crescita.

La decisione è un riconoscimento che le impostazioni delle politiche di emergenza devono finire di fronte all’inflazione più rapida dell’area dell’euro da quando è stata creata la moneta unica e mentre la produzione economica si avvicina ai livelli pre-crisi.

Previsioni economiche aggiornate

La riunione del 16 dicembre ha rivisto anche le stime macroeconomiche: la banca haaumentato le sue proiezioni di inflazione e ridotto le sue prospettive di crescita per il 2022.

Nel dettaglio, per quanto riguarda la ripresa, è stato stimato:

  • 5,1% nel 2021
  • 4,2% nel 2022
  • 2,9% nel 2023
  • 1,6% nel 2024

I prezzi continueranno a salire, incalzati soprattutto dalla crisi energetica. L’indice armonizzato nella zona euro avrà questa tendenza nelle proiezioni: 2,6% nel 2021; 3,2% nel 2022; 1,8% nel 2023 e nel 2024.

Riunione BCE: la conferenza di Lagarde

L’attesa conferenza stampa di Christine Lagarde è iniziata alle 14.30.

Di seguito tutti gli aggiornamenti LIVE sulle decisioni della BCE e sulle parole di Lagarde.

15.22

Inflazione e ruolo dell’energia

Lagarde ha ribadito che alla base del rialzo dell’inflazione c’è l’energia. I prezzi energetici dipendono da condizioni climatiche, relazioni geopolitiche, entità degli stoccaggi. La differenza tra le proiezioni inflazionistiche di settembre e di adesso molto dipendono dall’energia.

15.15

PEPP

Il PEPP flessibile ha funzionato bene, ora si può andare avanti.

15.01

Consenso in BCE

La maggioranza è stata molto ampia nel sostenere l’intero pacchetto di oggi, ha affermato Lagarde.

14.58

Tassi di interesse

Per Lagarde è molto improbabile che la BCE aumenterà i tassi nel 2022.

14.55

Incertezza

Lagarde sottolinea l’elevata incertezza come uno dei temi principali dell’incontro di oggi. Omicron è uno dei punti di incertezza.

14.53

Domande dei giornalisti

Lagarde inizia a rispondere alle domande dei giornalisti

14.46

Previsioni sull’inflazione

L’inflazione è destinata a essere significativamente più alta:

  • Inflazione 2021: 2,6% rispetto al 2,2% nella previsione di settembre
  • Inflazione 2022: 3,2% rispetto all’1,7% nella previsione di settembre
  • Inflazione 2023: 1,8% rispetto all’1,5% nella previsione di settembre
  • Inflazione 2024: 1,8%
14.45

Energia e supply chain

Lagarde ha commentato che:
“L’aumento dell’energia è un vento contrario. I colli di bottiglia ci saranno per un po’ di tempo, dovrebbero attenuarsi nel 2022. La crescita è prevista in forte ripresa nel 2022. L’inflazione sarà superiore al 2% per la maggior parte del 2022.”

14.43

Previsioni PIL

Queste le previsioni per il PIL dell’Eurozona:

  • 5,1% nel 2021
  • 4,2% nel 2022
  • 2,9% nel 2023
  • 1,6% nel 2024
14.40

Politica ancora accomodante

La politica accomodante è necessaria:
“Abbiamo bisogno di flessibilità, opzionalità. Le misure di contenimento potrebbero ritardare il recupero”, ha commentato Lagarde

14.38

APP

Lo schema APP di acquisto di asset tradizionale sarà così calibrato, dopo la fine del PEPP nel 2022:

  • secondo trimestre: € 40 miliardi
  • terzo trimestre: 30 miliardi di euro
  • quarto trimestre: 20 miliardi di euro, per tutto il tempo necessario

L’APP terminerà poco prima di aumentare i tassi di interesse.

14.35

Inflazione e ripresa in Eurozona

Lagarde ha così sintetizzato la situazione della regione euro:

  • il mercato del lavoro sta migliorando;
  • lo slancio di crescita dell’area dell’euro si è moderato;
  • l’attività dovrebbe aumentare fortemente nel 2022;
  • ci sono carenze che limitano l’attività, vento contrario a breve termine;
  • crisi sanitaria in corso;
  • alta inflazione in gran parte dovuta all’energia;
  • inflazione in calo l’anno prossimo;
  • continuiamo a vedere l’inflazione a medio termine al di sotto dell’obiettivo;
  • l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi al di sotto dell’obiettivo nell’orizzonte di proiezione;
  • i progressi verso l’obiettivo consentono di ridurre gradualmente il QE
14.33

Lagarde e la situazione Eurozona

L’economia dell’Eurozona è in ripresa, ma la variante Omicron ha costretto a riprendere le restrizioni e i prezzi energetici sono in aumento. L’inflazione manterrà elevata nel breve periodo, ma si attenuerà l’anno prossimo.

14.30

Conferenza di Lagarde al via

Lagarde inizia la conferenza stampa dopo la riunione che ha mantenuto i tassi invariati.

14.20

Conferenza stampa, tutto pronto

La consueta conferenza stampa di Christine Lagarde inizierà tra 10 minuti. C’è attesa per capire nuovi dettagli su previsioni economiche e prossime mosse della BCE.

14.08

Euro/dollaro in rialzo

Dopo le decisioni della BCE, la coppia EUR/USD scambia in rialzo, sulla soglia di 1,1332 (+0,42%).

Il fatto che la BCE abbia annunciato di ridurre la quantità di acquisti di obbligazioni nel terzo trimestre del 2022 e di aumentare gli acuisti nell’ambito di APP per compensare la fine del PEPP è considerata una mossa aggressiva dagli analisti.

13.55

Decisioni di politica monetaria

Il Consiglio direttivo ritiene che i progressi nella ripresa economica e verso il suo obiettivo di inflazione a medio termine consentano una graduale riduzione del ritmo degli acquisti di attività nei prossimi trimestri. Ma è ancora necessario un accomodamento monetario affinché l’inflazione si stabilizzi all’obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine. In considerazione dell’attuale incertezza, il Consiglio direttivo deve mantenere flessibilità e facoltatività nella conduzione della politica monetaria. In tale ottica, il Consiglio direttivo ha adottato le seguenti decisioni:

Programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP)
Nel primo trimestre del 2022, il Consiglio direttivo prevede di effettuare acquisti netti di attività nell’ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) a un ritmo inferiore rispetto al trimestre precedente. Cesserà gli acquisti netti di attività nell’ambito del PEPP alla fine di marzo 2022.

Il Consiglio direttivo ha deciso di estendere l’orizzonte di reinvestimento per il PEPP. Ora intende reinvestire i pagamenti principali dei titoli in scadenza acquistati nell’ambito del PEPP almeno fino alla fine del 2024. In ogni caso, il futuro roll-off del portafoglio PEPP sarà gestito per evitare interferenze con l’orientamento di politica monetaria appropriato.

La pandemia ha dimostrato che, in condizioni di stress, la flessibilità nella progettazione e nella conduzione degli acquisti di attività ha contribuito a contrastare la trasmissione alterata della politica monetaria e ha reso più efficaci gli sforzi per raggiungere l’obiettivo del Consiglio direttivo. Nell’ambito del nostro mandato, in condizioni di stress, la flessibilità rimarrà un elemento della politica monetaria ogniqualvolta le minacce alla trasmissione della politica monetaria mettano a rischio il raggiungimento della stabilità dei prezzi. In particolare, in caso di rinnovata frammentazione del mercato legata alla pandemia, i reinvestimenti PEPP possono essere adeguati in modo flessibile in qualsiasi momento, classi di attività e giurisdizioni. Ciò potrebbe includere l’acquisto di obbligazioni emesse dalla Repubblica ellenica al di sopra dei rollover dei rimborsi al fine di evitare un’interruzione degli acquisti in quella giurisdizione, che potrebbe compromettere la trasmissione della politica monetaria all’economia greca mentre si sta ancora riprendendo dalle ricadute del pandemia. Se necessario, potrebbero essere ripresi anche gli acquisti netti nell’ambito del PEPP per contrastare gli shock negativi legati alla pandemia.

Programma di acquisto di beni (APP)
In linea con una graduale riduzione degli acquisti di attività e per garantire che l’orientamento di politica monetaria rimanga coerente con l’inflazione che si stabilizza al suo obiettivo nel medio termine, il Consiglio direttivo ha deciso un ritmo di acquisto netto mensile di € 40 miliardi nel secondo trimestre e 30 miliardi di euro nel terzo trimestre nell’ambito del programma di acquisto di attività (APP). A partire da ottobre 2022, il Consiglio direttivo manterrà gli acquisti netti di attività nell’ambito dell’APP a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro per tutto il tempo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali. Il Consiglio direttivo prevede che gli acquisti netti termineranno poco prima di iniziare ad aumentare i tassi di interesse chiave della BCE.

Il Consiglio direttivo intende inoltre continuare a reinvestire integralmente il capitale dei titoli in scadenza acquistati nell’ambito dell’APP per un lungo periodo di tempo oltre la data di inizio dell’aumento dei tassi di riferimento della BCE e, in ogni caso, fino a quando necessarie per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

Principali tassi di interesse della BCE
Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale e i tassi di interesse sulla linea di rifinanziamento marginale e sulla linea di deposito rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,50%.

A sostegno del suo obiettivo di inflazione simmetrica del 2% e in linea con la sua strategia di politica monetaria, il Consiglio direttivo prevede che i principali tassi di interesse della BCE rimangano ai livelli attuali o inferiori fino a quando non vedrà l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine della sua proiezione orizzonte temporale e durevolmente per il resto dell’orizzonte di proiezione, e giudica che i progressi realizzati nell’inflazione sottostante siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con una stabilizzazione dell’inflazione al 2% nel medio termine. Ciò può anche implicare un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente al di sopra dell’obiettivo.

Operazioni di rifinanziamento
Il Consiglio direttivo continuerà a monitorare le condizioni di finanziamento delle banche e ad assicurare che la scadenza delle operazioni TLTRO III non ostacoli la trasmissione regolare della sua politica monetaria. Il Consiglio direttivo valuterà inoltre regolarmente come le operazioni di prestito mirate stiano contribuendo alla sua posizione di politica monetaria. Come annunciato, prevede che le condizioni speciali applicabili nell’ambito della TLTRO III termineranno nel giugno del prossimo anno. Il Consiglio direttivo valuterà inoltre l’adeguata calibrazione del suo sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in modo che la politica dei tassi di interesse negativi non limiti la capacità di intermediazione delle banche in un contesto di ampia liquidità in eccesso.

13.45

Decisione sui tassi

La BCE ha mantenuto invariati i tassi, come da attese: tasso di deposito a -050%; tasso di interesse allo 0%; tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale a 0,25%.

Adblock test (Why?)


Riunione BCE: tassi fermi, PEPP chiude a marzo 2022. Le parole di Lagarde - Money.it
Read More

Turchia, nuovo taglio dei tassi di interesse nonostante l’inflazione sopra al 21%. Lira in caduta libera - Il Fatto Quotidiano

La banca centrale turca ha tagliato dell’1% i tassi di interesse portandoli al 14%. Si tratta del quarto ribasso consecutivo nel giro di pochi mesi ed è stato deciso nonostante l’inflazione nel paese risulti in salita e ormai oltre al 21%. I tassi sono quindi 7 punti percentuali al di sotto dell’inflazione. La banca centrale ha promesso che questo sarà l’ultimo intervento al ribasso sul costo del denaro. Tuttavia, dopo l’annuncio, la lira tura ha perso il 5% nei confronti del dollaro. Rispetto allo scorso settembre il valore della lira si è praticamente dimezzato. Tre mesi fa servivano 8,3 lire in cambio di un dollaro, oggi 15,4. Una situazione che favorisce l’importazione di inflazione dall’estero poiché i prodotti importati costano sempre di più e mette in seria difficoltà le aziende che vendono prevalentemente sul mercato interno e/o hanno obbligazioni denominate in valuta estera. Per cercare di arginare la caduta della lira la banca centrale ha ripetutamente venduto dollari sul mercato.

Tuttavia il presidente turco Recep Tayyip Erdogan spinge da sempre per una politica monetaria espansiva poiché, a suo dire, frenerebbe invece l’inflazione. L’incremento dei tassi sarebbe invece mossa voluta dagli investitori esteri per colpire l’economia del paese fiaccandone lo slancio. In generale politiche monetarie espansive (e quindi riduizione dei tassi e/o acquisti di titoli) aiutano la crescita economica ma possono favorire il rialzo dell’inflazione. Nel portare avanti questa sua visione Erdogan ha sostituito nel tempo una schiera di presidenti della banca centrale e ministri. Ieri gli ultimi avvicendamenti con la rimozione dei due viceministri delle finanze Sakir Ercan Gul e Mehmet Hamdi Yildirim. Oggi il presidente Erdogan, alle prese con un calo della popolarità, dovrebbe annunciare un incremento dei salari minimi nel paese, elemento che potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di spinta sull’inflazione.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Fed, il cambio di rotta di fronte all’inflazione: previsti tre rialzi dei tassi nel 2022. Attesa per le mosse della Bce

next
Articolo Successivo

Bce, stop agli acquisti aggiuntivi di titoli dal prossimo marzo. Forte rialzo per le stime di inflazione (3,2% nel 2022)

next

Adblock test (Why?)


Turchia, nuovo taglio dei tassi di interesse nonostante l’inflazione sopra al 21%. Lira in caduta libera - Il Fatto Quotidiano
Read More

Nei guai col conto corrente: la mossa da evitare a gennaio - ilGiornale.it

Il nuovo anno, in arrivo tra sedici giorni, porterà novità importanti per quanto riguarda i conti correnti e i libretti postali. Si tratta di un vero e proprio capovolgimento, con una serie di paletti da rispettare per ciò che concerne i versamenti e i prelievi. Lo scopo principale è quello di stroncare definitivamente l’evasione fiscale e le operazioni in nero. Ma vediamo nei particolari a cosa andranno incontro i contribuenti italiani dal primo gennaio 2022.

Sempre meno contante

Innanzitutto, come già ampiamente anticipato, dal prossimo anno non si potrà pagare più in contanti per cifre superiori ai mille euro. Fino a oggi si può utilizzare in moneta fino a 1.999,99 euro, dal primo gennaio questo tetto cala a 999,99 euro. Per somme superiori ci sarà l’obbligo di pagamento con carte elettroniche o con altri strumenti tracciabili come assegni o bonifici. Anche se si intendono donare soldi a un figlio o un familiare sarà necessario procedere con un bonifico o con un assegno.

Prelievi e versamenti

Questa regola così rigida, però, non vale per i prelievi e i versamenti dai conti correnti e dai libretti postali. Qui la soglia di 999,99 euro non va rispettata, anzi non sono previsti limiti particolari. Ciò, comunque, non significa che si può versare o prelevare a piacimento, senza rispettare nessuna regola. Se si ritirano dal bancomat più di mille euro, la banca è nelle condizioni di chiedere ai clienti spiegazioni per un’operazione del genere. L’utente deve essere sempre nelle condizioni di poter giustificare il movimento bancario, dimostrando che il denaro arriva da flussi leciti. Se questa condizione non è rispettata, l’Agenzia delle entrate può avviare procedimenti sanzionatori, ritenendo il cliente un evasore fiscale.

Le sanzioni

A cambiare, in ogni caso, sono anche le sanzioni per chi trasgredisce le regole. Ad essere multato non sarà solamente chi supera il limite previsto per i pagamenti in contanti, ma pure chi accetta il denaro. Abbassando la cifra del contante è stata ridotta anche la multa. Con la soglia di pagamento a 1999,99 euro la sanzione minima prevista al trasgressore era di 2mila euro. Con il limite a 999,99 euro la sanzione minima si dimezzerà a mille euro.

Adblock test (Why?)


Nei guai col conto corrente: la mossa da evitare a gennaio - ilGiornale.it
Read More

Wednesday, December 15, 2021

L'Istat rivede al ribasso inflazione e carrello della spesa - Agenzia ANSA

L'Istat rivede al ribasso le stime di inflazione. Nel mese di novembre si stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua (da +3,0% del mese di ottobre). La stima preliminare era +3,8%. L'ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell'inflazione è ancora una volta dovuta in larga parte ai prezzi dei Beni energetici (da +24,9% di ottobre a +30,7%) e, in particolare, a quelli della componente non regolamentata (da +15,0% a +24,3%).

I prezzi del cosiddetto 'carrello della spesa', che include Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, registrano a novembre un'accelerazione tendenziale (da +1,0% a +1,2%). Più sostenuta l'accelerazione dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +3,1% a +3,7%). Lo rende noto l'Istat diffondendo i dati definitivi sui prezzi a novembre. La precedente stima dei prezzi del "carrello della spesa" era di +1,4% mentre per i prodotti ad alta frequenza di acquisto era di +3,8%.

"A novembre, l'inflazione accelera nuovamente, portandosi a un livello che non si registrava da settembre 2008 (quando fu +3,8%) e continuando a essere sostenuta soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici, con l'accelerazione della componente non regolamentata che segue quella della componente regolamentata registrata a ottobre. Le tensioni inflazionistiche, seppur in misura contenuta, si diffondono anche ad altri comparti merceologici, in particolare i Beni alimentari e i Servizi relativi ai trasporti, e l'inflazione di fondo sale a livelli che non si vedevano da maggio 2013". E' il commento dell'Istat. L' 'inflazione di fondo', al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe da +1,1% di ottobre a +1,3%. Mentre l'inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,9% per l'indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. L'aumento congiunturale dell'indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+7,9%) e, in misura minore, degli Alimentari non lavorati (+1,4%) e lavorati (+0,6%). Diminuiscono, invece, i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,7%, per ragioni ascrivibili per lo più a fattori stagionali) e dei Beni durevoli (-0,4%). Su base annua accelerano sia i prezzi dei beni (da +4,2% a +5,1%) sia quelli dei servizi (da +1,3% a +1,7%); il differenziale inflazionistico tra questi ultimi e i prezzi dei beni rimane negativo (-3,4 punti percentuali), ampliandosi rispetto a quello registrato a ottobre (-2,9).

Adblock test (Why?)


L'Istat rivede al ribasso inflazione e carrello della spesa - Agenzia ANSA
Read More

In attesa della Fed, a che punto siamo con le valutazioni azionarie Da Investing.com - Investing.com

In attesa della Fed, a che punto siamo con le valutazioni azionarie © Reuters.

Di Francesco Casarella

Investing.com - La Federal Reserve comunicherà al mercato la in termini di politica monetaria questa sera alle 20:00 CET con la del governatore Jerome Powell alle 20:30 CET (che potrete seguire Live qui su Investing.com).

I fari del mercato non sono puntati sui tassi d'interesse ma su come il Marriner S.Eccles Building reagirà al picco inflazionistico. Che ormai la Fed ( in primis) e altre banche centrali siano convinte del fatto che l’inflazione non solo non è transitoria, è diventata cosa nota non molo tempo fa.

Risulta pertanto fondamentale comprendere quali saranno i prossimi passi, soprattutto ora che Jerome Powell, presidente della Fed, è stato rieletto e quindi può magari prendere decisioni più “scomode” senza l’assillo del mantenimento della poltrona.

Il Quantitative Easing (programma di acquisto titoli che per la Fed ammonta ora a $105 miliardi) piuttosto che il rialzo dei tassi di interesse, sono i due temi che maggiormente potrebbero impattare sui mercati.

Il primo perché ormai le Banche Centrali detengono letteralmente trilioni di di asset nei loro bilanci (la Fed ad esempio ne ha per 8.6 trilioni di dollari, fonte Yardeni Research) e se questi asset venissero riversati sui mercati la reazione potrebbe essere molto pesante. Secondo, perché le valutazioni oggi di tutte le principali asset class, sono a livelli estremamente alti.

In particolare abbiamo i rendimenti obbligazionari ai minimi storici negativi (in termini reali), e la stessa cosa possiamo dire dei rendimenti azionari (earning yield, inverso del rapporto Prezzo/Utili, negativo in termini reali).

Se poi confrontiamo le valutazioni con altri periodi storici, ci rendiamo conto ad esempio che le valutazioni delle 10 principali componenti dell’indice hanno superato addirittura quelle della bolla dotcom dei primi anni duemila.

Questo potrebbe essere un problema perché un rialzo generalizzato dei tassi avrebbe il grosso problema di alzare il tasso di attualizzazione dei valori di oggi (1 Euro oggi non vale 1 Euro domani, e 10 Euro domani attualizzati al 1% valgono molto di più di 10 Euro attualizzati al 5%), e quindi rendere il valore attuale delle azioni molto più ridotto.

Quindi aspettando la Fed, oggi 15 dicembre sarà una data molto importante, cosa deciderà Powell? I mercati attendono.

Responsabilità: Fusion Media would like to remind you that the data contained in this website is not necessarily real-time nor accurate. All CFDs (stocks, indexes, futures) and Forex prices are not provided by exchanges but rather by market makers, and so prices may not be accurate and may differ from the actual market price, meaning prices are indicative and not appropriate for trading purposes. Therefore Fusion Media doesn`t bear any responsibility for any trading losses you might incur as a result of using this data.

Fusion Media or anyone involved with Fusion Media will not accept any liability for loss or damage as a result of reliance on the information including data, quotes, charts and buy/sell signals contained within this website. Please be fully informed regarding the risks and costs associated with trading the financial markets, it is one of the riskiest investment forms possible.

Adblock test (Why?)


In attesa della Fed, a che punto siamo con le valutazioni azionarie Da Investing.com - Investing.com
Read More

Tim in Borsa chiude a +2,2% in attesa offerta Kkr su Sparkle - Ultima ora - Ansa.it - Agenzia ANSA

Tim chiude tonica in Borsa e indossa la maglia rosa nel listino principale, in attesa dell'offerta di Kkr per Sparkle e il dossier su N...