
Aumenti shock per le bollette che rischiano di investire con forza soprattutto la Sicilia. L'allarme è stato lanciato da Nomisma che ha annunciato come, senza interventi del Governo, dal primo gennaio le bollette del gas aumenteranno del 50% e quelle dell'elettricità fino al 25%. Incrementi dovrebbero arrivare in merito agli adeguamenti di Arera, l'ente che decide in base alle oscillazioni delle materie prime.
Stangata per la Sicilia
Lillo Vizzini, presidente siciliano di Federconsumatori, frena e spiega che "si tratta di proiezioni che finora rimangono solo tali. Va verificato come influiscono e in merito a quali settori". Ma contemporaneamente sottolinea come l'unico problema non sarà il caro-bollette ma molto altro: "Gli aumenti si ripercuotono sul trasporto delle merci e sulla produzione industriale e manifatturiera. Quindi per il consumatore il disagio non è solo sull'energia ma anche sugli incrementi dei costi delle merci. Tanto è vero che il tasso d'inflazione al 30 novembre è del 3%".
E proprio i trasporti su gomma, di cui la Sicilia si approvvigiona in larghissima parte, rischia di affossare i consumatori dell'Isola. Qualche avvisaglia c'è già stata: "A Palermo uno dei primi incrementi è stato quello legato all'aumento del prezzo del pane e dei prodotti legati alla panificazione e alla produzione della pasta, entrambe per via del boom del costo del frumento. La portata - continua Vizzini - è simile agli incrementi che si sono avuti nel 2018 con un aumento generalizzato dei costi da parte die grossisti. Servono controlli serrati, bisogna far desistere le tendenze a fare cartello".
Aumenti shock nel 2022
Secondo le prime proiezioni del caro-bollette nel 2022 la spesa di una famiglia per luce e gas potrebbe raggiungere i 3.368 euro all'anno, con un incremento di +1.227 euro rispetto alla spesa sostenuta nell'ultimo anno.
Nel dettaglio nel 2022 la spesa per la bolletta della luce salirebbe a 918 euro a nucleo (+135 euro annui) e quella per il gas addirittura a 2.450 euro (+1.092 euro).
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Aumenti shock per le bollette e la Sicilia pagherà anche l'incremento di trasporti e industria - Giornale di Sicilia
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I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie hanno chiuso la giornata con rialzi nell'ordine del 2-3%, dopo la forte volatilità registrata nella precedente seduta. Bancari e petroliferi hanno dato la spinta al rimbalzo del FTSEMib. Secondo Pierre Veyret – analista tecnico di ActivTrades - al momento le politiche monetarie (in particolare della Fed) rimangono la preoccupazione principale. "L'ultimo messaggio da falco di Jerome Powell ha colto molti di sorpresa e ha suscitato incertezza tra gli investitori, lasciandoli scettici sulla prossima mossa della Fed", ha osservato l'esperto, che ha aggiunto: "Sebbene l'adozione di misure aggressive per affrontare un'inflazione non così transitoria sia generalmente vista come una notizia positiva, gli investitori si chiedono quanto possa essere pericoloso ritirare l'attuale forte sostegno monetario mentre l'economia statunitense è ancora in difficoltà".


