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Wednesday, August 2, 2023

Bonus ai dipendenti con figli a carico, fino a 3mila euro senza imposte: le istruzioni - Sky Tg24

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Bonus ai dipendenti con figli a carico, fino a 3mila euro senza imposte: le istruzioni - Sky Tg24
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Superbonus, cosa cambia dal 2024 per condomini e villette - QuiFinanza

Come cambierà il superbonus nel 2024? Tra settembre e dicembre gli sconti fiscali al 90% e al 110% andranno in pensione (salvo proroghe). Dal 2024 si passerà al 70% per gli edifici condominiali. Sono previste modifiche al superbonus, con un’agevolazione fino al 100% ma limitata ai redditi bassi e finanziata coi fondi del Pnrr.

Tuttavia, ci sono ancora molte questioni da affrontare. Una delle ipotesi al centro della prossima legge di Bilancio sarà indubbiamente la proroga per chi ha già avviato i lavori, proroga necessaria viste le difficoltà nell’ottenere la cessione del credito, ma anche per il maltempo che ha rallentato i lavori e in molti casi ha anche costretto a intervenire con opere di riparazione.

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L’agenzia di rating Fitch ha abbassato la valutazione del debito degli Stati Uniti - Il Post

L’agenzia di valutazione del credito Fitch, una delle più influenti al mondo tra quelle che si occupano di rating, ha abbassato quello dei titoli di stato degli Stati Uniti da AAA a AA+. Il rating assegnato è una valutazione sulla situazione finanziaria di un paese: più è alto e più è ritenuto basso il rischio che un paese non possa pagare i suoi debiti. Gli Stati Uniti avevano il voto più alto possibile, ossia AAA, perché sono ritenuti un paese molto affidabile a livello economico ed è piuttosto improbabile che smettano di rimborsare il proprio debito pubblico.

La decisione di abbassare il rating da parte di Fitch non significa che l’economia statunitense vada male e che per questo sia aumentata la probabilità che non paghi i suoi debiti. L’agenzia ha detto che è dovuta invece alla polarizzazione politica che si crea periodicamente sulle decisioni di spesa pubblica e sulla questione del tetto al debito pubblico, un particolare meccanismo legislativo statunitense che indica la quantità massima di soldi che il paese può prendere in prestito sui mercati finanziari e che deve essere autorizzata periodicamente dal Congresso.

Talvolta queste autorizzazioni vengono sfruttate come arma politica dall’opposizione per ottenere qualcosa dall’amministrazione in carica, i negoziati si complicano e spesso si arriva a un accordo proprio all’ultimo momento per evitare il default, ossia la situazione per cui lo stato non riesce a fare fronte ai suoi pagamenti. Negli scorsi mesi in particolare i negoziati erano stati molto complicati ed era stato raggiunto un accordo con molta fatica, scampando per poco il default.

Secondo Fitch situazioni di questo tipo sono problematiche per l’affidabilità degli Stati Uniti come creditore e i «ripetuti stalli sul limite del debito e le risoluzioni dell’ultimo minuto hanno eroso la capacità di gestione delle politiche di bilancio». La segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, si è dichiarata «fortemente in disaccordo con la decisione di Fitch».

Un giudizio simile era già stato dato nel 2011 da Standard & Poor’s, un’altra agenzia di rating, che aveva tolto agli Stati Uniti la valutazione massima proprio lo stesso motivo.

– Leggi anche: Come lavorano le agenzie di rating

(Drew Angerer/Getty Images)

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Ancora anticipazioni su importante modifiche conti correnti e investimenti in riforma fiscale a sorpresa - Business Online

Quali sono le anticipazioni su importante modifiche conti correnti e investimenti in riforma fiscale a sorpresa? Continua il cammino della riforma fiscale che si avvia all’approvazione definitiva con una serie di novità che avranno certamente importante impatto sui cittadini, dalla importante revisione delle aliquote Irpef di tassazione sui redditi, a modifiche per i pagamenti di altre tasse, a novità per pignoramenti ma anche per conti correnti e investimenti.

  • Quali sono le anticipazioni su modifiche per conti correnti e investimenti in nuova riforma del Fisco
  • Le altre misure possibili in nuova riforma fiscale

Quali sono le anticipazioni su modifiche per conti correnti e investimenti in nuova riforma del Fisco

Per contrastare l'ancora dilagante fenomeno dell'evasione fiscale e velocizzare i tempi di riscossione dei debiti, il governo si prepara a modificare i controlli su conti correnti e altri prodotti di investimenti con la definizione della nuova riforma fiscale.

L'intenzione è quello di potenziare e velocizzare le verifiche sui conti correnti dei singoli contribuenti possibili soggetti a pignoramenti per capire se il conto sia effettivamente in positivo e poter così prelevare i soldi per saldare debiti eventualmente presenti. 

Il viceministro all'Economia Leo ha chiarito che non si tratta dell'applicazione di un prelievo forzoso sui conti correnti dei cittadini quanto di un nuovo sistema di controllo dei conti stessi che dovrebbe agevolare i cittadini al saldo di eventuali debiti e favorire l'incasso di entrate per lo Stato. 

La nuova norma inserita nella riforma fiscale prevede, infatti, che il governo possa potenziare la riscossione coattiva dell’agente della riscossione tramite razionalizzazione e automazione della procedura di pignoramento dei rapporti finanziari, anche con pignoramenti verso terzi, ma non si tratterebbe di un prelievo forzoso quando di un’accelerazione di un procedimento già previsto dal Codice civile.

Inoltre, nella nuova riforma fiscale 2023 il governo Meloni potrebbe prevedere importanti modifiche delle tasse su investimenti a lungo termine. L’intenzione sarebbe quella di abbassare le tasse sugli investimenti a lungo termine, come conti deposito, btp a 5-10 anni, o fondi di investimento di almeno 5 anni, ecc., mentre non ci sarebbe alcuna modifica, in termini di tasse, sui conti correnti che non saranno toccati.

Le altre misure possibili in nuova riforma fiscale

Al di là delle nuove verifiche sui conti correnti che il governo intende mettere a punto nella nuova riforma fiscale per assicurarsi che un eventuale pignoramento sui conti correnti e altri strumenti di risparmio possa andare a buon fine, la nuova riforma fiscale prevede molte altre misure, come:

  • modifica delle aliquote Irpef di tassazione in base ai diversi scaglioni di reddito;
  • modifiche per i premi di produttività, per cui è prevista una riduzione dell’Ires per le imprese dove risulta la partecipazione agli utili dei dipendenti;
  • superamento dell’Irap;
  • la detassazione di straordinari e tredicesime per i redditi più bassi; 
  • possibilità di rateizzare l’acconto delle tasse di novembre; 
  • riduzione della ritenuta d’acconto per i lavoratori autonomi;
  • conferma delle agevolazioni disponibili per i giovani under 30 per sostenerne l’ingresso nel mondo del lavoro;
  • nuovi incentivi per le imprese sotto forma di superammortamento per le nuove assunzioni;
  • cancellazione del superbollo auto;
  • novità per lo smart working, con la revisione della disciplina della residenza fiscale delle persone fisiche potrà certamente incidere sulla modalità di prestazione lavorativa in versione agile;
  • introduzione della global minimum tax, tassa sulle multinazionali;
  • divieto di vendita a distanza di e-cig e nicotine pouches con possibilità di acquistare il prodotto online, anche da Paesi dell’Ue, ma solo con consegna in tabaccheria o in un negozio di e-cig da indicare direttamente al momento dell’acquisto online;
  • concordato preventivo biennale, che prevede il calcolo della base imponibile su cui pagare le tasse per due anni, per cui ogni soggetto sarà in grado di sapere quante tasse dovrà versare nei prossimi due anni anche se avrà guadagni superiori al previsto;
  • nuova possibilità di saldo e stralcio di cartelle esattoriali per debiti fino a 30mila euro. 
     

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Il bonus genitori da 3mila euro, senza tasse - Today.it

I datori di lavoro possono erogare ai propri dipendenti con figli a carico somme o rimborsi a titolo di benefit fino a 3mila euro. Lo stabilisce una circolare dell'agenzia delle entrate che fornisce i chiarimenti necessari per attuare la nuova disciplina del welfare aziendale dopo le novità introdotte dal "Decreto lavoro" (Dl n. 48/2023) che ha innalzato per il 2023 dagli ordinari 258,23 euro il limite entro il quale è possibile riconoscere ai dipendenti beni e servizi esenti da imposte. Inclusi tra i "bonus" che non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente anche le somme erogate o rimborsate ai lavoratori per il pagamento delle utenze domestiche di energia elettrica, acqua e gas.

Chi avrà diritto al bonus

La normativa nel dettaglio consente ai dipendenti con figli a carico di non considerare ai fini del pagamento Irpef, così come dall’imposta sostitutiva sui premi di produttività, i benefit fino a 3mila euro ricevuti dal datore di lavoro. Rientrano nell'agevolazione anche le somme corrisposte o rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale.

La circolare precisa che l'agevolazione si applica in misura intera a ogni genitore, titolare di reddito di lavoro dipendente, anche in presenza di un solo figlio, purché lo stesso sia fiscalmente a carico di entrambi, e ricorda che, per il Fisco, sono considerati a carico i figli con reddito non superiore a 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili). Poiché il beneficio spetta per il 2023, questo limite di reddito - che sale a 4mila euro per i figli fino a 24 anni - deve essere verificato al 31 dicembre di quest'anno. Il documento chiarisce inoltre che la nuova agevolazione spetta a entrambi i genitori anche nel caso in cui si accordino per attribuire la detrazione per figli a carico per intero al genitore che, tra i due, possiede il reddito più elevato.

Per accedere al beneficio, il lavoratore deve dichiarare al proprio datore di lavoro di averne diritto, indicando il codice fiscale dell'unico figlio o dei figli fiscalmente a carico. Non essendo prevista una forma specifica per questa dichiarazione, la stessa può essere resa secondo modalità concordate tra le due parti. Naturalmente, al venir meno dei presupposti per l’agevolazione - per esempio nel caso in cui, nel corso dell’anno, un figlio non sia più fiscalmente a carico - il dipendente è tenuto a darne tempestiva comunicazione al datore di lavoro. Quest’ultimo recupererà quindi il beneficio non spettante nei periodi di paga successivi e, comunque, entro i termini per le operazioni di conguaglio.

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Stop al reddito di cittadinanza: quali aiuti restano per le famiglie 

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Tuesday, August 1, 2023

Mercato auto Italia 2023: a luglio +8,8% ma la crescita rallenta - HDmotori

Mese di luglio positivo per il mercato auto Italia 2023. Secondo i dati di UNRAE, ci sono state 109.611 immatricolazioni pari ad una crescita dell'8.8% rispetto allo stesso mese del 2022. Per il mercato italiano dell'auto, si tratta del dodicesimo risultato positivo consecutivo sebbene con un tasso di crescita in rallentamento.

Tuttavia, i volumi del periodo precedente allo scoppio della pandemia sono ancora lontani. Rispetto a luglio 2019, le immatricolazioni attuali sono sotto del 22,3%. Tornando al 2023, da gennaio a luglio sono state immatricolate 960.765 autovetture contro le 793.873 dello stesso periodo del 2022. Ma se confrontiamo questo dato con quello del 2019, si sono "perse" 276.000 vetture pari ad un calo del 22,3%.

Secondo UNRAE, nel secondo semestre del 2023 il rallentamento della crescita dovrebbe proseguire visto che lo stesso periodo del 2022 fu caratterizzato da una progressiva e sostenuta accelerazione. L'associazione stima che l'anno dovrebbe chiudersi con 1,5 milioni di immatricolazioni, pari ad una crescita del 13,9% sul 2022, ma ancora in calo del 21,7% rispetto al 2019.

A luglio torna a calare la quota percentuale di auto ECV, con le BEV che in questo mese non superano il 3,4% e le ibride Plug-in il 4,4%, per una quota complessiva del 7,8% (a giugno era il 9,8%). Alla luce di questi numeri, il Presidente di UNRAE, Michele Crisci, chiede un intervento del Governo per recuperare i ritardi accumulati sul fronte della transizione energetica e accelerare il processo di decarbonizzazione.

Apprezziamo l’attivo interesse che il Ministro Adolfo Urso sta dimostrando nei confronti del settore automotive, per questo ci rivolgiamo a lui affinché intervenga perché si possano recuperare i ritardi accumulati sul fronte della transizione energetica e accelerare il processo di decarbonizzazione. È urgente una rapida convocazione dell’atteso Tavolo Automotive, che garantisca un confronto autentico, e non a posteriori, con tutti gli attori della filiera, non ultima l’UNRAE che rappresenta i 2/3 del mercato domestico e assorbe una quota estremamente considerevole della componentistica italiana.

In particolare, viene chiesto nuovamente di rivedere la struttura degli incentivi per l'acquisto delle vetture a basse emissioni inquinanti.

Il Presidente sollecita una profonda attenzione alle dinamiche della domanda in relazione alla transizione energetica. E quindi, visto il calo della stessa per la perdurante incertezza sugli incentivi, chiede interventi per correggere le ‘storture’ introdotte nello schema 2022-24 per gli incentivi all’acquisto di vetture a basse emissioni, con innalzamento dei tetti di prezzo ed inclusione di tutte le persone giuridiche con bonus a importo pieno.

Tornando a parlare dei dati del mese di luglio 2023, sotto il profilo degli utilizzatori, i privati possono contare su di una quota di mercato del 56,3%. In crescita le autoimmatricolazioni, che salgono all’11,9% del totale. Il noleggio a lungo termine cresce a luglio, arrivando al 23,5% di quota. In forte calo il noleggio a breve termine che si ferma al 2,1%. In crescita, invece, le società, con il 6,1% di quota di mercato.

Sul fronte delle motorizzazioni, le auto a benzina si fermano al 28,6% di market share, mentre il diesel al 18%. Cresce, invece, il GPL che raggiunge uno share del 9,8%. Per il metano, una quota di appena lo 0,1%. Bene le ibride HEV che a luglio 2023 possono contare su di una quota del 35,7% con un 7,6% per le “full” hybrid e 28,1% per le “mild” hybrid. Come accennato all'inizio, la quota delle BEV si ferma al 3,4% e quella delle PHEV al 4,4%.

Parlando dei Gruppi automobilistici, Stellantis chiude il mese di luglio con un calo dello 0,47% (Alfa Romeo 2.264 / +56,35%; Citroen 3.772 / -26,31%; DS 555 / +29,07%; Fiat 14.341 / -6,30; Jeep 5.466 / +32,51%; Lancia 3.352 / +8,13%; Maserati 334 / +7,74%; Opel 2.914 / -19,39%; Peugeot 5.530 / +5,17%). Il Gruppo Volkswagen, invece, ottiene un +9,69% (Audi 5.932 / +27,57%; Cupra 1.640 / +80,82%; Lamborghini 34 / -2,86%; Seat 1.024 / -25,24%; Skoda 2.898 / +25,24%; Volkswagen 9.229 / -4,37%). Abbiamo poi il Gruppo Renault con una crescita del 15% (Dacia 7.108 / +37,86%; Renault 5.877 / -4,21%).

[Fonte dati: UNRAE]

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La mappa dei prezzi della benzina nelle Regioni - Agenzia ANSA

Più cara in Puglia e nella provincia autonoma di Bolzano, decisamente meno nelle Marche e in Veneto.
    A disegnare la mappa dei prezzi della benzina (rigorosamente al self service) è il Mimit che, nel giorno in cui i distribuiti sono obbligati ad esporre accanto ai propri anche i prezzi medi della loro Regione, ha pubblicato i listini di riferimento sul proprio sito.
    In autostrada la media nazionale (sempre al self) è in generale più alta, essendo applicate le royalties. Ecco una tabella che riassume i prezzi regionali e la media in autostrada.

PREZZO IN EURO AL SELF
ABRUZZO
Benzina                           1,909
Diesel                            1,772
BASILICATA
Benzina                           1,935
Diesel                            1,786
CALABRIA
Benzina                           1,939
Diesel                            1,800
CAMPANIA
Benzina                           1,912
Diesel                            1,758
EMILIA ROMAGNA
Benzina                           1,911
Diesel                            1,768
FRIULI VENEZIA GIULIA
Benzina                           1,922
Diesel                            1,780
LAZIO
Benzina                           1,902
Diesel                            1,757
LIGURIA
Benzina                           1,938
Diesel                            1,804
LOMBARDIA
Benzina                           1,911
Diesel                            1,774
MARCHE
Benzina                           1,892
Diesel                            1,751
MOLISE
Benzina                           1,914
Diesel                            1,769
PIEMONTE
Benzina                           1,911
Diesel                            1,773
PUGLIA
Benzina                           1,943
Diesel                            1,771
SARDEGNA
Benzina                           1,938
Diesel                            1,796
SICILIA
Benzina                           1,923
Diesel                            1,774
TOSCANA
Benzina                           1,910
Diesel                            1,772
UMBRIA
Benzina                           1,908
Diesel                            1,759
VALLE D'AOSTA
Benzina                           1,928
Diesel                            1,790
VENETO
Benzina                           1,898
Diesel                            1,753
BOLZANO
Benzina                           1,945
Diesel                            1,804
TRENTO
Benzina                           1,922
Diesel                            1,783

MEDIA NAZIONALE IN AUTOSTRADA
Benzina                           1,984
Diesel                            1,854


   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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