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Thursday, November 17, 2022

Btp Italia sfiora i 12 miliardi, agli istituzionali 4,7 - Agenzia ANSA

(ANSA) - MILANO, 17 NOV - Si è chiusa la fase del collocamento del Btp Italia riservata agli investitori istituzionali, con la sottoscrizione di titoli per un controvalore di 4,713 miliardi di euro. Considerati i 7,281 miliardi acquistati dai piccoli risparmiatori, la diciottesima edizione del Btp Italia chiude con una raccolta che sfiora i 12 miliardi di euro di controvalore, a quota 11,994 miliardi.
    (ANSA).
   

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Enel verso costruzione mega fabbrica di pannelli solari in Usa - Il Sole 24 ORE

I punti chiave

2' di lettura

Il colosso italiano dell’energia Enel sta progettando la costruzione di un mega fabbrica per l’energia solare negli Stati Uniti. Enel North America (gruppo Enel), attraverso 3Sun Usa, intende costruire uno dei più grandi impianti di produzione di celle e moduli fotovoltaici bifacciali ad elevate prestazioni negli Stati Uniti, che inizialmente dovrebbe produrre almeno 3 GW e aumentare fino a 6 GW all’anno.

Wsj: costo di 1 miliardo di dollari

L’impianto proposto sarà tra i primi negli Stati Uniti a produrre moduli e celle fotovoltaiche, gli elementi chiave che compongono i pannelli solari, si legge nella nota diffusa da Enel North America. Il costo dell’impianto, secondo il Wall Street Journal, potrebbe avvicinarsi o superare il miliardo di dollari.

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Previsti fino 1.500 nuovi posti di lavoro

Si prevede che la struttura creerà fino a 1.500 nuovi posti di lavoro nel settore dell’energia pulita, sostenendo anche la creazione di una catena di approvvigionamento fotovoltaico nazionale per accelerare la crescita dell’energia generata dal sole negli Stati Uniti e aumentare la capacità di produzione nazionale di celle e pannelli solari del Paese.

Primo pannello disponibile sul mercato entro fine 2024

La costruzione della fabbrica dovrebbe iniziare nella prima metà del 2023 e si prevede che il primo pannello sarà prodotto e disponibile sul mercato entro la fine del 2024. La fabbrica americana sarà il secondo impianto di produzione di pannelli fotovoltaici di Enel a livello globale. La società aveva precedentemente annunciato l’espansione della sua 3Sun Gigafactory a Catania, in Sicilia, aumentando la sua capacità produttiva da 200 MW a 3 G.

Tra le location possibili la zona dei Grandi Laghi e il Texas

«Le economie di scala e le curve di apprendimento sono estremamente importanti in questo settore», ha affermato Giovanni Bertolino, responsabile Usa dell’unità di produzione di celle e pannelli di Enel sottolineando che il gigante italiano «ha bisogno di grandi volumi di produzione se vuole competere con i produttori cinesi che ora dominano il settore in termini di prezzo e qualità». Tra le location che Enel sta valutando per la costruzione del nuovo mega impianto ci sono la zona dei Grandi Laghi e il Texas.

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Crisi delle criptovalute, la piattaforma Genesis blocca i prelievi dai conti - Il Fatto Quotidiano

L’operatore di criptovalute Genesis ha bloccato il ritiro dai sui conti dopo un’esplosione “abnormal” delle richieste di prelievo. La nuova corsa virtuale agli sportelli segue i fallimenti di Ftx e Blockfi e mostra come la crisi del settore si stia allargando come paventato da molti osservatori. Il bitcoin è in calo del 2,5% a 16.460 dollari (Ether – 4%). Come ha spiegato l’amministratore delegato della società Derar Islim, le richieste di prelievo hanno superato la liquidità di cui dispone il gruppo. Per fare fronte alle richieste dovrebbe quindi vendere asset in suo possesso. Genesis sta lavorando con alcuni consulenti per valutare le opzioni a disposizione tra cui non è esclusa la raccolta di fondi supplementari.

Genesis è uno dei broker di criptovalute più noti, offre servizi di trading e custodia agli investitori professionali. Negli ultimi anni si è imposto come uno dei maggiori erogatori di prestiti in valute digitali. Nel 2022 ha erogato prestiti per 131 miliardi di dollari. La scorsa settimana, Genesis ha dichiarato che avrebbe ricevuto un’infusione di capitale da 140 milioni di dollari dalla casa madre, Digital Currency Group di Barry Silbert. Genesis è stata coinvolta anche dalla bancarotta di Three Arrows Capital, fondo specializzato in monete digitali a cui aveva concesso un prestito di 2,4 miliardi di dollari non collateralizzato.

Il Congresso statunitense ha chiesto chiedere un’audizione di San bankman-Fried, fondatore di Ftx ed ex amministratore delegato. “Il tracollo di Ftx ha messo in difficoltà più di un milione di clienti, molti dei quali gente comune che aveva investito i suoi risparmi sulla piattaforma cripto. Sfortunatamente il caso di Ftx è solo uno dei molti esempio di piattaforme cripto che sono crollate nell’ultimo anno”, afferma la presidente della commissione servizi finanziari della Camera. Nei giorni scorsi la segretaria al Tesoro ed ex governatrice della Federal Reserve Janet Yellen ha auspicato una maggiore regolamentazione del settore. Celebrità del calibro di Tom Brady, campione di football e Steph Curry, cestista, sono state citati in giudizio per aver propagandato investimenti in Ftx presso il pubblico.

Le ripercussioni sul sistema finanziario del collasso della piattaforma di cripto-asset Ftx sono state, finora, contenute e il problema è stato “circoscritto”. Tuttavia, di fronte a un mercato cresciuto “drammaticamente” negli anni recenti e con la possibilità di “legami indiretti” e “canali oscuri che vanno oltre la nostra capacità di analisi”, “dobbiamo osservare la situazione con attenzione”, ha detto oggi il vicepresidente della Bce Luis de Guindos durante un briefing con la stampa per la presentazione del Rapporto sulla stabilità finanziaria.

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Wednesday, November 16, 2022

Inflazione record dal 1983. La spesa costa il 12,6% in più - Agenzia ANSA

L'Istat ha ritoccato al ribasso anche le prime stime sui prezzi del cosiddetto carrello della spesa di ottobre che restano comunque su livelli record mai registrati dall'83. A ottobre, beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono aumentati da +10,9% a +12,6% (+12,7% precedente stima) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto da +8,4% a +8,9%. "È necessario risalire a giugno 1983 (quando registrarono una variazione tendenziale del +13,0%) per trovare una crescita su base annua dei prezzi del carrello della spesa superiore a quella di ottobre 2022" commenta l'Istat.

Istat ritocca al ribasso stime ottobre, +11,8%. L'inflazione acquisita per il 2022 è pari all'8% 

L'Istat ritocca al ribasso le stime preliminari dell'inflazione del mese di ottobre. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento del 3,4% su base mensile e dell'11,8% su base annua (da +8,9% del mese precedente). La stima preliminare era +11,9% su base annua e +3,5% su base mensile. L'inflazione acquisita per il 2022 è pari a +8,0% per l'indice generale e a +3,7% per la componente di fondo.
"È necessario risalire a marzo 1984 (quando fu +11,9%) per una variazione tendenziale dell'indice generale NIC superiore a +11,8%" commenta l'Istat diffondendo i dati definitivi sull'inflazione di ottobre". La forte accelerazione dell'inflazione su base tendenziale si deve soprattutto ai prezzi dei beni energetici (la cui crescita passa da +44,5% di settembre a +71,1%) sia regolamentati (da +47,7% a +51,6%) sia non regolamentati (da +41,2% a +79,4%), e in misura minore ai prezzi dei beni alimentari (da +11,4% a +13,1%), sia lavorati (da +11,4% a +13,3%) sia non lavorati (da +11,0% a +12,9%), e degli altri beni (da +4,0% a +4,6%). Rallentano invece i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +5,7% di settembre a +5,2%). Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +12,5% a +17,6%), mentre rallentano di poco quelli dei servizi (da +3,9% a +3,8%); si amplia in misura marcata, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -8,6 di settembre a -13,8 punti percentuali). L'aumento congiunturale dell'indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei beni energetici non regolamentati (+28,3%), ai Beni energetici regolamentati (+20,0%) e in misura minore a quelli degli alimentari non lavorati (+2,4%), degli alimentari lavorati (+1,6%), dei beni non durevoli (+0,7%) e dei beni durevoli (+0,6%); in calo invece, a causa per lo più di fattori stagionali, i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,7%) e dei servizi relativi ai trasporti (-0,8%).
L'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +5,0% a +5,3% e quella al netto dei soli beni energetici da +5,5% a +5,9%. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta del 3,8% su base mensile e del 12,6% su base annua (da +9,4% nel mese precedente); la stima preliminare era +12,8%. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento del 3,3% su base mensile e dell'11,5% su base annua.

   

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Rottamazione 2022, ultima scadenza dell'anno: quando e come pagare - I-Dome.com

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  1. Rottamazione 2022, ultima scadenza dell'anno: quando e come pagare  I-Dome.com
  2. Sanatoria cartelle 2022, entro fine novembre con 5 giorni di tolleranza  InvestireOggi.it
  3. Proroga Saldo e Stralcio: ultime novità e scadenze  PMI.it
  4. Come sapere se la tua cartella esattoriale rientra nella nuova rottamazione 2023  InvestireOggi.it
  5. Visualizza la copertura completa su Google News

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Tuesday, November 15, 2022

Terna, l’anomalia della società pubblica proprietaria della rete elettrica: invece di ridurre le… - Il Fatto Quotidiano

È l’ennesima anomalia italiana. Una società pubblica che ha la proprietà dell’intera rete elettrica ad alta tensione, realizza i suoi ingentissimi profitti quasi esclusivamente nel mercato regolato ma è quotata in Borsa dal 2005 e applica un regime di remunerazione degli investitori estremamente generoso. In pratica si indebita ogni anno non per fare solo investimenti sulla rete, ma almeno per un terzo della propria (ingente) posizione debitoria per far contenti azionisti che quasi al 60% non sono italiani. Stiamo parlando di Terna spa, unico “trasmission system operator” europeo (Tso) ad essere quotato in Borsa nel panorama dell’intera Europa (continentale e non). Ha un fatturato abbastanza stabile (2,604 miliardi di euro nell’ultimo bilancio del 2021, 2,2 dei quali derivanti dal mercato regolato), un ebitda (utili prima imposte e tasse) di 1,854 miliardi pari al 71,8% e un indebitamento netto di oltre 10 miliardi , cioè 3,7 volte il proprio fatturato. Purtroppo, solo parte del mostruoso indebitamento è imputabile agli investimenti per rendere la rete ad alta tensione pronta per lo sviluppo delle rinnovabili, degli accumuli e il completamento dei sistemi di connessione (per esempio il Thyrrenian link, fondamentale collegamento tra Sardegna e Sicilia, oppure quello verso la Tunisia).

La vicenda trae origine dalla dissennata scelta di quotare in Borsa la società in un piano di “privatizzazioni” che, come vedremo, ha prodotto costi maggiori per il sistema Paese (imprese e famiglie) anche per la decisione dell’allora amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, di rendere molto appetibile l’investimento nelle azioni della società. Dal 2004 al 2021 Terna ha distribuito 7,1 miliardi di euro in dividendi e solo un terzo (o poco più) sono rimaste nelle casse del pubblico grazie al fatto che il primo azionista è Cdp Reti che ha incassato nello stesso periodo 2,14 miliardi. Peraltro quasi un terzo di questi utili soddisfano gli appetiti di State Grid, la società pubblica cinese azionista di Cdp Reti dove sono state conferite le ricche partecipazioni in aziende ex pubbliche. Una scelta che alla luce dell’oramai dichiarata guerra economico-commerciale Stati Uniti-Cina non mancherà di suscitare pesanti attriti tra Roma e Washington.

Quasi tutti i restanti 5 miliardi sono finiti nelle casse dei grandi fondi di investimento (Blackrock, Vanguard, Rothschild) e di una miriade di investitori istituzionali (dal fondo pensione dei dipendenti di sperduti comuni dell’Artico a quello degli insegnanti australiani) che hanno acquistato pacchetti più o meno consistenti di azioni Terna perché attirati dalla generosa politica di attribuzione dei dividendi (soprattutto negli ultimi anni pre-bolla inflazionistica quando era praticamente impossibile trovare investimenti remunerativi a basso rischio essendo i tassi ufficiali sotto zero). Ovviamente questa generosa scelta di remunerazione degli azionisti non ha permesso a Terna né di fermare la crescita dell’indebitamento né di prendere in considerazione una riduzione delle tariffe di cui, oggi più che mai, avremmo potuto beneficiare come sistema economico.

L’intero impianto del sistema elettrico italiano è, da questo punto di vista, profondamente deficitario. Le grandi utilities sono tornate a guadagnare con i business regolati che mediamente pesano sugli utili lordi delle quattro principali aziende (A2A, Iren, Hera, Acea) per il 50% dell’ebitda. Vediamo nel dettaglio per comprendere quanto questa dinamica perversa possa impoverire gli azionisti pubblici (che in genere sono le amministrazioni comunali delle città dove le aziende sono nate) e i territori dove cittadini e imprese, pagando le bollette e le tasse rifiuti, contribuiscono in maniera determinante a produrre utili. Il primato dell’incidenza delle attività regolate sui profitti è senza dubbio di Acea (quarta multiutility per volume d’affari) con l’82%, grazie in particolare alla gestione dei servizi idrici che da sola ha determinato il 52% dell’ebitda nel 2021. Per il gruppo Iren, terza multiutility italiana sull’asse Torino-Genova-Parma Reggio Emilia e recentemente la Toscana, i settori denominati Rab (Regulatory asset based) o quasi-rab (come il comparto rifiuti e il teleriscaldamento) rappresentano il 70% dell’utile prima delle imposte. Inferiore la posizione del gruppo A2A, prima azienda del settore nata sull’asse Milano-Brescia ed ora presente sia verso il nord-est sia nel Sud, che nel 2021 registrava i settori regolati e contrattualizzati al 53%. All’ultimo posto Hera (l’azienda nata sull’asse Bologna-Rimini) che dichiara nel suo ultimo bilancio un’incidenza dei settori regolati pari al 44% del margine operativo lordo (ebitda).

Quanto di questa dinamica, come nel caso di Terna, produce di fatto un impoverimento del sistema paese a favore di investitori finanziari che hanno solo l’obiettivo di realizzare una reddittività elevata per la loro partecipazione è un interrogativo a cui dovrebbe rispondere Arera, l’autorità che deve, tra le sue competenze, “promuovere più alti livelli di concorrenza e più adeguati standard di sicurezza negli approvvigionamenti, con particolare attenzione all’armonizzazione della regolazione per l’integrazione dei mercati e delle reti a livello internazionale”.

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Tim chiude tonica in Borsa e indossa la maglia rosa nel listino principale, in attesa dell'offerta di Kkr per Sparkle e il dossier su N...